Condizionatori addio. Le pareti degli edifici a zig zag li sostituiscono

Un gruppo di ricercatori della Columbia University ha sviluppato una nuova tipologia di pareti verticali che possono raffrescare gli edifici.

APPROFONDIMENTO
Maria Grazia Ardito
Condizionatori addio. Le pareti degli edifici a zig zag li sostituiscono

Un gruppo di ricercatori della Columbia University ha sviluppato una nuova tipologia di pareti verticali che possono raffrescare gli edifici.

La stagione estiva si fa di anno in anno più torrida a causa del cambiamento climatico, per questo gli scienziati oltre le grida di allarme che lanciano sempre più frequentemente, stanno studiando soluzioni concrete per alleggerire il ‘peso del calore’ ormai insopportabile.

Un recente studio condotto dalla Columbia University ha rilevato che l’impiego di pareti, degli edifici, con una struttura a zig zag potrebbe abbassare la temperatura del calore interno dei palazzi di diversi gradi in più rispetto alle pareti tradizionali.

La ricerca, pubblicata sulla rivista Nexus dimostra che il disegno a zig zag asimmetrico ( messo in pratica dal team) ha il potenziale di ridurre di 2,3 gradi la temperatura media giornaliera, e durante le ore più calde il calo termico registrato può addirittura  raggiungere i 3,1 gradi. Scopriamo quindi che il design oltre a “rendere più gradevole alla vista” le nostre città, può avere una funzione urbana e contribuire al raffrescamento radiativo degli edifici.

Conceptual illustration of ERZ walls (photo credits Nexus)

Sappiamo ormai per certo che gli stabili rappresentano il 40% del consumo energetico globale, e sono responsabili di oltre un terzo delle emissioni di CO2. Il fattore chiave di questo consumo è diventato l’uso di aria condizionata.

Una domanda che potrebbe raddoppiare entro il 2050 se non si interviene, e in fretta, con soluzioni più sostenibili. Infatti, con il progressivo riscaldamento del clima, è ormai per noi storia di tutti i giorni, le città nelle stagioni estive diventano roventi, per questo la domanda di raffreddamento degli edifici sta aumentando rapidamente.

Il raffreddamento radiativo è certamente un metodo interessante utilizzato per ridurre il consumo energetico degli edifici risparmiando l’utilizzo di elettricità, ma finora è stato concentrato sui tetti, ricoperti da materiali speciali. Non ci si è invece soffermati sulle pareti verticali. Lo studio della Columbia University riporta la capacità radiativa anche sulle pareti.

Queste pareti così congegnate sfruttano due caratteristiche fondamentali della tecnica di raffrescamento radiativo: la riflessione e l’emissione del calore. Le superfici rivolte verso il cielo sono progettate per massimizzare l’emissione di radiazioni infrarosse, permettendo al calore di fuoriuscire dall’edificio. Mentre quelle rivolte verso il terreno sono più riflettenti, riducendo l’assorbimento del calore proveniente dalla superficie terrestre.

La combinazione di queste due peculiarità aumenta l’efficacia del raffrescamento radiativo. E se è vero che il design a zig zag per ora esiste solo a livello sperimentale nei laboratori, e ci sarà tempo fino a che altri studi la riportino su larga scala a edifici di grandi dimensioni, ci piace pensare che forse la soluzione per abolire l’aria condizionata comincia a intravvedersi.