Traforo Monte Bianco, chiusura totale fino al 16 dicembre

Lo stop del traforo, che si unisce alla chiusura del Frejus e alle riduzioni di traffico sul Brennero, rischia di mandare in tilt il trasporto su strada. Così l’Europa fa i conti che le infrastrutture in crisi.

INFRASTRUTTURE
Francesca Franceschi
Traforo Monte Bianco, chiusura totale fino al 16 dicembre

Lo stop del traforo, che si unisce alla chiusura del Frejus e alle riduzioni di traffico sul Brennero, rischia di mandare in tilt il trasporto su strada. Così l’Europa fa i conti che le infrastrutture in crisi.

Fino al prossimo 16 dicembre il Traforo del Monte Bianco sarà chiuso per lavori di manutenzione, causando pesanti disagi al traffico, in particolare per il trasporto merci. La chiusura del traforo rappresenta una sfida importante per l’economia italiana, dato che le Alpi fungono da importante snodo per l’import-export del Paese. Gli autotrasportatori dovranno optare per l’autostrada del Frejus, l’unica alternativa praticabile per i tir diretti verso la Francia. Che in una parola si traduce con: infrastrutture in crisi in tutta Europa.

Dati alla mano il traforo del Monte Bianco sarà chiuso completamente al traffico per 15 settimane. Un altro stop ai valichi che si aggiunge alla chiusura del Frejus e alle riduzioni di traffico sul Brennero imposte dall’Austria. La chiusura del collegamento con la Francia è dovuta – secondo quanto riportato da TMB-Geie, il gestore, responsabile del tunnel – al risanamento della volta su due tratti.

L’ANSA ha diramato un’agenzia secondo la quale l’Agenzia delle dogane e dei monopoli ha rinnovato l’intesa con Francia e Svizzera per l’agevolazione delle procedure doganali di ‘transito’. La procedura semplificata, disciplinata in un apposito protocollo sottoscritto lo scorso ottobre e ora prorogata, ha l’obiettivo di facilitare “il passaggio dall’Italia alla Francia attraverso la Svizzera di merci individuate, riducendo così l’impatto della chiusura del tunnel sull’imprenditoria aostana cui l’accordo è specificatamente destinato”, fa sapere Adm in una nota.  “Questo risultato, frutto dell’impegno della direzione dell’Agenzia a beneficio del territorio, testimonia le eccellenti relazioni di cooperazione tra Italia, Francia e Svizzera”, ha dichiarato Andrea Mazzella, direttore delle relazioni internazionali di Adm.

Che cosa accade?

E se l’intermodalità ferroviaria in Europa si prepara a vivere uno degli inverni più freddi della storia recente grazie alla liquidazione di Fret Sncf costretta da un’inchiesta della Commissione Ue a cedere grosse quote di mercato alla concorrenza e DB Cargo che potrebbe seguire lo stesso percorso dopo che l’Antitrust europeo ha acceso un faro sulla Germania, anche la modalità stradale deve fare i conti con una continua riduzione di capacità infrastrutturale dovuta ai lavori in corso e alle limitazioni di accesso. 

Contro l’ennesimo collo di bottiglia al trasporto pesante in entrata e uscita dal nostro Paese è scesa in campo la Fai-Conftrasporto con la richiesta di “un incontro urgente al Vice Premier e Ministri Antonio Tajani e Matteo Salvini e al Commissario Europeo ai Trasporti per scongiurare una crisi che sarebbe non solo per il comparto dell’autotrasporto e della logistica, ma dell’intera economia italiana”. Secondo la FAI lo scambio di merci tra l’Italia e i Paesi europei rischia una paralisi.

Secondo le stime degli industriali, la chiusura del Traforo del Monte Bianco comporterà perdite economiche considerevoli, quantificate in circa 11 miliardi di euro. Le difficoltà legate al trasporto delle merci stanno mettendo sotto pressione numerosi settori economici che dipendono dalle connessioni tra Italia e Francia. Questo episodio sottolinea la vulnerabilità delle infrastrutture alpine, già sottoposte a sfide legate a condizioni geografiche estreme e cambiamenti climatici.

Per approfondire?

Per analizzare in profondità il tema del trasporto merci attraverso le Alpi, il 17 settembre si terrà un seminario intitolato “Il trasporto attraverso le Alpi: quali scenari nel medio e lungo termine?”. L’evento, organizzato dall’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Torino in collaborazione con la Commissione Trasporti: Mobilità, Infrastrutture, Sistemi, si svolgerà presso il Politecnico di Torino. La discussione verterà sui problemi infrastrutturali, le soluzioni innovative e le prospettive future per il trasporto alpino.