Le ondate di caldo stanno provocando non pochi danni. Animali, esseri umani e ambiente risentono di questi cambiamenti climatici con periodi dalle alte temperature che influenzano processi naturali essenziali, come l’impollinazione.
L’impollinazione degli insetti è un servizio ecosistemico importantissimo a livello globale che genera un notevole valore economico e di biodiversità. Questo servizio è in pericolo poiché gli impollinatori sono in rapido declino su scala globale per colpa delle attività antropiche. La perdita di habitat e l’omogeneizzazione su vasta scala, i pesticidi e gli agenti patogeni, raffigurano minacce serie per gli insetti impollinatori autoctoni. Il cambiamento climatico e l’aumento di eventi meteorologici estremi come le ondate di calore contribuiscono ad aggravare ulteriormente questi impatti negativi. Ciò è particolarmente inquietante, poiché le ondate di calore sono già diventate più frequenti negli ultimi decenni e le previsioni a lungo termine non sono proprio positive, prevedono infatti, un ulteriore aumento in frequenza e intensità.

I bombi hanno perso l’olfatto
Fra gli insetti impollinatori ci sono i bombi, lavoratori efficienti e instancabili che appartengono alla stessa famiglia delle api selvatiche. Negli ultimi tempi sono sotto stress termico e questo li porta a visitare raramente i fiori, con una conseguente riduzione della riproduzione delle piante.
Il perché ce lo racconta lo studio “The heat is on: reduced detection of floral scents after heatwaves in bumblebees”, pubblicato su Proceedings of the Royal Society B da Sabine Nooten, Hanno Korten, Thomas Schmitt e Zsolt KárpátiI della Julius-Maximilians-Universität Würzburg (JMU), nel quale si evince che le alte temperature privano i bombi del loro senso dell’olfatto complicando la ricerca del cibo.
I bombi visitano moltissime famiglie di piante. Alcune specie sono perfino allevate per l’impollinazione di colture in campo agronomico.
“I bombi sono notevoli impollinatori nei sistemi naturali e agricoli. Hanno quindi un alto valore economico e di biodiversità”, afferma Sabine Nooten.
Questi insetti imenotteri sono maggiormente diffusi nelle zone temperate e vivono anche in regioni fredde e molto fredde, soffrono perciò molto il caldo. Grazie agli odori emessi dalle piante riescono a trovare il loro fiore e a recepire informazioni sulle condizioni del vegetale.
Lo studio ha esposto i bombi a temperature di 40 gradi Celsius in laboratorio e le conseguenze sono state gravi. “Abbiamo scoperto che il caldo comprometteva significativamente la capacità dei bombi di rilevare i profumi floreali. Perdono praticamente il senso dell’olfatto”, sostiene la Nooten.
La perdita maggiore dell’olfatto è stata osservata nelle operaie, fino all’80%, mentre i maschi ne hanno perso fino al 50%. Una differenza importante c’è stata anche fra i bombi usati ai fini commerciali e quelli selvatici, quest’ultimi riportavano molti più problemi.

L’influenza del cambiamento climatico
Niente è riuscito a risolvere il problema: “Nemmeno un successivo periodo di rigenerazione a temperature idonee ha portato immediatamente a un miglioramento. Dopo 24 ore dai test termici, la maggior parte dei campioni presentava ancora dei problemi”, dichiarano i ricercatori.
La ricerca conferma la forte influenza del cambiamento climatico sull’interazione tra insetti e piante, perciò, le ondate di caldo hanno un ruolo cruciale nella vita dei bombi.
La fisiologia di questi impollinatori viene fortemente intaccata dal grande caldo e l’impatto sulle colture che impollinano può essere disastroso. Se gli impollinatori non arrivano per qualche giorno non c’è impollinazione, niente semi e niente discendenti.
I ricercatori non vogliono arrendersi ed hanno già pronto un progetto di follow-on basato sui risultati dello studio. Bisogna infatti, concentrarsi sul lato comportamentale, testando in che modo il comportamento di foraggiamento dei bombi verrà influenzato dalle ondate di caldo sperimentali.
Grazie ai dati raccolti potranno esser introdotte diverse iniziative per la conservazione delle specie.
