Piantare patate su Marte

Il racconto della storia delle esplorazioni spaziali e dell’agricoltura e del cibo spaziale dell’astro – agronoma Stefania De Pascale.

APPROFONDIMENTO
Susanna Bagnoli
Piantare patate su Marte

Il racconto della storia delle esplorazioni spaziali e dell’agricoltura e del cibo spaziale dell’astro – agronoma Stefania De Pascale.

Da oltre 25 anni si interessa della coltivazione delle piante per il supporto all’esplorazione umana dello Spazio. Stefania De Pascale è un vulcano di idee e le sue ricerche nel campo – è professoressa di Orticultura e Floricultura presso il Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli – sono nell’ambito dei progetti di ricerca finanziati dall’ Agenzia Spaziale Italiana e dall’Agenzia Spaziale Europea. Nel 2019 ha fondato il Laboratory of Crop Research for Space, un laboratorio per la caratterizzazione delle piante per i sistemi rigenerativi di supporto alla vita nello spazio. Non a caso è definita l’astro – agronoma. Progetti e idee, adesso sono anche raccolti nel libro ‘Piantare patate su Marte’ (Aboca Edizioni) da poco in libreria, di cui ci racconta.

Stefania De Pascale
Come è nata l’idea di questo libro?

Da tempo volevo condivide alcune riflessioni sull’importanza dell’agricoltura e sulle ricerche che portiamo avanti sull’agricoltura nello spazio al Dipartimento di Agraria dell’Università Federico II di Napoli. Ho realizzato che alcune tappe dell’agricoltura nello spazio coincidono con alcune tappe della mia vita : da bambina ho visto l’allunaggio in Tv, ero già ricercatrice quando è iniziato l’assemblaggio della Stazione Spaziale Internazionale. E poi è arrivato il programma Micro-Ecological Life Suppot System Alternative (MELiSSA in sintesi, ndr), il programma pluridecennale dell’Agenzia Spaziale Europea che studia, dal 1987, i sistemi biorigenerativi di supporto vitale  che replicano le condizioni di un ecosistema terrestre, alla base del quale ci sono alghe, piante e  batteri fotosintetizzanti. Più di tutti però mi ha spinta a scrivere mio figlio Riccardo e la voglia di lasciare un messaggio alle generazioni più giovani.

Quale agricoltura è possibile oggi nello Spazio?

Mettiamo da parte l’idea degli orti spaziali o dei campi di grano su Marte; lo Spazio è un ambiente ostile. Nell’orbita bassa terrestre, dove si trova la Stazione Spaziale Internazionale siamo ‘vicini’ alla terra. L’equipaggio vive con i rifornimenti dalla Terra; poi a bordo ci sono sistemi per rigenerare aria e acqua e si coltivano piante, in piccole camere di crescita, le ‘salad machine’. Si tratta in prevalenza di ortaggi a foglia come le insalate che vanno a integrare la dieta dell’equipaggio. Se pensiamo invece alle basi sulla Luna o su Marte la sfida è un’altra, dobbiamo schermare gli ambienti dalle radiazioni, innanzi tutto. E poi abbiamo bisogno di colture che siano, dal punto di vista calorico e energetico più ricche, con cereali, come ad esempio grano e riso, tuberi come la patata e la patata dolce e le leguminose,  soia e fagioli. In questi ambienti si può pensare di utilizzare tecnologie come l’idroponica, oppure utilizzare come substrato le regoliti lunari o marziane, i suoli extraterrestri, che vanno però migliorati ad esempio aggiungendo sostanza organica. Stiamo portando avanti ricerche su alcuni simulanti di regolite lunare e marziana che vengono ‘corretti’ aggiungendo compost verde e letame di animali monogastrici, per simulare gli scarti organici dell’equipaggio umano. Il punto è che le piante sono indispensabili nello Spazio. Sulla Luna e su Marte non potremo portare tutte le risorse dalla Terra ma le dovremo rigenerare. E il modo più efficiente è utilizzare componenti biologiche. Sono le sfide per garantire la vita su questi pianeti.

Quali idee per lo spazio sono anche ‘buone’ da realizzare sulla Terra?

L’agricoltura è una storia di innovazione da sempre, le ricerche su quella spaziale consentiranno un ulteriore balzo in avanti. La Terra è il pianeta migliore, non ce n’è un altro; le risorse non sono infinite e quelle che abbiamo vanno utilizzate al meglio. Nello spazio la gestione delle risorse è una necessità imprescindibile ed è altrettanto importante oggi in un’agricoltura sostenibile sulla Terra. Un’agricoltura che si basi su sistemi circolari chiusi, efficienti, dove l’acqua viene recuperata, i nutrienti riciclati, i volumi e l’energia vengono utilizzati con efficienza e parsimonia. Sviluppare sistemi di coltivazione che funzionano in un ambiente così estremo ci offre la possibilità di capire come coltivare in ambienti estremi sulla Terra come i deserti, i poli e ovunque le risorse naturali siano limitate. I settori più promettenti sono quelli relativi all’utilizzo degli scarti organici e dei reflui umani pretrattati per la nutrizione delle piante, della condensazione dell’acqua di traspirazione delle piante, l’ottimizzazione della gestione dei rifiuti, il recupero di suoli degradati e alcune di queste tecnologie sono già arrivate sulla Terra. Possiamo dire che l’agricoltura spaziale ci consente di recuperare conoscenze e tecnologie per far guadagnare più spazio alle piante sulla Terra.

Suggeriti
APPROFONDIMENTO
Un astro agronomo al servizio delle missioni spaziali
Stefania De Pascale impegnata nella ricerca dei processi biologici dei vegetali e nel loro adattamento all’ ambiente spaziale per garantire la catena di approvvigionamento del cibo.