CAPITOLO 3 – I fattori attivi
I fattori ATTIVI rappresentano quelle criticità che possono essere causa diretta degli incidenti o indurre in errore l’utenza stradale causandone comportamenti sbagliati. Rientrano in questa fattispecie:
- la pavimentazione irregolare, tale da determinare necessità di modifica della traiettoria e/o della velocità, di alcune o tutte le componenti veicolari; l’irregolarità superficiale può essere determinata dal raggiungimento del limite di vita utile della sovrastruttura o da fenomeni di cedimento ed instabilità del corpo stradale e di opere strutturali (dissesto giunti, cedimenti strutturali, …);
- la pavimentazione levigata che rende la superficie particolarmente scivolosa in condizioni ambientali sfavorevoli;
- le anomalie planimetriche;
- le anomalie altimetriche;
- l’inadeguatezza geometrica, specie delle intersezioni stradali;
- i tratti con perdita di visibilità sia a causa della geometria del corpo stradale sia per crescita della vegetazione;
- la presenza di crescita incontrollata di vegetazione di natura arborea, che determinano pericoli di caduta rami o alberi in particolari condizioni meteo;
- l’inadeguatezza del sistema di regimazione idraulica che in particolari condizioni ambientali può causare allagamenti e/o inagibilità della piattaforma stradale;
- la mancanza o inadeguatezza della segnaletica verticale di presegnalamento, di pericoli o di obblighi;
- la mancanza o inadeguatezza della segnaletica orizzontale;
- l’instabilità di muri/opere di sostegno presenti nella parte di monte della piattaforma o scarpate di monte che minacciano la caduta di materiale detritico sulla piattaforma stradale;
Di questo elenco, gli elementi afferenti ai punti c), d) ed e) si riferiscono ad ambiti di analisi più complessi e non proprio attinenti alla manutenzione in senso lato, per il cui superamento è necessario disporre di risorse spesso elevate. Per questa specifica categoria di interventi occorre assumere a riferimento quanto contenuto nel D.Lgs. 35/2011 di recepimento della Direttiva Europea 2008/967CE, sebbene valido per la rete Transeuropea.
Per questi fattori è stata messo a punto un secondo un approccio che tiene conto, oltre che della natura della criticità e della sua estensione, anche di altri parametri influenti quali le caratteristiche geometriche della strada, del volume e composizione del traffico circolante, dell’ambito territoriale attraversato, della strategicità della strada.
Nello specifico, la formula definisce una serie di indici di seguito elencati:
- Ipi : Indice di pericolosità intrinseca
- Ift : Indice di funzionalità del tratto
- It : Indice di traffico
- Is : Indice di sicurezza
- Ia : Indice ambientale
- Ipc : Indice di strategicità
La somma di questi indici fornisce l’Indice di Priorità (Itot) con valore che può variare da 7 a 100. Questo valore vien poi normalizzato su 5 categorie di Priorità di intervento riportate in Table 7.

Indice di pericolosità intrinseca Ipi
Questo indice è rappresentativo della dimensione e della tipologia dell’ammaloramento, indipendentemente dalla sua collocazione territoriale.
L’indice rappresentativo della pericolosità intrinseca Ipi si compone di 2 addendi: Cpi e Ct.
Cpi = rappresenta il coefficiente della pericolosità intrinseca per classificare la criticità rilevata in rapporto alle altre criticità appartenenti alla stessa tipologia.
Ct = rappresenta il coefficiente della tipologia di criticità per porre in relazione la criticità rilevata in rapporto anche alle altre criticità non appartenenti alla stessa tipologia.
Per la definizione del Cpi sono state predisposte per ogni asset delle specifiche schede descritte al paragrafo successivo. Il risultato finale della compilazione della singola scheda riferita alla specifica criticità, attraverso l’utilizzo dell’applicazione CheckList, è rappresentato da un valore numerico, al quale viene associata una delle 5 categorie seguenti:
- Irrilevante: evidenzia un livello di criticità che non determina condizionamenti per nessuna delle categorie di utenti;
- Bassa: minimale condizionamento sugli utenti deboli anche in condizioni ambientali ordinarie;
- Media: condizionamento significativo per gli utenti deboli in condizioni ordinarie e per le altre categorie di utenti in particolari condizioni ambientali, con ricadute in termini di sicurezza per la circolazione;
- Alta: condizionamento per tutte le categorie di utenti, con significativa ricaduta in termini di sicurezza per la circolazione;
- Estrema: elevato condizionamento per tutte le categorie di utenti, con elevata ricaduta in termini di sicurezza per la circolazione.
L’indice rappresentativo della pericolosità intrinseca viene quindi normalizzato Cpin in relazione alla classe di pericolosità risultante dal rilievo, secondo il seguente prospetto:
IRRILEVANTE Cpin = 4
BASSA Cpin = 7
MEDIA Cpin = 11
ALTA Cpin = 15
ESTREMA Cpin = 18
In relazione alla tipologia di ammaloramento rilevato si associa un peso avente valore variabile da 1 a 10, costituente il Ct. Nella sottostante tabella si riportato i pesi da attribuire in funzione della tipologia di criticità rilevata:

Ne consegue che Ipi = Cpin + Ip e può variare tra 4 e 28.ù
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