Un gioco per combattere la resistenza antimicrobica

Approfondire e affrontare la resistenza antimicrobica con un videogioco. Offrendo strumenti per salvaguardare la salute globale.

SALUTE
Pamela Preschern
Un gioco per combattere la resistenza antimicrobica

Approfondire e affrontare la resistenza antimicrobica con un videogioco. Offrendo strumenti per salvaguardare la salute globale.

Only Up: Beat the Bug. E’ il nome dato ad una campagna che, attraverso il gioco, mira ad approfondire la conoscenza della resistenza antimicrobica, nota anche con l’acronimo inglese AMR (antimicrobial resistance)  e a sensibilizzare giovani, genitori ed educatori. Perché la trasformazione inizia con la comprensione.

Perché una simile campagna?

La forma è ludica ma la questione è seria: si tratta di “salvare l’umanità dalla più grande minaccia mai vista”. La minaccia è quella rappresentata da milioni di microbi “cattivi” (oltre a quelli buoni, comunque presenti) tra cui batteri, virus, parassiti e funghi che non solo stanno aumentando ma stanno diventando sempre più resistenti ad antibiotici e antivirali sviluppati per combatterli e che invece non riescono più a sconfiggerli. Con il risultato che ci si ammala più a lungo, i sintomi peggiorano, le malattie comuni diventano difficili da curare e si diffondono più velocemente; ecco allora che un semplice mal di gola o un’influenza o piccoli tagli possono diventare pericolosi o addirittura mortali.

Ogni anno l’AMR causa oltre 35.000 morti in UE con un costo di circa 11,5 miliardi di euro per il sistema sanitario; entro​ il​ 2050 potrebbe​​ uccidere ​ 10 milioni di persone all’anno ​ – più di​​ malattie croniche come il cancro​.

E’ necessario e urgente diffondere le informazioni su questo pericoloso trend mettendo in pratica alcuni utili comportamenti: usare gli antibiotici con saggezza e parsimonia, non condividerli né conservarli e rispettare le regole d’igiene di base. 

I destinatari della campagna 

L’iniziativa è rivolta in primis a genitori e insegnanti che hanno un ruolo cruciale nel proteggere la salute dei piccoli; aiutarli a comprendere questo argomento e a condividere questa conoscenza con i giovani promuovendo l’uso responsabile dei farmaci per contenere l’aumento della resistenza antimicrobica attraverso scelte responsabili e informate è l’obiettivo principale  Un mondo digitalizzato come quello attuale offre la possibilità  di sfruttare le connessioni per difendere la salute e mantenere efficaci i farmaci essenziali per le generazioni a venire; a questo proposito l’UE ha realizzato guide didattiche e lezioni interattive, utili strumenti  per proteggersi dalla resistenza antimicrobica, disponibili sul sito della Commissione europea.

Come e perché partecipare

Scuole, università, associazioni di genitori e/o insegnanti, organizzazioni ricreative e imprese possono integrare l’educazione alla resistenza antimicrobica nelle loro attività  organizzando eventi, distribuendo materiale didattico per promuovere pratiche responsabili, anche col sostegno degli operatori sanitari che forniscono linee guida sull’uso degli antibiotici.A tale scopo è stato realizzato un kit digitale per comunicare attraverso i social media quei passi semplici che è possibile intraprendere nelle case, scuole e comunità per un uso corretto dei farmaci.La campagna ​​​sta coinvolgendo alcuni paesi UE tra cui Romania, Cipro, Ungheria, Spagna, Grecia e Bulgaria che stanno svolgendo il ruolo di “pionieri”; l’obiettivo è di estenderla agli altri, spargendo la voce ​​e  incoraggiando a partecipare alla sfida.​​

Cosa sta facendo

l’UE contro l’AMRL’Unione Europea sta intraprendendo azioni positive per contrastare la resistenza antimicrobica per garantire che gli antibiotici siano utilizzati in modo responsabile sia negli esseri umani che animali secondo un approccio alla salute globale noto come One Health.Un modus operandi inclusivo che promuove la cooperazione interdisciplinare tra il campo umano e veterinario, ma che coinvolge anche il settore delle scienze ambientali e agricole, investendo nella ricerca di nuove cure e diffondendo la consapevolezza sui fattori di rischio come la prescrizione eccessiva di  antibiotici (anche per il bestiame) e l’inquinamento causato dalle acque reflue. Particolarmente pertinente al caso è il detto “l’unione fa la forza” per creare un futuro più sano per tutti.Ognuno può svolgere un ruolo importante nel diffondere il messaggio e mobilitarsi per un uso responsabile degli antibiotici garantendo che i potenti farmaci sviluppati per combattere i mali non si trasformino essi stessi in un male peggiore di quello contro cui sono nati.