Come ogni alimento di cui oggi ci nutriamo e che diamo per scontato, anche il fungo è stato sicuramente una scoperta dell’uomo che si è aggiunta fin dall’età preistorica non solo alla sua dieta, ma destinata persino a impieghi di natura altrettanto materiale, come accendere il fuoco, o come disinfettante o medicinale grazie alle proprietà antibiotiche e antisettiche di cui i funghi sono dotati.
Insomma, i funghi affiancano la vita dell’uomo dai suoi primordi, e con questo, si sviluppa un’altrettanta cultura della raccolta in forme sempre più crescenti, dall’antica Grecia, all’epoca romana, ove crescerà di fianco la paura del fungo velenoso tanto da divenire quest’ultimo addirittura simbolo di morte, passando poi per il XVI secolo in cui il fungo verrà catalogato con criteri sempre più scientifici fino ai giorni nostri, dove è ormai divenuto un pretesto per ritrovarsi tra amici a fare scampagnate nei boschi.
Oggi, è numerosissimo il numero di persone che si recano nel bosco a cercare funghi, e infatti il pericolo maggiore si è spostato dalla sua commestibilità a un rischio più di ordine pratico.
Molte sono le persone che si perdono tra i sentieri, soprattutto anziani che, nel dilettarsi in questa attività, non fanno i conti con gli evidenti rischi in cui ci si può imbattere in una giornata nel bosco, per lo più se, come spesso accade, in solitaria.
In questo contesto, le istituzioni si sono dovute fare avanti, ritenendo vantaggioso normare l’attività di raccolta funghi mediante l’applicazione di specifiche disposizioni e guide per una raccolta in sicurezza.
In Toscana, ad esempio, la regione ha disciplinato la racconta dei funghi con una Legge Regionale del 22 marzo 1999 n.16. Qui www.regione.toscana.it/norme-raccolta-funghi l’opuscolo che dispone le regole, contenente le disposizioni per ottenere l’autorizzazione se al di fuori del proprio comune di residenza.Per la ricerca all’interno dei parchi, nazionali o regionali, occorre prendere visione dei rispettivi regolamenti che possono prevedere ulteriori autorizzazioni e/o modalità di raccolta diverse da quelle fissate dalla legge regionale.

Alcuni comuni hanno poi applicato delle limitazioni sulla raccolta: www.regione.toscana.it/limitazioni-raccolta-funghi.
Sul sito della regione, oltre ad adempimenti di natura economica, si leggono anche specifiche disposizioni per una raccolta in tutta sicurezza.
Principalmente la regione consiglia di passeggiare nel bosco affiancandosi a una persona più esperta, seguirla nei movimenti lungo i sentieri e nei percorsi di ricerca, concentrarsi sul terreno e scandagliare accuratamente ogni angolo e, osservare ogni singolo comportamento della guida in modo da comprenderne le abitudini.
Inoltre, prima di partire per passeggiate nei boschi alla ricerca di funghi è sempre bene consultare i bollettini meteo, seguire percorsi conosciuti senza avventurarsi in sentieri o zone non sicure, oltre che comunicare gli spostamenti a chi non è insieme a noi, scegliere l’abbigliamento e l’attrezzatura adatta, ed evitare sempre la raccolta di funghi di specie non conosciute, servendosi di riviste o libri ove le varie specie vi siano catalogate.
Documentarsi con cura sul percorso, come suggerisce il vademecum stilato dal Corpo Forestale dello Stato,andare alla ricerca di funghi almeno in due, così da garantire un soccorso in caso di problemi. Soltanto il mese scorso ammontano a 4 le vittime tra i ricercatori di funghi, due sui monti dell’Abruzzo, altri due sull’Appennino tosco-emiliano, di cui uno dei cadaveri ritrovati dai soccorsi, quello di un anziano fungaiolo bolognese caduto in un dirupo tra Madonna dell’Acero e il Cavone.
Molti sottovalutano poi che insieme all’umidità del sottobosco vi sia, soprattutto nei sentieri più nascosti, un terreno così malleabile tanto che in determinati frangenti può rivelarsi fatale.
Il cambio climatico e le piogge hanno spinto molti appassionati tra i boschi di mezza montagna ad avventurarsi alla ricerca di porcini e ovuli: secondo gli esperti sono centinaia nel solo Abruzzo gli amanti che hanno approfittato del fine settimana. E per tale motivo, tuttavia, non sono mancati nel bilancio dei morti, pure le vittime da intossicazione.
Infatti, la regione raccomanda fortemente di sottoporre i funghi raccolti al vaglio degli esperti, mettendo a disposizione del territorio regionale, sportelli micologici.
Ecco il link www.uslsudest.toscana.it/ispettorato-micologico delle sedi con indicati orari e recapiti telefonici sul sito dell’USL Toscana sud est.
Da non sottovalutare anche che, oltre ai rischi e pericoli appena descritti, avventurarsi irresponsabilmente nel bosco, può rivelarsi dannoso non soltanto per chi si trova ad affrontare faccia a faccia con la natura quella situazione, ma anche per l’intera comunità.
Basti pensare all’enorme dispiego di forze necessarie da mettere in campo per le operazioni di soccorso. Intere squadre di Vigili del Fuoco, Volontari del CAI, Carabinieri della Guardia Forestale che potrebbero essere messi altresì a disposizione di emergenze di tutt’altra natura, oltre all’ingente spesa caricata sulle spalle dello stato per un eventuale soccorrimento che, nel peggiore dei casi potrebbe richiedere l’impiego di elicotteri.
