Made in Italy: il 20% della produzione viene dal riciclo

L’Italia al primo posto per performance nell’economia circolare, agli Stati Generali della Green Economy presentato il rapporto.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
Made in Italy: il 20% della produzione viene dal riciclo

L’Italia al primo posto per performance nell’economia circolare, agli Stati Generali della Green Economy presentato il rapporto.

L’economia circolare premia l’Italia: quasi un quinto di quello che produciamo proviene dal riciclo. È quanto contiene l’ultimo rapporto del Circular Economy Network, che ci pone al  primo posto tra le cinque maggiori economie dell’Unione Europea.

Un gran traguardo che fa vacillare quel modello di consumo, a cui ci siamo affidati nei secoli, il cui  presupposto era che le risorse naturali fossero infinite. I risultati positivi di tale modello sono  smentiti dai fatti:  stiamo raggiungendo i confini del nostro pianeta poiché l’economia lineare utilizza, solo nei primi sette mesi dell’anno, la maggior parte delle risorse naturali globali, che possono essere reintegrate in un anno intero.

Il rapporto illustrato durante gli Stati Generali della Green Economy di Rimini dimostra invece che un nuovo paradigma si sta imponendo, un modello più circolare, che mira a rigenerare i beni piuttosto che a smaltirli. Riutilizzare, riciclare, rinnovare e condividere è una prospettiva ormai a portata di mano.

A partire dal 2025, infatti, avremo un nuovo quadro di riferimento per la misurazione della circolarità e per la comunicazione della sostenibilità delle imprese, conseguenza delle nuove direttive europee connesse al green deal.

Nel DNA delle imprese entrerà la misurazione della circolarità, che diventa così un aspetto centrale di una strategia aziendale in cui i vantaggi ambientali , economici e sociali, si fondono nella logica della sostenibilità a tutto campo.

Per fare questo, per poter accelerare verso la sostenibilità, le imprese devono saper valutare le proprie performance di circolarità in ogni fase del processo produttivo e lungo l’intera catena del valore. Anche le piccole e medie imprese, oggi esenti dal dovere rendicontare la loro sostenibilità, saranno coinvolte in questo criterio.

Ma i piccoli e medi imprenditori sembrano pronti alla sfida, infatti il Rapporto  del Cen 2024 mostra che il 65% di coloro che hanno risposto al sondaggio, dichiara di mettere in atto pratiche di economia circolare, e sono il doppio rispetto al 2021.

Sarà importante , però, investire risorse, anche pubbliche, se come definisce il rapporto Draghi sulla competitività, per realizzare la transizione ecologica, digitale e per la sicurezza, l’ Europa avrà bisogno di 750/800 miliardi di euro l’anno.