Veneto, la legge per eliminare il polistirolo dalla pesca

Pericolo microplastiche: una minaccia ambientale per il mare nostrum. Un progetto forte con l’obiettivo di salvaguardare il Mediterraneo.

AMBIENTE
Federico Di Bello
Veneto, la legge per eliminare il polistirolo dalla pesca

Pericolo microplastiche: una minaccia ambientale per il mare nostrum. Un progetto forte con l’obiettivo di salvaguardare il Mediterraneo.

In un Mediterraneo sempre più soffocato dalla plastica, il Veneto lancia un segnale forte con un progetto di legge che punta a eliminare le cassette in polistirolo dal settore ittico, sostituendole con alternative sostenibili e riciclabili. L’iniziativa arriva in un momento critico per il nostro mare.

I numeri dell’emergenza sono allarmanti: nel bacino mediterraneo galleggia oltre un milione di tonnellate di plastica, con un incremento annuo di circa 230.000 tonnellate di rifiuti plastici. Di questi, il 94% è costituito da macroplastiche, mentre il restante 6% sono microplastiche, frammenti inferiori ai 5 millimetri che rappresentano una minaccia invisibile ma letale per l’ecosistema marino.

L’Italia si trova in una posizione particolarmente delicata: insieme a Egitto e Turchia, è responsabile del 50% dei rifiuti plastici dispersi nel Mediterraneo, con ben 132.000 tonnellate di detriti riversati ogni anno. Il nostro Paese, secondo produttore di rifiuti plastici in Europa, immette nelle acque marine 3.413 tonnellate di particelle all’anno. Un dato che trova riscontro anche nelle nostre spiagge: su 232.800 metri quadrati di arenile monitorato, sono stati rilevati 36.543 rifiuti, con una media di 961 ogni 100 metri, di cui circa la metà è costituita proprio da frammenti di plastica e polistirolo.

Il nostro mare è soffocato dalla plastica e l’emergenza è in costante crescita. È necessario agire con misure concrete, per salvaguardare l’ambiente e la salute del Mediterraneo. Il polistirolo utilizzato nel settore ittico è particolarmente problematico: si frantuma facilmente, contribuendo in modo devastante alla dispersione di microplastiche nell’ambiente marino.

La situazione è aggravata da molteplici fattori: l’elevata densità di popolazione costiera, l’errata gestione dei rifiuti, i massicci flussi turistici e l’intensa navigazione mercantile. Come evidenzia l’Istituto Mario Negri, le microplastiche rappresentano una preoccupazione particolare, poiché si accumulano negli organismi marini, trasportando sostanze chimiche tossiche attraverso la catena alimentare.

L’iniziativa veneta si allinea con le indicazioni del Parlamento europeo, che ha evidenziato come i rifiuti marini causino danni economici stimati tra i 259 e i 695 milioni di euro, colpendo duramente il settore turistico e ittico. Non a caso, i rifiuti della pesca e dell’acquacoltura rappresentano il 27% del totale dei detriti marini.

La lotta alle microplastiche può avvenire anche con la sostituzione di contenitori in polistirene, materiale con un impatto ambientale ridotto, riciclabile o riutilizzabile, rappresentando un passo concreto verso la salvaguardia del mare.