Al via dei lavori di restauro, consolidamento e riqualificazione energetica dell’Aranciera del Parco di San Sisto a Roma.
L’edificio, uno tra i gioielli romani, è stato realizzato nel 1926 da Raffaele De Vico, uno dei protagonisti dell’architettura paesaggistica della prima metà del secolo scorso. Un impianto fotovoltaico, quattro fabbriche dell’aria, “un pozzo canadese” e una pavimentazione di almeno 4000 metri quadrati, sono gli interventi previsti che faranno l’Aranciera veramente green.
Il restauro, resosi necessario a causa di lesioni strutturali, sarà però l’occasione per rendere l’Aranciera un modello pilota di restauro ed efficientamento energetico. La fine dei lavori della nuova Aranciera è prevista per settembre 2025. Il cantiere, finanziato con 4,45 milioni di euro, sarà in grado di abbattere i consumi energetici dell’edificio che sarà coibentato e sovrastato da moduli in vetro, con silicio amorfo trasparente, pensati appositamente per rispettare il disegno originario dell’immobile.

Un sistema, quello progettato, capace di produrre 14mila KWH l’anno. In caso di sovrapproduzione energetica, sarà ampliata la rete con la loro immissione, per alimentare l’illuminazione del parco. Novità assoluta sono le fabbriche dell’aria: teche con piante caratterizzate da foglie di grandi dimensioni, dotate di un sistema di fitodepurazione che amplifica la naturale capacità delle piante di trattenere e degradare gli inquinanti organici e inorganici, per trasformarli in nutrienti per le piante.
La tecnologia geotermica del ‘Pozzo Canadese’ sarà usata per ottenere la climatizzazione dell’edificio. La temperatura dell’aria sarà, quindi, scambiata con quella della terra attraverso 20 cavidotti interrati. A completare l’opera 4 gronde a recupero e riciclo dell’acqua piovana, che verrà usata per irrigare le piante presenti. Questi interventi consento all’Amministrazione Capitolina di candidare l’Aranciera alla certificazione LEED Gold, il massimo dei livelli in tema di eco-compatibilità edilizia.
Il progetto prevede, inoltre, anche la depavimentazione di tutto il perimetro esterno dell’edificio. La superficie in asfalto sarà sostituita con materiale drenante, un manto erboso in lippia, una pianta a bassa necessità idrica.
“Con la riapertura dell’Aranciera restituiremo alla città un edificio che, pur mantenendo la sua originale vocazione botanica, diventerà uno spazio pubblico multifunzionale” ha dichiarato Sabrina Alfonsi, assessora all’Ambiente del Campidoglio, alla presentazione del progetto.
