I ghiacciai si sciolgono: cambia il confine Italo-Svizzero

Dopo un accordo tra i due Stati la linea si sposta a favore del territorio italiano.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
I ghiacciai si sciolgono: cambia il confine Italo-Svizzero

Dopo un accordo tra i due Stati la linea si sposta a favore del territorio italiano.

La fusione dei ghiacciai perenni sulle Alpi si è fatta sempre più accelerata negli ultimi decenni, conseguenza tangibile del riscaldamento globale. Per questo la frontiera storicamente definita tra Italia e Svizzera si è spostata.

Negli ultimi due anni il tracciato si è trasformato ai piedi del Cervino, a causa di una massa di ghiaccio, che prima copriva la cresta del monte, che oggi non c’è più. Le modifiche sono una tangibile conseguenza dei cambiamenti climatici e interessano l’area del Plateau Rosa, uno dei più ampi pianori ghiacciati.

La formazione alpina sta quindi cambiando: la famosa stazione sciistica di Zermatt è interessata al cambiamento, e i due Paesi hanno concordato di modificare il confine attorno ai punti di riferimento di Testa Grigia, Plateau Rosa, Rifugio Carrel e Gobba di Rollin, in base ai loro interessi economici.

Così nei giorni scorsi il Consiglio federale svizzero ha approvato la firma della nuova convenzione sui confini, che entrerà in vigore non appena il governo italiano farà altrettanto. E se la storica idea di confine tra stati è quella di linee fisse e stabili, decise dai trattati internazionali e rispettate da entrambe le parti, oggi dobbiamo prendere atto che non è più possibile una certificazione sicura.

Infatti a stabilire ‘i limiti territoriali’ tra Paesi spesso non ci sono coordinate geografiche precise. Ci sono, invece, dei punti stabiliti che vengono considerati determinanti nel definire dove finisce uno Stato e ne inizia un altro. Ma quando questi punti ‘si muovono’ occorre ristabilire e riaccordarsi sul confine.

Dal maggio 2023 Italia e Svizzera hanno collaborato, quindi, per ridisegnare il loro confine e tenere conto di questi cambiamenti, spostando una piccola sezione di ‘limite’ verso il territorio italiano. C’è da sottolineare che a differenza di molte controversie che di solito generano le delimitazioni territoriali, questa ridefinizione è stata amichevole e con scarsa pubblicità data da entrambi i Paesi.

Ma visti i cambiamenti climatici così repentini, sarebbe opportuno che gli Stati che hanno i propri confini delimitati da ghiacciai o neve inizino a prepararsi ad affrontare il problema. Ad esempio il confine ‘mobile’ creato da Italia e Austria potrebbe essere preso a modello per controversie meno facili da risolvere.