Accendere il Natale e le feste di fine anno. Non con luci o fuochi d’artificio ma con dibattiti dove si confrontano posizioni contrapposte, spesso inconciliabili.
È questo il rischio che si corre nel trattare con parenti e amici questioni scottanti, o quantomeno sensibili, come il cambiamento climatico finendo per rovinare pranzi e cene festivi.
Ecco un breve vademecum per affrontare il tema coi propri cari senza litigare.
Innanzitutto considerare che non è obbligatorio esprimere la propria opinione; meglio affidarsi al proprio istinto e valutare se intavolare una conversazione sul cambiamento climatico potrebbe compromettere la propria salute mentale, fisica, economica o le relazioni personali. In questo caso meglio tralasciare l’argomento, preferendo giocare con i bimbi, cane e/o gatto presenti, magari rimandando la discussione ad altri periodi dell’anno.

Se invece si decide di affrontare il tema è consigliabile evitare di persuadere chi non la pensa come noi, piuttosto puntare su argomenti e storie convincenti ricordando che attaccare la persona in modo diretto non la induce a cambiare idea.
Nel gestire la discussione è opportuno adattarsi all’interlocutore che ha diverse opinioni in materia agendo sulle emozioni allontanando eventuali paure preoccupazioni, ascoltare e rassicurare per trovare un terreno comune. Personalizzare la conversazione contestualizzandola nella relazione familiare o amicale evidenziando che è proprio l’affetto e la cura nei confronti della famiglia o dell’amicizia a motivare la nostra attenzione nei confronti della crisi climatica. E poi concentrarsi sulle soluzioni, non sui problemi, portando ad esempio buone pratiche da applicare a livello locale e nel quotidiano, puntando sugli interessi dell’interlocutore.
Mettere in risalto i guadagni in termini economici, risparmi di costi, nuove opportunità di lavoro è un’altra mossa vincente.
E poi condividere la propria esperienza nella comprensione del tema climatico, le fonti di informazioni utilizzate e, se è il caso, del contributo che si sta fornendo nell’affrontare la questione, pur riconoscendo la propria imperfezione e la necessità dell’apporto di quante più persone possibile per cambiare la situazione.
Nel caso non si possa evitare di “riscaldare gli animi” è bene dimostrarsi dei buoni ascoltatori recependo i diversi punti di vista emersi, allontanando timori e soprattutto ogni tentazione di cedere all’aggressività.
E qualora si avesse a che fare con negazionisti assoluti della crisi climatica? In tale ipotesi è inutile reagire con durezza; più sensato invece rispondere che sarebbe così bello che il problema non esistesse m che purtroppo non è così e che quindi bisogna fare qualcosa. E se l’oppositore è un anziano, riportarlo al suo vissuto alle sfide personali che ha affrontato con coraggio dimostrando ammirazione può rivelarsi un’ottima strategia.
Quelli indicati sopra sono suggerimenti da adattare al caso specifico; nessuna soluzione miracolosa ma sicuramente utili consigli per contenere il più possibile l’insorgere di litigi con familiari e amici, situazioni spiacevoli che potrebbero compromettere seriamente i rapporti interpersonali.
