Siamo nel Principato di Monaco, è proprio qui che è stato portato avanti un progetto che ha creato sei ettari di spazio abitabile in più, grazie alla bonifica di una porzione della costa del territorio. Il progetto si chiama Mareterra, costruito in parte sulla terraferma e in parte sul mare. Chiamato anche “eco quartiere” è il giusto mix di idee di tre progettisti: Valode et Pistre Architectes, Renzo Piano Building Workshop e l’architetto paesaggista Michel Desvigne.
Ben dieci anni di lavoro per introdurre questo intervento lungo la spiaggia di Larvotto aumentando il verde, gli spazi pubblici, la mobilità sostenibile e ciclopedonale, ed intensificando la produzione di energia rinnovabile. Parte del complesso di Mareterra prende vita dove prima c’era il mare, oltrepassando un vicolo geografico che, adesso non ha più limiti. Le parti di mare bonificate per fare spazio al progetto sono state trasferite sotto l’attenta regia di biologi marini che hanno salvaguardato la sopravvivenza delle specie.
Per proteggere il nuovo eco quartiere sono state realizzate delle apposite strutture di protezione marittima. La costa artificiale di Mareterra è stata costruita accostando 18 cassoni in calcestruzzo armato, prefabbricati, trasportati in sito e zavorrati una volta in posizione attraverso riempimento con materiale granulare. Questa cintura di cassoni protegge dalle onde, assorbendo quelle che
colpiscono la costa e dissipando l’energia in ingresso all’interno di camere di smorzamento.

Eco design, sostenibilità, biodiversità e sviluppo del verde
Il gruppo ha cercato di inserire nel progetto delle caratteristiche ben precise. Non solo ha puntato alla valorizzazione della biodiversità grazie all’introduzione di nidi per uccelli e hotel per insetti, ma ha creato nuove aree verdi e ha cercato di sviluppare del verde responsabile non usando sostanze chimiche fitosanitarie per la manutenzione di parchi e giardini e attivando un riciclo dettagliato.
Anche la sostenibilità non è stata messa da parte, sono state utilizzati sistemi intelligenti per energia e acqua, i palazzi sono dotati di un riscaldamento geotermico con grandi pompe di calore che utilizzano l’acqua marina per riscaldare (in inverno) e raffreddare (in estate), è stato previsto il riuso del 50% dell’acqua piovana e sistemi d’irrigazione basati su umidità e precipitazioni, pannelli
solari e batterie sono stati collocati per immagazzinare energia in eccesso, sono state inoltre, installate anche 200 stazioni di ricarica elettrica per veicoli, c’è una navetta elettrica e sono state costruite piste ciclabili.

Un progetto ambizioso
È senza dubbio il distretto più “verde” del Principato: gli edifici sono stati realizzati utilizzando nuovi metodi di costruzione e materiali eco-compatibili, oltre ad esser stato sviluppato con standard
antisismici per sfidare i rischi dell’innalzamento dei livelli del mare, il progetto è perciò, una soluzione saggia all’urbanizzazione nelle regioni costiere.
A natura e architettura si accosta anche l’arte. Place Princesse Gabriella, la piazza d’ingresso a Mareterra, realizzata da Renzo Piano, ha al suo centro Quatre Lances, una grande scultura di
acciaio di Alexander Calder, comperata nel 1966 dalla principessa Grace di Monaco dall’artista americano. L’architetto genovese ha fatto qui il suo “museo più piccolo” per rendere omaggio alla scultura, recentemente rinvenuta e restaurata.
Il progetto non verrà sfruttato esclusivamente dai residenti, grazie agli spazi pubblici al piano terra, infatti, tutti potranno godere di questo innovativo quartiere. “Questo è un progetto che trasforma Monaco, il nostro primo eco distretto Mareterra si integra perfettamente con la nostra costa e verrà considerato un’estensione naturale del nostro territorio”, ha dichiarato il Principe Alberto II di Monaco.
