Spreco alimentare: una giornata per la prevenzione

Il 5 febbraio prossimo. Il ‘fil rouge’ che lega cibo, energia, natura e perdite economiche è lo spreco alimentare.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
Spreco alimentare: una giornata per la prevenzione

Il 5 febbraio prossimo. Il ‘fil rouge’ che lega cibo, energia, natura e perdite economiche è lo spreco alimentare.

Il 5 febbraio sarà la Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare.

Parte da qui il conto alla rovescia in vista dei 5 anni che ci separano dal 2030, un tempo che dovrà essere impiegato per inserire, nel nostro quotidiano, buone pratiche, azioni e comportamenti concreti volti a ridurre della metà lo spreco alimentare.

#Tempodiagire, #Timetoact, è il tema della giornata: un invito all’azione per sensibilizzare i cittadini, ma anche le istituzioni e le aziende intorno alle implicazioni fra spreco alimentare e impatto
ambientale.

Il traguardo già prospettato dall’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile, prevede di dimezzare lo spreco alimentare nelle case dei consumatori, così come nelle fasi di produzione e distribuzione del cibo, passando dai 737,4 grammi settimanali pro-capite, ai 368,7 grammi.

Secondo i dati forniti dalla Fao, una buona parte della produzione alimentare globale non arriva nei nostri piatti, si perde o meglio si spreca già dalla filiera produttiva, ma soprattutto nelle nostre case. L’obiettivo lanciato in occasione del prossimo 5 febbraio, giorno in cui si celebra la 12sima edizione della Giornata contro lo spreco

Alimentare, è ricordare che anche i nostri piccoli gesti possono migliorare le cose.

Gesti come chiedere il doggy bag al ristorante quando ti avanzano le pietanze, ad esempio, può avere un risvolto contro lo spreco alimentare.

Va aggiunto anche che perdite e sprechi non sono soltanto chilogrammi o tonnellate di alimenti, ma sono anche uno spreco di ‘natura’ e uno spreco economico enorme.

Sono certo costi nascosti, non evidenti come versare nella pattumiera gli avanzi di un pasto, o della verdura lasciata marcire in frigo, ma una fetta di capitale naturale, pari, per il solo nostro Paese, a 140 miliardi di litri solo guardando all’acqua sprecata (dati WWF).

Si calcola che finiscano nella spazzatura degli italiani circa 300 euro ogni anno.

Ne consegue che l’eliminazione degli sprechi diventa una importante strategia di salvaguardia ambientale.

Si considera che se lo spreco alimentare fosse un Paese, sarebbe il terzo produttore di gas climalteranti dopo Cina e Usa.

Il 20% del consumo di acqua e fertilizzanti ha come protagonista lo spreco alimentare, così come il 30% dell’uso globale del terreno agricolo.

Ambasciatore di Buone Pratiche della campagna Spreco Zero 2025 del 5 febbraio 2025, è Filippo La Mantia, una tra le più amate firme della cucina italiana.

La Mantia sarà impegnato a promuovere i valori dello sviluppo sostenibile e l’attenzione alla riduzione dell’impronta ambientale nel quotidiano anche e soprattutto in cucina.