Dal Gambia alla Sicilia, ora gestisce sartoria sociale

Fuggito dal Gambia per costruirsi una nuova vita, si dedica alla creazione di capi con materiali naturali o da riciclo.

APPROFONDIMENTO
Maria Grazia Ardito
Dal Gambia alla Sicilia, ora gestisce sartoria sociale

Fuggito dal Gambia per costruirsi una nuova vita, si dedica alla creazione di capi con materiali naturali o da riciclo.

Non solo nelle favole esistono i lieto fine, a volte toccano anche la realtà. E di questi tempi abbiamo un gran bisogno di sognare che “tutti vissero felici e contenti”.

Per questo ci piace raccontare la storia di Faburama, un giovane fuggito dal Gambia per costruirsi una nuova vita in Italia e approda in Sicilia.

Dopo una pericolosa traversata del Mediterraneo a bordo di un barcone, si stabilisce a Barcellona Pozzo del Gotto (Messina). Ed è qui che Faburama gestisce una sartoria sociale che realizza abiti con tessuti naturali, nel rispetto dell’ambiente e delle tradizioni, ignorando il ‘fast- fashion’ e coinvolgendo fasce sociali a rischio di emarginazione.

La sartoria è gestita insieme alla moglie Marika, una giovane siciliana, per loro la sartoria sociale è un primo punto di partenza, una base sicura da cui far nascere altre collaborazioni con realtà locali.

Arrivato nel nostro Paese poco più che maggiorenne Faburama, che aveva imparato a cucire in Africa, dopo qualche lavoretto saltuario, ha continuato a lavorare in ambito sartoriale realizzando
arredi per barche a vela.

La sartoria di Faburama e Marika si chiama Kanò che significa ‘amore’ nella lingua del gambiano.

Ora il loro obiettivo è costruire un ponte di solidarietà tra la Sicilia e il Gambia, per fornire ai giovani talenti emergenti strumenti e metodologie per la crescita professionale, personale e collettiva nel tessuto artistico-culturale del territorio.

I tessuti utilizzati per la realizzazione dei capi hanno provenienze e storie diverse: i tessuti wax, 100% cotone, provengono da produzioni locali di Paesi africani, gli altri sono frutto del riciclo o di origine naturale, nel pieno rispetto dei principi dell’economia circolare.

Quella di Faburama è una delle circa 40 attività presentate a Termoli in occasione della costituzione della rete nazionale delle sartorie sociali.

“Ho aperto la sartoria sociale a Barcellona Pozzo di Gotto, i tessuti li prendo in Africa, ma mi occupo anche di riciclo di jeans e tessuti italiani – dichiara Faburama. A 9 anni ero già appassionato di questo lavoro e ho imparato a cucire. Nel 2014 sono arrivato in Sicilia, superando il viaggio nel Mediterraneo, un viaggio che non auguro a nessuno. Grazie a Dio è andato tutto bene. Oggi mi sento italiano.”

“L’obiettivo principale è creare una scuola di sartoria in Gambia – spiega la moglie Marika – per dare la possibilità ai giovani di lavorare nel loro Paese evitando l’immigrazione e la strada del Mediterraneo, che è molto pericolosa”.

Insieme lavorano molto, stanno anche progettando di realizzare giochi in tessuto e legno per i più piccoli, per sostituire la plastica, elemento ormai messo all’indice per il grave inquinamento che produce.