Non restare inermi di fronte al clima che cambia e ai fenomeni meteorologici estremi ma adottare misure in grado di prevenirli e affrontarli è l’obiettivo della Strategia per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici approvato dal comune di Roma.
Frequenza e intensità sempre maggiori dei fenomeni meteorologici dimostrano come il clima sia in continuo cambiamento, e la necessità di non restare inermi ma passare all’azione. Un ruolo decisivo in questa direzione deve essere svolto a partire dalle città, come dimostra il caso di Roma, dove lo scorso 22 gennaio l’Amministrazione comunale ha dato il via libera ad un atto in discussione da un anno, la Strategia di Adattamento ai Cambiamenti Climatici.
L’obiettivo, in linea con quanto previsto dal Piano Nazionale per l’Adattamento ai Cambiamenti Climatici approvato nel 2023, è quello studiare le evoluzioni del clima attraverso una attenta analisi dei dati meteo climatici e valutare quest’ultimi in funzione delle evoluzioni future del cambiamento climatico (attraverso tre scenari previsti dall’ IPCC), per evitare il superamento di quel fatidico + 1,5 °C di temperatura rispetto all’ era preindustriale, definita come la soglia sopra la quale la vita sul pianeta potrebbe subire importanti ripercussioni negative. In questo modo sarà possibile individuare i rischi e i danni dei cambiamenti climatici nella Capitale e intervenire per prevenire, ove possibile, o ridurre i fenomeni ad essi attribuiti, sempre più spesso estremi, gestire le emergenze climatiche attraverso l’aumento della resilienza dell’ambiente urbano e mettere la popolazione in grado di essere meglio preparata verso i fenomeni climatici.
L’elaborazione del piano si basa sulle variazioni climatiche del Centro Euro Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici riferite al trentennio 2036 – 2065. Gli scenari ipotizzati prevedono una situazione non particolarmente rassicurante dovuta all’aumento delle temperature medie, dei periodi di caldo, dell’indice di disagio termico e della riduzione dei periodi di gelo, fenomeni che certificano quanto ormai i cambiamenti climatici siano parte delle nostre vite e come sia necessario non restare inermi ma passare all’ azione. Nel caso specifico di Roma le misure hanno due scadenze temporali, il 2030 entro il quale dovranno essere attuate le azioni in base agli impatti in corso e il 2050 per prevenire gli impatti futuri, ed è proprio su questi scenari che si inserisce la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici approvata nella Capitale.
Naturalmente la strategia dovrà essere attentamente calibrata su quelle che sono le peculiarità della capitale, 2.750000 abitanti, una densità di 2135 ab/km 2 , 1287 Km 2 , 7800 km di strade, 3242 km di rete fognaria, 6900 km di rete idrica, che ne fanno la città più estesa d’Europa e non solo con tutti i problemi che le dimensioni citate possono causare all’adattamento ai fenomeni climatici e alla loro gestione rispetto a realtà più piccole.
Cosa è l’adattamento?
La definizione di adattamento ce la offre IPCC (Intergovernamental Panel on Climate Change) “Nei sistemi umani, il processo di adattamento al clima attuale o previsto e ai suoi effetti, al fine di moderare i danni o sfruttare le opportunità positive. Nei sistemi naturali, il processo di adattamento al clima attuale e ai suoi effetti; l’intervento umano può facilitare l’adattamento al clima atteso e ai suoi effetti”
La strategia di adattamento ai cambiamenti climatici di Roma, progetti in essere, scenari futuri, linee guida e misure
Il documento di cui si compone la strategia è suddiviso in tre parti, la prima nella quale vengono affrontati l’analisi dei dati meteo climatici, gli impatti in corso e i rischi, e gli scenari futuri di cambiamenti climatici.
La seconda relativa ai progetti in corso e la terza nella quale sono individuati obiettivi e misure di adattamento (scenario al 2050). Nella terza parte sono individuate gli obiettivi e le misure di adattamento. Numerosi i progetti in corso, tra questi il raddoppio dell’Acquedotto Peschiera, interventi per la riduzione delle perdite a carico della rete idrica, riutilizzo dell’acqua per usi compatibili, collettori fognari alta Farnesina e fosso di Campomorto, piano caditoie, attività di Protezione Civile, Forestazione Urbana, lavori al parco di Centocelle, riqualificazione di piazza dei Cinquecento e di piazza San Giovanni in Laterano, telerilevamento per le isole dei calore urbano, piano della permeabilità dei suoli, riqualificazione dell’idroscalo di Ostia, rigenerazione urbana del litorale di Ostia e del Parco delle Dune, ecc.
Le linee guida individuate per progettare gli interventi della strategia, ridurre il rischio climatico e rendere il tessuto urbano più resiliente ai cambiamenti climatici e ai fenomeni estremi sono sintetizzabili in cinque direttrici principali e in altrettante misure. Le linee guida possono essere sintetizzate :
- Ridurre i rischi per la sicurezza e la salute delle persone
- Ripensare il rapporto della città con l’acqua e il mare
- Ridurre il caldo nei quartieri, migliorare la vivibilità
- Partire dai quartieri più fragili
- Un’ economia resiliente agli impatti climatici
Le misure sono invece venticinque e fanno riferimento a :
- Maggiore intensità di piogge intense e alluvioni
- La sicurezza degli approvvigionamenti idrici
- La crescita delle temperature e ondate di calore
- Gli impatti sul litorale costiero
Possiamo citare alcune delle azioni previste dalle linee guida e dalle misure.

Nella messa in opera delle diverse azioni è necessario confrontarsi con le differenze espresse dalle varie zone della città di Roma nei confronti dei rischi. Alcune di queste ad esempio sono caratterizzate da una intensità dei fenomeni meteorici tali da provocare frane e smottamenti, in altre invece possono creare danni alle abitazioni ubicate nei piani bassi oltreché interessare la rete fognaria, a causa di differenti modalità costruttive. Altre zone maggiormente popolate nel caso di giornate calde risentono degli effetti dell’isola di calore, altre sono oggetto dell’innalzamento del Tevere. È quindi necessario potenziare i sistemi di allarme e prevenzione e progettare le infrastrutture in modo tale che possano ridurre gli impatti dei cambiamenti climatici.
Nel ripensamento del rapporto con l’acqua e il mare nella città dovrà essere garantito l’accesso alla risorsa idrica, e ridurre le perdite della rete di adduzione. Sfruttare il ruolo del suolo come spugna, aumentando la penetrazione dell’acqua nel terreno, così da minimizzare il rischio idraulico in caso di intense precipitazioni oltre a ricaricare la falda, inserendo questa metodologia nelle progettazioni degli spazi urbani.
Per disporre di dati sempre più precisi sarà aumentato il rilevamento dei dati meteo climatici grazie alla collaborazione tra vari enti ed istituzioni, Autorità Distrettuale di Bacino dell’Appennino Centrale, Regione, ed enti di ricerca. Accordi che permetteranno di individuare interventi di adattamento, attraverso lo studio di specie autoctone in grado di fornire servizi ecosistemici quali il raffrescamento, la rimozione degli inquinanti, il deflusso idrico, il mantenimento della biodiversità. Ma non solo si interverrà anche nella salvaguardia del litorale, limitandone i processi erosivi e nel mantenimento delle zone umide con la creazione di ecosistemi e spazi in grado di favorire il deflusso delle acque.
Per mitigare le ondate di caldo è necessario aumentare il ricorso alle Nature Based Solution, grazie alle quali minimizzare gli impatti delle giornate calde riducendo le temperature, il tutto in un quadro di forestazione urbana, che agisca anche sull’incremento della biodiversità. La risorsa idrica dovrà essere salvaguardata anche attraverso l’estensione della rete di fontanelle, di cui Roma vanta l’estensione maggiore a livello nazionale e il recupero delle acque in funzione di irrigazione del verde urbano.
La visione a lungo termine della strategia dovrà partire dai quartieri caratterizzati da una maggiore fragilità sotto l’aspetto idrogeologico e nei quali le ondate di calore provocano danni alla salute, aspetto quest’ ultimo che richiede interventi di salute pubblica attraverso i quali monitorare gli impatti del caldo e dell’inquinamento. Sarà necessario implementare le azioni informative e di sensibilizzazione rivolte alla cittadinanza affinché sia messa in condizione di non trovarsi impreparata in vista di eventi di natura emergenziale, inoltre dovranno essere coordinate al meglio le attività di protezione civile.
Si interverrà per rafforzare il tessuto cittadino in caso di precipitazioni intense, realizzando interventi previsti nel piano di gestione del rischio alluvioni soprattutto per quanto riguarda la gestione delle piene a monte del Tevere e dei suoi affluenti; sarà mantenuto il reticolo fognario e rafforzate le caditoie, ridotte le perdite e ampliata la rete degli invasi per la raccolta delle acque meteoriche in parchi e aree agricole per scopi irrigui a favore dell’agricoltura; sarà promossa la riduzione dei consumi e il recupero delle acque grigie e bianche in edifici e attività produttive. Inoltre saranno revisionate le norme tecniche e i regolamenti edilizi in modo che i futuri edifici possano migliorare la permeabilità dei suoli.
Con l’obiettivo di ridurre l’impatto delle ondate di calore verrà approvato un piano di intervento nelle aree urbane individuate più a rischio, oltre a linee guida per interventi in spazi pubblici e edifici, che prevedano il ricorso a determinati materiali e alle soluzioni basate sulla natura. Altri progetti riguardano reti ecologiche, biodiversità, forestazione e dovranno prevedere la messa a dimora o la sostituzione di alberature stradali.
