Un asfalto sostenibile con i rifiuti

Potremmo usare i rifiuti dell’agricoltura per costruire strade? Un’idea senza dubbio stravagante che arriva dall’Università di Miami.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
Un asfalto sostenibile con i rifiuti

Potremmo usare i rifiuti dell’agricoltura per costruire strade? Un’idea senza dubbio stravagante che arriva dall’Università di Miami.

Siamo abituati a vedere strade costruite con rocce, sabbia, petrolio. Ma, le strade che percorriamo durante la produzione e l’installazione dell’asfalto rilasciano emissioni nocive, che concorrono alla creazione di innumerevoli rischi non soltanto per la salute dei lavoratori, ma anche per la comunità.

Gli studi per produrre materiali sostenibili stanno pian piano aumentando, nel frattempo il Professor Xianming Shi, direttore del dipartimento di ingegneria civile e architettonica presso
l’Università di Miami, ha ricevuto una borsa di studio dal Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti per studiare come trasformare i sottoprodotti agricoli in asfalto sostenibile.

Un’alternativa più pulita e più ecologica

Grazie ad una sovvenzione di 1 milione di dollari dal Dipartimento dell’agricoltura degli Stati Uniti, il gruppo sta studiando come i rifiuti agricoli possono essere convertiti in biochar per costruire
carreggiate. Il progetto dalla durata di tre anni, mira a rivoluzionare il settore dei trasporti riducendo la dipendenza da materiali derivati ​​dal petrolio e fornendo un’alternativa a zero emissioni di
carbonio per lo sviluppo delle infrastrutture.

Si tratta di un’opportunità entusiasmante, poiché è probabilmente la prima soluzione in assoluto a spostare realmente la pavimentazione in asfalto verso zero netto, ovvero la neutralità carbonica. Inoltre, possiamo osservare chiaramente che vengono emessi meno fumi tossici dalla pavimentazione in asfalto durante la produzione”, ha affermato Shi.

Un asfalto sostenibile e una fonte di reddito

Al centro del progetto c’è il biochar, un materiale CO 2 -negativo prodotto riscaldando rifiuti organici, come potature di frutteti, paglia di grano e lettiera di pollame, in un ambiente a basso contenuto di ossigeno tramite un processo noto come pirolisi. L’obiettivo non vuole essere soltanto riutilizzare milioni di tonnellate di sottoprodotti agricoli e rifiuti generati ogni anno nelle aziende agricole di tutto il paese, ma trasformarli poi in un materiale in grado di sequestrare il carbonio nell’asfalto, prolungando potenzialmente la durata delle strade.

Sono milioni di tonnellate i rifiuti organici nelle aziende agricole che vengono spesso scartati o lasciati decomporsi, rilasciando metano e altri gas nocivi nell’atmosfera. Trasformando questi rifiuti in biochar (e bio-olio) e impiegando alte dosi di asfalto riciclato, si potrebbero sequestrare grandi quantità di carbonio nell’asfalto stesso. Questo progetto, inoltre, potrebbe anche creare opportunità economiche per agricoltori e produttori di pollame, portando i rifiuti agricoli verso usi migliori.

Questo progetto va oltre gli ingegneri che lavorano insieme per decarbonizzare l’asfalto. È un approccio audace che creerà essenzialmente un nuovo mercato e posti di lavoro verdi; ecco
perché prendiamo in considerazione anche le dimensioni socioeconomiche di questa innovazione”, ha sostenuto il ricercatore.

L’asfalto arricchito con biochar sta per esser testato anche nei progetti di pavimentazione locale da Shi e da alcuni suoi collaboratori, per dimostrare il potenziale concreto del materiale.

L’ attenzione alla sostenibilità ambientale diventa sempre maggiore e pone la decarbonizzazione delle infrastrutture al centro di ogni ricerca scientifica.