Città sempre più calde e più sporche e inverni sempre più miti provocano una crescita esponenziale di topi, destinata ad aumentare sempre di più. Le cattive notizie, dunque, collegate alle ripercussioni dei cambiamenti climatici non smettono di arrivare.
Ad accorgersi dell’aumento vertiginoso di questi animali sono stati gli studiosi degli Stati Uniti. I ratti provocano al Paese non solo danni alle infrastrutture, ma anche alle scorte alimentari che vengono contaminate e alle colture, di conseguenza costano agli statunitensi circa 27 miliardi di dollari ogni anno.
Eppure, quando gli scienziati hanno cercato di verificare il probabile boom dei roditori, si sono scontrati con un muro.
“Sembrava che i dati fossero abbastanza facili da ottenere, ma ci sbagliavamo”, dice Jonathan Richardson, ecologo urbano dell’Università di Richmond.
La spiegazione al difficile reperimento dei dati è dovuta al fatto che i dipartimenti di disinfestazione nella maggior parte delle città statunitensi sono sottofinanziati e con personale ridotto al minimo, il che significa che le risorse a disposizione vengono impiegate per ridurre le popolazioni, non lasciando da parte nulla per la ricerca o per la raccolta di dati.
Una ricerca faticosa
Richardson e la sua squadra non si sono arresi, ricavando i dati dalle chiamate di reclamo fatte a 311 diversi numeri di telefono. Utilizzando i dati di 16 città che avevano almeno sette anni di chiamate – e alcune con un numero di chiamate fino a 17 anni – i ricercatori hanno successivamente utilizzato queste informazioni come proxy per le popolazioni di roditori.
“Quello che abbiamo scoperto è che, sì, il numero di ratti sta generalmente aumentando nelle città di tutto il mondo. E le città che si stanno riscaldando più velocemente hanno un aumento maggiore di ratti nel tempo”, sostiene Richardson.
Il nuovo studio, diffuso sulla rivista Science Advances, non ha determinato il motivo per cui il cambiamento climatico possa essere collegato a un aumento del numero di ratti, ma Richardson osserva che in città più calde all’inizio e alla fine dell’inverno, i roditori possono guadagnarsi da mangiare più a lungo, ciò gli consente di avere uno o due eventi riproduttivi in più rispetto ai soliti annuali, incrementando le dimensioni della popolazione.

La top five
Le città analizzate sono state 16, in 11 si è verificato l’aumento significativo durante il periodo di studio.
Washington D.C. è stata quella ad aver annotato un aumento più elevato, mentre San Francisco, Toronto, New York City e Amsterdam hanno mostrato le tendenze positive più forti.
Grazie alle telefonate di reclamo si è messo in evidenza che anche Oakland, Buffalo, Chicago, Boston, Kansas City e Cincinnati hanno popolazioni di ratti in crescita, meno significativamente
rispetto alle prime cinque.
New Orleans, Louisville, nel Kentucky, e Tokyo sono riuscite però a invertire la rotta, mostrando una diminuzione dei ratti nel corso degli anni, quasi certamente per la gestione attive delle
disinfestazioni e per l’igiene molto attenta.
Vivere con i ratti
Oltre ai cambiamenti climatici, gli scienziati hanno scoperto che il numero di ratti tende a crescere con l’urbanizzazione e l’aumento della popolazione umana.
Sebbene il nuovo studio metta in risalto le forze che possono condizionare le popolazioni di ratti urbani, le città restano ambienti complessi.
Mentre gli scienziati hanno trovato un legame tra l’aumento dell’urbanizzazione, per il cui indicatore hanno fatto ricorso alla mancanza di verde, altre ricerche hanno svelato che gli spazi naturali
urbani hanno effetti contradditori quando si tratta del numero di roditori, perché molto spesso possono essere un ricovero per questa specie.
“Penso che valga sempre la pena di ricordare che i ratti sono una specie straordinariamente abile, in termini di capacità di spostarsi da una parte all’altra del mondo e di avere successo tra gli esseri umani. Stiamo cercando di combattere una specie che è un notevole avversario”, conclude l’autore dello studio.
Le continue ricerche sulle complessità delle città sono sempre fondamentali per capire come le persone possano coesistere in modo sicuro con gli animali urbani.
