Il guardaroba degli italiani "beve" 724.000 litri d'acqua

La moda nasconde un oceano. Uno studio rivela l’impronta idrica dell’abbigliamento. Per produrre un solo paio di jeans occorrono 18.000 litri.

AMBIENTE
Federico Di Bello
Il guardaroba degli italiani "beve" 724.000 litri d'acqua

La moda nasconde un oceano. Uno studio rivela l’impronta idrica dell’abbigliamento. Per produrre un solo paio di jeans occorrono 18.000 litri.

L’acqua che non si vede, ma che si indossa. Quella che scorre silenziosa tra le fibre dei vestiti, nascosta nelle pieghe di ogni capo che riempie gli armadi. Un guardaroba medio italiano “costa” all’ambiente 724.000 litri d’acqua, un volume equivalente a quello di tre piscine olimpioniche. È quanto emerge da uno studio pionieristico condotto da Epson in collaborazione con Green Story e Censuswide, in occasione della Settimana della Moda di Madrid.

La ricerca punta i riflettori su un aspetto spesso trascurato dell’industria della moda: il suo impatto sulle risorse idriche del pianeta. E i numeri sono impressionanti. L’Italia si posiziona al secondo posto in Europa per impronta idrica dell’abbigliamento, superata solo dal Portogallo con i suoi 817.000 litri pro capite. Seguono Polonia (715.000 litri), Spagna (679.000), Paesi Bassi (641.000), Regno Unito (634.000) e Francia (603.000).

Ma cosa significa concretamente questa “impronta idrica”;? Un esempio quotidiano lo forniscono i jeans, il capo più assetato del guardaroba. Per produrne un solo paio servono 18.000 litri d’acqua, l’equivalente di quanto una persona beve in 12 anni. Non va meglio con i pullover, che richiedono 14.000 litri ciascuno per essere realizzati.

Il dato più allarmante riguarda la consapevolezza dei consumatori: solo il 41% degli intervistati ha familiarità con il concetto di impronta idrica, mentre il 72% non si è mai interrogato sui processi di produzione e tintura dei tessuti. Eppure, l’industria della moda rappresenta uno dei settori più impattanti sull’ambiente: il tessile è responsabile del 20% delle acque reflue industriali a livello mondiale.

In questo scenario, la Spagna gioca un ruolo cruciale, rappresentando il quarto mercato della moda in Europa, dopo Germania, Italia e Francia. Con un fatturato di 19,8 miliardi di euro annui, l’industria della moda contribuisce al 2,9% del PIL spagnolo e all’8,2% delle esportazioni totali del paese.

La presentazione di questi dati rappresenta un campanello d’allarme per un settore che deve necessariamente ripensare i propri processi produttivi in chiave sostenibile. Perché la vera eleganza, nel mondo contemporaneo, si misura anche in litri d’acqua risparmiati.