L’importanza di prendersi cura dei beni comuni. L’esempio di Milano

L’Associazione We Are Urban, attiva a Milano, ha presentato una delle sue iniziative, per pulire la Darsena ed i Navigli.

AMBIENTE
Redazione
L’importanza di prendersi cura dei beni comuni. L’esempio di Milano

L’Associazione We Are Urban, attiva a Milano, ha presentato una delle sue iniziative, per pulire la Darsena ed i Navigli.

Cosa sono i beni comuni

I beni comuni sono beni materiali e immateriali, che cittadini e amministratori ritengono importanti per il benessere individuale e collettivo, per l’esercizio dei diritti fondamentali della persona e che sono di interesse per le generazioni future. Tra essi rientrano beni materiali come piazze, scuole, giardini, edifici storici, ecc ma anche immateriali quali servizi come la pulizia delle strade, dei corsi d’acqua, ecc, la valorizzazione degli elementi territoriali di un territorio attraverso storia, cultura, lingua, o della società, inclusione sociale, lotta all’emergenza climatica, ecc.

Il coinvolgimento verso i beni comuni avviene attraverso la stipula di patti di collaborazione con le amministrazione comunali, attraverso i quali singoli cittadini, gruppi informali o organizzazioni giuridicamente strutturate decidono di occuparsi di questi beni promuovendo una serie di azioni di cura o rigenerazione.

In Italia oltre 300 comuni e enti locali hanno adottato il regolamento, tra questi Milano dove lo scorso 5 marzo il comune ha approvato un nuovo avviso, che rinnovasse quelli già in essere. Lo scopo era quello di raccogliere proposte progettuali per la partecipazione alla rigenerazione e cura dei beni comuni, in un modello di amministrazione condivisa basato sul principio di sussidiarietà, come sancito dall’articolo 118 della costituzione, in base al quale lo Stato, le Regioni, Città Metropolitane, Province e Comuni favoriscono l’autonoma iniziativa di cittadini singoli o associati per l’espletamento di attività di interesse generale.

WE ARE URBAN – A Milano la cittadinanza è protagonista della cura dei beni comuni

Abbiamo preso come riferimento Milano perché qui opera una delle realtà della cura dei beni comuni, We Are Urban (questa è l’attuale denominazione), nata nel 2006 con il nome di Associazione Nazionale Antigraffiti e mutata successivamente in Retake e dal 2021 nell’attuale We Are Urban. A guidare le attività e gli obiettivi dell’associazione di volontariato sono il senso civico, e la necessità di un maggiore coinvolgimento della cittadinanza alla tutela degli spazi di tutti.

L’associazione, come spiega la denominazione originaria, nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del graffitismo vandalico per poi ampliarsi al concetto del prendersi cura del patrimonio e non solo denunciare un fenomeno che da tempo esiste e arreca danno alle amministrazioni pubbliche, ai privati, ai mezzi di trasporto, ecc.

L’obiettivo è tradurre in azioni concrete il motto “prendiamoci cura di Milano” e per farlo vengono ogni anno realizzate numerose azioni e attività. di tutela del patrimonio, attraverso la cura parchi, di corsi d’acqua, dell’aria, la raccolta dei rifiuti (meglio conosciuta con il termine anglosassone di Plogging la pulizia degli edifici dai graffiti, il miglioramento urbanistico con murales la cui realizzazione coinvolga la cittadinanza e sia in armonia con l’ambiente urbano, ad azione antismog, piantumazione di alberi, ecc.

Come si intuisce dall’acronimo uno degli scopi dell’associazione, forse non troppo evidenziato ma che potremmo definire poetico e di impatto emotivo, è quello di tendere allo stupore (WAU infatti potrebbe essere una traslitterazione fonetica di WOW) come quello che potrebbe scaturire dall’espletamento buona azione per la riqualificazione della città attraverso l’impegno dei suoi abitanti.

fonte Alessandro Amato, We Are Urban

Le attività promosse hanno anche la valenza di porre WAU in line con gli obiettivi dell’agenda ONU 2030.

Tra questi :

Obiettivo 3 : assicurare la salute e il benessere per tutti e per tutte le età

Obiettivo 5 : raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare tutte le donne e le ragazze

Obiettivo 6: garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico sanitarie

Obiettivo 7 : assicurare a tutti l’accesso a sistemi di energia economici, affidabili, sostenibili e moderni

Obiettivo 11 : rendere la città e gli insediamenti umani inclusivi, sicuri, duraturi e sostenibili”, garantire modelli sostenibili di produzione e consumo

Obiettivo 12 : promuovere azioni a tutti i livelli per combattere il cambiamento climatico

Obiettivo 15 : proteggere, ripristinare e favorire un uso sostenibile dell’ecosistema terrestre

Obiettivo 16 : pace, giustizia e istituzioni forti

Obiettivo 17 : rafforzare i mezzi di attuazione e rinnovare il partenariato mondiale per lo sviluppo sostenibile

Cura dei beni comuni e sostenbilità, l’associazione acquista una imbarcazione 100% elettrica per pulire la Darsena e i Navigli

Anche un corso d’acqua rappresenta un bene comune e come tale necessità di cura, è il caso del bacino artificiale del capoluogo lombardo, la Darsena e con essa i Navigli, sistemi di canali irrigui e navigabili, che rappresentano uno dei luoghi più famosi di Milano, e che l’associazione ha deciso di rendere maggiormente fruibile facilitandone la pulizia.

Per dare concretezza a questa attività l’associazione, lo scorso 4 marzo ha presentato l’acquisto di un natante 100% elettrico. Come spiega da Andrea Amato, Presidente di WAU «si tratta di una barca che abbiamo acquistato allo scopo di far passare il messaggio della tutela dei beni comuni, che è in tutto e per tutto è uguale sia che si tratti di ambienti acquatici, come la Darsena e Navigli, sia che interessi azioni svolte sulla terra ferma. Il mezzo riunisce in se caratteristiche legate alla disponibilità per la cittadinanza, la facilità di utilizzo , infatti non necessità di un patentino, assomiglia quasi a un pedalò, alla sostenibilità ambientale, essendo 100% elettrico, completamente riciclabile, silenziosa, e non da ultimo quello di non dare vita al moto ondoso, così da non infastidire la fauna ittica e chi fruisce della zona».

fonte Alessandro Amato, We Are Urban

Prosegue Amato «il mezzo è attraccato presso il molo dell’Associazione Nazionale Marinai d’Italia, il primo porto di Milano alla testa della Darsena, dove oltre alle imbarcazioni tradizionali, quali Dragon Boat e canoe c’è anche il nostro Pellicano Urbano. Abbiamo deciso di chiamarlo così perché richiama in modo simpatico un animale, che con il suo grosso becco raccoglie i pesci, come noi che siamo umani raccogliamo quello che i nostri simili producono non rispettando i luoghi che invece dovrebbero frequentare con maggiore civiltà

«Ulteriore motivo di orgoglio – come ricorda Amato – è il fatto che l’imbarcazione sia 100% italiana, e venduta anche all’estero in Inghilterra, realizzata dalla Garda Solar, realtà trentina con sede a Rovereto, impegnata nella produzione di barche elettriche, e in questo modo sosteniamo una piccola realtà impegnata in favore della sostenibilità». Inoltre la barca è di seconda mano, elemento anche questo non secondario, dato che è stato possibile acquisirla grazie ai fondi dell’associazione, senza l’intervento di sponsor, ma solo grazie ai soci

È possibile fin da ora utilizzare l’imbarcazione, infatti nell’edizione di Fai La Cosa Giusta (14 -16 marzo) sarà protagonista del format Ghe Pensi mi Green, giunto alla sesta edizione, e rappresenterà l’inizio del percorso di cura degli spazi pubblici. La collaborazione con l’ Associazione Nazionale Marinai d’Italia permetterà di utilizzare il natante nei fine settimana per la pulizia dei Navigli.