Allo studio nanoparticelle capaci di combattere le cellule tumorali

Un progetto in sviluppo all’Università di Siena. L’obiettivo, nuove terapie contro il cancro.

SALUTE
Susanna Bagnoli
Allo studio nanoparticelle capaci di combattere le cellule tumorali

Un progetto in sviluppo all’Università di Siena. L’obiettivo, nuove terapie contro il cancro.

A Siena si studiano nanoperticelle in grado di combattere le cellule tumorali, nell’ambito del Progetto ERC Synergy di cui è titolare la professoressa Cosima Baldari, docente del dipartimento di
Scienze della Vita dell’Università di Siena. Al centro del progetto c’è l’identificazione di un nuovo meccanismo di uccisione delle cellule tumorali mediato dai CTL – i linfociti T citotossici – basato sul rilascio di nanoparticelle contenenti molecole tossiche, note come SMAP, le quali sono capaci di eliminare le cellule con le quali vengono a contatto.

Il nostro sistema immunitario ci fornisce un’arma letale contro i tumori, che sono appunto i linfociti T citotossici. Questi riconoscono le cellule tumorali in maniera altamente selettiva e le uccidono rilasciando vescicole che contengono una batteria di molecole tossiche. Purtroppo, con il tempo, le cellule tumorali mettono in atto meccanismi che sopprimono la funzione dei CTL, proteggendosi in tal modo dall’uccisione da questi mediata.

Lo sviluppo di nuove terapie contro il cancro richiede quindi da una parte una comprensione esaustiva dei meccanismi di soppressione di CTL al fine di neutralizzarli, dall’altra strategie terapeutiche innovative che non siano suscettibili a tali meccanismi di soppressione. “Lo scopo del progetto è di caratterizzare le SMAP in modo da poterle ingegnerizzare per renderle specifiche per il tumore di interesse. Questo richiede la conoscenza approfondita delle molecole che formano le SMAP in modo da poterle modificare perché possano riconoscere le cellule tumorali. Il punto di forza di questa strategia è che le SMAP possono essere prodotte in laboratorio e, a differenza dei CTL, non possono essere soppresse dalle cellule tumorali”, spiega la professoressa Cosima Baldari.

Lo studio è stato sviluppato insieme a studiosi di livello internazionale: il professor Michael Dustin dell’Università di Oxford, il professor Salvatore Valitutti dell’Università di Tolosa) e il professor Jens Rettig dell’Università di Saarland. In un lavoro appena pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Proceedings of the National Academy of Sciences USA, frutto di una intensa collaborazione del team della professoressa Baldari con gli altri gruppi del progetto ERC Synergy, sono state poste le basi per realizzare l’ambizioso obiettivo di ingegnerizzare SMAP tumore specifiche.

“Utilizzando un approccio multidisciplinare, il team ha dimostrato che due molecole che fanno parte delle SMAP, le trombospondine (TSP) 1 e 4, sono essenziali per la funzione citotossica delle SMAP e cooperano tra di loro in questo processo – specifica Baldari – Lo studio ha quindi identificato due molecole che, una volta modificate tramite ingegneria genetica, potrebbero indirizzare le SMAP specificamente alle cellule tumorali. Il team di Siena sta già utilizzando le conoscenze emerse da questo lavoro per realizzare l’ingegnerizzazione delle SMAP”.

Il team coordinato dalla professoressa Cosima Baldari che ha partecipato allo studio