La promozione e valorizzazione dei cammini italiani. È questo l’obiettivo del Ministero del Turismo, di Regioni, enti e associazioni locali per incoraggiare il “turismo lento” dando visibilità ai luoghi meno conosciuti o trascurati dai più e assecondando la ricerca di esperienze che coniugano cultura, storia, spiritualità, ambiente, paesaggio e benessere dei visitatori. E allo stesso tempo combattere il cosiddetto overtourism, che sta mettendo a dura prova le destinazioni turistiche più note e gettonate del Belpaese.
Cammini Aperti 2025 – un viaggio tra spiritualità, natura e accessibilità
Tra i cammini ispirati a uno stile di viaggio sostenibile, diversificato, competitivo ci sono quelli spirituali, una fattispecie essenziale, seppure non unica, del “turismo lento”, in particolare in quest’anno giubilare nel quale l’Italia accoglierà milioni di pellegrini.
Per l’occasione l’edizione di quest’anno di “Cammini Aperti”, progetto in programma il 10 e 11 maggio, ideato e coordinato dall’Umbria, in collaborazione con Emilia-Romagna, Lazio, Marche e Toscana sarà dedicata proprio al Giubileo e all’ottavo centenario francescano, rafforzando il ruolo del Paese come meta di riferimento per il turismo spirituale e sostenibile.
Nato nel 2020 per volere della regione Umbria e promosso in collaborazione con ENIT, il progetto mira a diffondere il “turismo esperienziale”, sostenibile e responsabile valorizzando il patrimonio naturale, culturale e storico di percorsi dimenticati o poco noti attraverso la mobilità dolce, rendendo accessibili gli itinerari storici e naturalistici, con il supporto di enti locali, associazioni e volontari.
Eventi quali Cammini Aperti mostrano come la filosofia di viaggio slow e green sia in grado di valorizzare le risorse naturali, culturali e spirituali di un’area, promuovendo un modello di turismo rispettoso dell’ambiente e delle comunità locali e regalando il piacere della lentezza.

Il programma
Quest’anno in “Cammini aperti” la tematica della spiritualità collegata al cammino è forte e i sentieri scelti non sono affatto casuali ma ripercorrono luoghi di culto di rilevanza internazionale.
Un aspetto distintivo di questa edizione, per cui sono attesi oltre 3000 partecipanti, è l’apertura straordinaria di luoghi simbolici normalmente non accessibili al pubblico e che rappresentano siti di profondo valore religioso e culturale.
Tra le proposte più interessanti ci sono esperienze immersive, attività didattiche, incontri con comunità locali e iniziative di sensibilizzazione sull’importanza della tutela del territorio.
Per ogni regione coinvolta sono previste ventisette escursioni guidate, suddivise in tre percorsi ad anello, con una lunghezza tra sette e dodici chilometri, con un dislivello massimo di 300 metri, accessibili sia a escursionisti alle prime esperienze che a camminatori esperti e sotto la supervisione di guide ambientali escursionistiche per garantire il godimento dell’esperienza in totale sicurezza.
Tra i cammini protagonisti dell’evento ci sono:
- le Vie e i Cammini Lauretani che collega alcuni luoghi di culto italiani come il santuario della Santa Casa di Loreto nelle Marche, la basilica di San Francesco ad Assisi e il convento francescano delle celle di Cortona in Toscana. Il percorso giunge fino a Siena dove parte la via Francigena;
- Il Cammino di San Benedetto incentrato sui territori legati alla vita di San Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale e considerato il “Patrono d’Europa”. Tra l’Umbria e il Lazio, attraversa i monti Sibillini, la valle dell’Aniene e la valle del Liri con un percorso di circa 300 chilometri, attraverso toccando abbazie dalla forte spiritualità e borghi medievali
- il Cammino di san Francesco che omaggia il Santo Patrono italiano partendo da Firenze o da Rimini attraversando Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Lazio attraverso i luoghi simbolo della vita di Francesco fino alla valle santa di Rieti.

“Cammini e percorsi”: il contributo del TCI al turismo lento
Se “Cammini aperti” è un appuntamento annuale da non perdere, “Cammini e percorsi” è invece un progetto territoriale nazionale permanente del Touring Club Italiano (TCI) che certifica i cammini e i percorsi italiani con l’obiettivo di:
- promuovere una fruizione turistica del territorio lenta e sostenibile;
- avvicinare ai cammini un target di viaggiatori ampio, non esclusivamente appassionati ed esperti;
- rendere i cammini opportunità di valorizzazione del territorio;
- incentivare l’economia turistica e dare impulso all’imprenditoria locale;
- migliorare l’offerta dei territori;
- mettere in rete tutti i soggetti, pubblici e privati del territorio.
Alla base del processo di certificazione c’è il cosiddetto Modello di Analisi dei Cammini (M.A.C.) che, attraverso l’indagine di oltre 200 indicatori, valuta la qualità complessiva dell’esperienza turistica, dalla segnaletica all’offerta di mobilità, passando per la fruibilità delle risorse, la varietà dei servizi per i turisti, la governance del territorio, fino alla manutenzione, pulizia e fruibilità del percorso. Al termine dell’analisi, che prevede sopralluoghi sia lungo il tracciato sia di fruizione di ciò che il territorio offre, viene elaborato un Piano di valorizzazione del Cammino che suggerisce interventi di miglioramento dei tracciati e dell’offerta locale connessa.
Il primo cammino certificato è il Sentiero del Viandante, in quattro tappe lungo la sponda orientale del lago di Como che unisce Abbadia Lariana a Piantedo, riconosciuto per gli ottimi collegamenti, soluzioni intermodali al tracciato, una segnaletica dedicata e chiara, un efficiente sistema di informazione turistica, la valorizzazione delle risorse storico culturali e naturalistiche del territorio e una buona manutenzione e fruibilità del percorso.
Sul sito del TCI è possibile consultare la lista dei cammini certificati , in continuo aggiornamento.
E’ evidente l’importanza di valorizzare il patrimonio naturalistico, culturale, spirituale e umano rappresentato dai cammini italiani con un impegno di diversi attori, ognuno dei quali è tenuto a fare la sua parte: le istituzioni e i territori investire in modo convinto e continuativo sull’attività promozionale e di valorizzazione di tali percorsi sia in Italia che all’estero; gli abitanti locali, compresi gli artigiani, diffondere la conoscenza delle proprie competenze e delle specialità del posto; i visitatori e partecipare attivamente, nel pieno rispetto del territorio, lasciandosi incuriosire da località sorprendenti , spesso poco note e immeritatamente trascurate.

