E-commerce dell'assurdo: focus sugli acquisti superflui

La rivista digitale EconomiaCircolare.com sta promuovendo una campagna sull’iperconsumismo e le conseguenze dannose che comporta.

AMBIENTE
Pamela Preschern
E-commerce dell'assurdo: focus sugli acquisti superflui

La rivista digitale EconomiaCircolare.com sta promuovendo una campagna sull’iperconsumismo e le conseguenze dannose che comporta.

Cosa di ciò che acquistiamo, soprattutto online, è davvero indispensabile o per lo meno utile? Questa è la domanda da cui parte la campagna di EconomiaCircolare.com sull’ “e-commerce dell’assurdo“, che si focalizza sugli acquisti inutili oltre che nocivi per l’ambiente. E non solo. Il danno causato da tali comportamenti riguarda altresì le nostre tasche (che seppure se spesso minimamente ne risultano alleggerite), oltre a rappresentare una perdita di tempo.

Alcune delle spese che regolarmente effettuiamo infatti sono frutto di bisogni artificiali ed effimeri al punto che, poco dopo aver completato l’acquisto di un oggetto, spesso ce ne sbarazziamo considerandolo superfluo. Perpetuando e alimentando quella cultura dell’ “usa e getta” che contrasta con i principi dei sostenibilità e rispetto dell’ambiente.

 

La campagna

Dalla diffusione di questi comportamenti, sempre più comuni, è nata la campagna di EconomiaCircolare, “E- commerce dell’assurdo”, inaugurata lo scorso 17 marzo e realizzata in collaborazione con Juncker, Ecology, Reware. Assieme alla rubrica “Speciale consumi“, che offre articoli e approfondimenti dedicati all’iperconsumismo, l’iniziativa mira a far riflettere sulle contraddizioni di un sistema che propone acquisti facili e convenienti, instillando nel consumatore la convinzione della loro necessità. Eppure in realtà questi non offrono alcun reale beneficio né valore aggiunto alla sua vita, anzi la danneggiano nuocendo anche all’ecosistema. L’ “e-commerce dell’assurdo” è il frutto di un sistema produttivo che crea esigenze artificiali, riducendo i coti d’acquisto ma causando al tempo stesso elevati costi sociali e ambientali.

Negli ultimi cinque anni l’economia globale ha consumato oltre 582 miliardi di tonnellate di materiali, un ammontare pari quasi a quella utilizzata lungo tutto il Ventesimo secolo​. Un dato che restituisce l’insostenibile accelerazione del sistema “usa e getta” e l’iperconsumismo dilagante slegato dalle necessità reali degli oggetti acquistati.

Con ironia e un pizzico di leggerezza l’iniziativa ci invita a partecipare, arricchendo l’elenco già nutrito di oggetti “strambi” e inutili con altri nuovi. Si possono così aggiungere articoli allo “pseudo carrello” dell’e- commerce dell’assurdo inviando foto o link sulla chat privata di Instagram , eventualmente accompagnati da brevi commenti.

Dalle tazze auto riscaldanti, allo schiaccia-brufoli antistress, passando per la penna che dà scosse elettriche l’offerta di prodotti tanto bizzarri quanto inutili è davvero sconfinata e l’assurdità… evidentemente assicurata!