La più estesa e avanzata rete europea che studia le neuroscienze è italiana. Si chiama “Mnesys” ed è anche il network più grande e all’avanguardia in Europa.
Cosa è Mnesys e la lotta contro le malattie neurodegenerative
Avviato a fine 2022, il progetto conta su ben 90 centri che includono i migliori atenei pubblici e privati, istituti di ricerca, IRCCS e imprese, coinvolge 800 scienziati, vanta circa 600 pubblicazioni e 300 progetti attivi (di cui oltre 90 avviati dal giugno scorso) finanziati con 23 milioni di euro grazie ad appositi “bandi a cascata”.
Grazie a Mnesys si aprono nuove prospettive per la comprensione e il trattamento delle malattie del cervello, per dare risposte concrete a patologie ancora prive di cure efficaci.
Tra i numerosi ambiti di ricerca ci sono la prevenzione dei danni cerebrali nei neonati prematuri e quelli dell’Alzheimer attraverso l’utilizzo cervelli “in miniatura” creati da cellule staminali pluripotenti, riprogrammate in neuroni, per testare nuove terapie contro questa malattia. Ma anche un focus su morbo di Parkinson, sclerosi multipla, ictus e depressione.
Uno degli obiettivi principali di Mnesys è trasformare la ricerca in benefici tangibili per la società, migliorando la qualità della vita grazie all’uso delle nuove tecnologie.

Cosa è, come si manifesta e come si diagnostica l’epilessia infantile
Un altro ambito su cui si concentra il lavoro dei ricercatori di Mnesys è lo studio dei meccanismi responsabili dell’epilessia infantile per offrire nuove opportunità di trattamento ai piccoli pazienti.
L’epilessia infantile è una patologia neurologica caratterizzata da crisi di natura epilettiche ricorrenti nei bambini. L’epilessia può comparire a qualsiasi età, ma nel 75% dei casi si manifesta durante l’infanzia o l’adolescenza. Le crisi epilettiche, che rappresentano un picco di attività elettrica che interrompe i normali segnali, si genera una crisi epilettica, possono variare per intensità e durata. Alcuni sintomi comuni includono: movimenti involontari degli arti superiori e inferiori; perdita di coscienza temporanea; sguardo fisso nel vuoto; cadute improvvise senza apparente motivo; tremori o scosse muscolari ripetute; disorientamento nella fase post-crisi. La diagnosi è effettuata attraverso un esame neurologico, un elettroencefalogramma (EEG) e, in alcuni casi, una risonanza magnetica.
Dallo studio alle cure
Il trattamento previsto per l’epilessia infantile dipende dalla tipologia e include, a seconda dei casi, farmaci antiepilettici, regimi alimentari particolari (come la dieta chetogenica) e, raramente, anche interventi chirurgici.
Il Prof. Maurizio Taglialatela, ordinario di Farmacologia all’Università “Federico II” di Napoli, in occasione della Settimana del Cervello, tenutasi dal 10 al 16 marzo, ha descritto l’ambito di attività del suo team, ossia lo studio delle problematiche legate all’attività elettrica del cervello, in particolare delle patologie della comunicazione responsabili della manifestazione epilettica. Queste ricerche rivestono un’importanza notevole in quanto molte forme di epilessia sono difficilmente o tardivamente diagnosticate: identificare le cause, soprattutto in età evolutiva, di epilessia in ambito pediatrico è fondamentale per ridurre i tempi di diagnosi spesso lunghe mesi se non anni.
Inoltre tali studi offrono possibilità di trattamento personalizzate, considerando le specifiche alterazioni funzionali dei geni riscontrati e quindi di cure efficaci. Alcune di queste sono già disponibili, altre sono in via di sviluppo, grazie alla terapia nucleare e genica.

Il contributo dei risultati di Mnesys alla conoscenza dei disturbi cerebrali
In questa fase i ricercatori sono impegnati in un’accurata analisi della relazione tra epilessia e genetica, in particolare investigando su quanto l’epilessia condizioni lo sviluppo del cervello e quanto un’alterazione genetica sia responsabile dell’epilessia o dei disturbo del neuro-sviluppo, indipendentemente o dipendentemente l’una dall’altra. Ciò è importante per individuare le possibilità di trattamento delle eventuali alterazioni neuro-cognitive, collegate alla manifestazione epilettica.
Quello di Mnesys sull’epilessia (e non solo) è un lavoro importante basato su un partenariato tra neuroscienze e neurofarmacologia. Ci si augura che tale collaborazione sia proficua e possa tradurre la conoscenza sulla patogenesi della malattie neurologiche in nuove opportunità di trattamento delle stesse.
