Xylella si arricchisce di un nuovo ospite, la quercus orocantabrica

In questo modo si incrementa uno strumento importante per lo studio del patogeno, la banca dati degli ospiti del batterio curata dall’EFSA.

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Redazione
Xylella si arricchisce di un nuovo ospite, la quercus orocantabrica

In questo modo si incrementa uno strumento importante per lo studio del patogeno, la banca dati degli ospiti del batterio curata dall’EFSA.

Come erroneamente si è portati a ritenere la Xylella fastidiosa non è associata soltanto al disseccamento rapido dell’olivo, scoperto nel 2013 in Salento e che stà risalendo verso il nord della Puglia. A dimostrarcelo la banca dati degli ospiti del batterio curato dall’EFSA (European Food Safety Authority con sede a Parma), che ad oggi annovera 452 specie, 204 generi e 70 famiglie.

Il compito dell’EFSA a partire dal 2016, anno in cui ha ricevuto mandato dalla Commissione Europea, è quello di aggiornare la banca dati e fornire un dettagliato report scientifico delle specie ospiti della Xylella fastidiosa e in particolare delle metodiche per il loro rilevamento. Perché una specie possa entrare a far parte della banca dati non è sufficiente solo la determinazione visiva dell’attacco del batterio, ma la positività deve essere validata anche da tecniche di laboratorio, tra queste ELISA, tecniche immunologiche, metodi basati sulla PCR (Polymerase Chain Reaction), sequenziamento o isolamento in coltura pura, o risultare positiva con un metodo tra sequenziamento e isolamento in coltura pura.

L’integrazione della banca dati (relativa al periodo 2021 – 2026) si basa sulla ricerca bibliografica effettuata sulle piattaforme Scopus e Web of Science, la prima con il database omonimo e la seconda con 26 database. I revisori hanno selezionato, in base al titolo e all’abstract i riferimenti che presentassero dati di ricerca originali su Xylella o malattie ad essa associate. La successiva analisi dell’intero testo ha inteso rispondere alle seguenti domande. “è presente un abstract in inglese?”; “quale è il tipo della pubblicazione?” (articoli, libri, report e pubblicazioni tecniche, atti di conferenze, pubblicazioni revisionate); “lo scopo principale dello studio è rappresentato dagli ospiti della Xylella?”.

I riferimenti valutati sono stati quelli pubblicati tra il 1 gennaio 2024 e il 30 giugno 2024, dalle singole referenze sono stati estratti numerosi dati. Tra questi l’anno di pubblicazione, la data d inizio e fine dello stesso, l’identificazione della pianta sotto l’aspetto botanico e la sua tassonomia (famiglia, genere, specie), nome comune, varietà, informazioni riguardanti l’infezione e il metodo di infezione, le specie di insetti vettori impiegati per la trasmissione, il luogo dove è stata ritrovata la pianta (natura, serra, ecc), informazioni geografiche, descrizione del parassita, malattia causata dalla Xylella, metodo di identificazione, sintomi, osservazione dello sviluppo dei sintomi nelle piante di prova dopo un tentativo di trasmissione del patogeno tramite vettori, tecnica impiegata, stato di tolleranza o resistenza della pianta.

La ricerca bibliografica condotta sulle piattaforme citate ha portato a 151 riferimenti, da questi nella fase di screening di titolo e abstract sono stati esclusi 58 riferimenti in quanto non associati alla Xylella, 39 invece hanno visto lo studio dell’intero testo, di questi 19 associati ad una pianta ospite, oltre a 8 notifiche di focolaio, per un totale di 27 riferimenti inclusi nell’aggiornamento del database.

452 le specie presenti, l’ultima una quercia infetta rinvenuta in Portogallo

In questo modo, in base alla categoria di valutazione A, vale a dire specie vegetali risultate positive ad uno solo o a due metodi, è stato possibile individuare l’ultima specie inserita nella banca dati, la Quercus orocantabrica, fagacea rinvenuta in Portogallo, positiva a Xylella fastidiosa sub specie fastidiosa, che ha portato l’attuale numero a 452.

Il numero più elevato di specie infettate naturalmente appartiene alla sottospecie multiplex con 230, seguito da fastidiosa e pauca. Per quanto riguarda l’infezione artificiale 43 specie sono state infettate dalla sottospecie fastidiosa, 20 dalla pauca, 21 dalla multiplex. La gran parte dei record è riferita a infezioni naturali segnalate in nord, centro e sud America, Israele, Europa (Portogallo, Spagna, Francia, Italia).

Alla ricerca, pubblicata sul volume di febbraio 2025 di EFSA Journal hanno contribuito i ricercatori dell’EFSA Giandomenico Furnari, David Gibin, Alice Del Bianco, oltre a Pier Federico La Notte, e Giuseppe Stancanelli del CNR – IPSP.