L’abisso Calypso ricoperto di plastica

Il punto più profondo del Mar Mediterraneo posto a oltre 5.000 metri di profondità. Noto per essere colmo di plastica e altri rifiuti di origine umana.

AMBIENTE
Francesca Danila Toscano
L’abisso Calypso ricoperto di plastica

Il punto più profondo del Mar Mediterraneo posto a oltre 5.000 metri di profondità. Noto per essere colmo di plastica e altri rifiuti di origine umana.

L’inquinamento dovuto alle attività antropiche ha raggiunto anche gli ambienti più remoti e profondi del Mediterraneo. Un recente studio ha rilevato una densità di circa 27.000 rifiuti per chilometro quadrato nell’abisso Calypso, una delle concentrazioni più elevate mai annotate in un ambiente di acque profonde nel Mediterraneo, a quasi 225 km dalla costa italiana.

L’abisso Calypso, dunque, non è un luogo incontaminato, ma purtroppo una discarica di rifiuti, con una quantità impressionante di plastica che rimarca l’improrogabile necessità di diminuire l’inquinamento dei nostri mari.

La ricerca è stata realizzata dal Centro Comune di Ricerca (JRC) della Commissione Europea e pubblicato sul Marine Pollution Bulletin.

Una tecnologia avanzata

Lo studio è stato portato avanti da Caladan Oceanic, grazie all’utilizzo di un veicolo sommergibile all’avanguardia per acque profonde, dotato di telecamere ad alta risoluzione per l’identificazione e il conteggio dei detriti. Sono state impiegate perfino tecniche di fotogrammetria per stimare l’area esaminata, in modo da quantificare la densità dei detriti di plastica e comparare i loro risultati con quelli di studi precedenti in acque profonde.

Gli oggetti presi in considerazione sono stati 167, di questi 148 sono stati convalidati come rifiuti e 19 erano dubbi ma non sono stati avvalorati. La maggior parte dei detriti di plastica nell’abisso è composta da oggetti come sacchi pesanti, buste della spesa e bicchieri. Sono stati trovati anche vetro, metallo e carta.

I rifiuti provengono da fonti sia terrestri (trasportati dalle correnti) che marine (scarichi diretti dalle navi). Alcuni accumuli suggeriscono addirittura lo scarico intenzionale di sacchi di rifiuti.

La tempestività di un intervento

Il Mar Mediterraneo è un bacino semichiuso con scambi circoscritti con l’oceano aperto, proprio questa sua caratteristica lo rende particolarmente attaccabile dall’inquinamento, oltre ad avere un vigoroso traffico marittimo giornaliero.

L’accumulo di plastica in profondità può avere inoltre, ripercussioni devastanti per l’ecosistema marino, la plastica può venire inghiottita dagli organismi o separarsi in microplastiche finendo all’interno della catena alimentare.

I risultati della ricerca evidenziano la grave e diffusa problematica dell’inquinamento da plastica e altri rifiuti anche nelle profondità marine, con potenziali impatti significativi sugli ecosistemi di questi ambienti unici e vulnerabili.

È perciò urgente pensare di ridurre l’inquinamento da plastica nei nostri oceani e aumentare gli sforzi di riciclo, migliorare i sistemi di gestione dei rifiuti e limitare l’impiego di plastica monouso per combattere questa crisi in aumento.