Le antiche vestigia della Roma imperiale rappresentano da sempre l’orgoglio dei romani e la grande attrazione dei turisti.
Ma alle tante meraviglie ultra millenarie della Capitale oggi se ne aggiunge un’altra: una colonia di granchi giganti che vive nel sottosuolo dell’area tra la Basilica Ulpia e via dei Fori Imperiali.
Via dei Fori Imperiali, solo ‘i Fori’ per i romani, è una delle più belle e spettacolari strade della città. Qui si possono trovare i resti monumentali dei Fori di Cesare, di Augusto, di Nerva e di Traiano.
Passeggiare per questa via significa poter ammirare anche altri importanti monumenti : il Foro romano, la Basilica di Massenzio, la chiesa di Santi Cosma e Damiano, ma è proprio qui che è possibile farsi sorprendere dai granchi giganti.
In realtà la presenza di questi crostacei non è una novità, è già documentata dagli anni ‘80 del secolo scorso, ma con il passar del tempo il numero degli animali è aumentati a dismisura, e se fino a qualche anno fa si contavano a centinaia, oggi si parla di migliaia di esemplari.
I crostacei ‘potamon fluviatile’ il loro nome scientifico, per la precisione sono insediati nelle canaline di scarico sotterranee dei Mercati di Traiano e dei Fori Imperiali.
Infatti la parte dei Fori chiusa al pubblico è percorsa da canalette di scolo, coperte con mattoni, come riporta il Messaggero, il quotidiano romano che ha riacceso l’interesse attorno a questa notizia.

Le canalette sono state così strutturate per permettere il deflusso delle acque verso i corsi d’acqua sotterranei, protetti da apposite grate: questo ha reso possibile l’insediamento degli animali
In realtà i granchi sono visibili principalmente di notte, quando escono per procacciarsi il cibo, mentre di giorno si rifugiano in anfratti naturali o in tane scavate in profondità.
Secondo gli archeologi non è dato sapere a quando risale il loro insediamento, ma non escludono che la loro presenza sia molto antica per via delle caratteristiche dell’area.
Bruno Cignini, docente di Conservazione e Gestione della fauna urbana presso l’Università di Tor Vergata, ha parlato della colonia e di come “il lungo isolamento” abbia “permesso loro di sviluppare una strada evolutiva assolutamente unica”.
Un isolamento che avrebbe consentito una evoluzione con “segni di gigantismo”, considerando che il loro carapace è il doppio di altri granchi, infatti misura “tra i 7 e gli 8 centimetri contro i 4-5 centimetri” di quelli che popolano gli habitat naturali.
Un esempio eccezionale di adattamento evolutivo all’ambiente quello “dei granchi che probabilmente sono in questi luoghi dal tempo degli antichi romani” ha aggiunto Cicognini.
La scoperta rileva le particolarità dell’ecosistema di Roma, ed è eccezionale soprattutto se si pensa che parti di questo ecosistema sopravvivono da più di duemila anni.
