Morto Papa Francesco, sospesa la canonizzazione di Carlo Acutis

La cerimonia si sarebbe dovuta tenere domenica 27 aprile sul sagrato della Basilica di San Pietro. Erano attesi oltre 100mila fedeli da tutto il mondo.

CRONACA
Donatella Miliani
Morto Papa Francesco, sospesa la canonizzazione di Carlo Acutis

La cerimonia si sarebbe dovuta tenere domenica 27 aprile sul sagrato della Basilica di San Pietro. Erano attesi oltre 100mila fedeli da tutto il mondo.

Carlo Acutis sarà dichiarato santo ma al momento, vista la morte di Papa Francesco, la canonizzazione è stata sospesa (si tratta di un rito che richiede la presenza di un pontefice).

La canonizzazione del giovane milanese nato nel 1991 e la cui storia è un esempio straordinario di fede e dedizione avrebbe dovuto tenersi domenica 27 aprile alle ore 10.30 sul sagrato della Basilica di San Pietro a Roma, durante il Giubileo degli adolescenti al culmine di questo pellegrinaggio spirituale, con oltre centomila giovani e fedeli provenienti da tutto il mondo.

Da Assisi, città cui era molto legato e dove sono conservate le sue spoglie (nel santuario della Spogliazione) mentre la Rai aveva previsto una lunga diretta. La morte di papa Bergoglio determina ora una sospensione e uno spostamento dell’evento.

Carlo Acutis è una delle figure più significative della spiritualità contemporanea, soprattutto per i giovani. Nato a Londra il 3 maggio 1991 da genitori italiani e cresciuto a Milano, è stato un ragazzo come tanti: amava la tecnologia, i videogiochi, il calcio e gli animali. Fin da piccolo però evidenziò una particolare sensibilità spirituale.

Dopo aver ricevuto la Prima Comunione, a sette anni, non mancava mai alla Messa quotidiana e recitava ogni giorno il Rosario, considerandolo “la scala più breve per salire in Cielo”. A soli undici anni creò un sito web per documentare i miracoli eucaristici avvenuti nel mondo, dimostrando come fede e tecnologia possono dialogare tra loro.

Carlo Acutis, da molti considerato come una sorta di “apostolo del web”, usava internet per evangelizzare, dicendo che “non io, ma Dio” era il centro della sua vita. Vita che si interruppe a soli 15 anni, il 12 ottobre 2006, a causa di una leucemia fulminante. Il suo corpo come detto riposa ad Assisi, vestito con jeans, felpa e scarpe da ginnastica, proprio come un ragazzo contemporaneo. Questo lo rende una figura-simbolo molto vicina ai giovani.

Nel 2020 è stato beatificato proprio da Papa Francesco e il 23 maggio 2024 è stato riconosciuto il secondo miracolo necessario alla sua canonizzazione. Sarà il primo santo “millennial” della storia.