Fabriano, tra industria e patrimonio culturale

Alla scoperta di Fabriano, nell’entroterra della provincia di Ancona, importante città industriale, che stà ripensando il proprio sviluppo sotto l’aspetto culturale e turistico.

TURISMO
Redazione
Fabriano, tra industria e patrimonio culturale

Alla scoperta di Fabriano, nell’entroterra della provincia di Ancona, importante città industriale, che stà ripensando il proprio sviluppo sotto l’aspetto culturale e turistico.

Troppo spesso l’entroterra delle nostre regioni non viene valorizzato in modo appropriato, mentre invece potrebbe rappresentare una valida alternativa agli itinerari turistici più conosciuti. Per questo vogliamo portarvi a Fabriano, città di poco meno di 30 mila abitanti nell’entroterra della provincia di Ancona, a sud della Marche al confine con l’Umbria. La città è stata caratterizzata per tutto il secolo scorso e fino a inizio anni 2000 dalla presenza di un distretto industriale di primo piano, soprattutto nella produzione di elettrodomestici e in quella cartaria. La crisi dell’industria che ha interessato la città negli ultimi anni ha aperto nuove possibilità di sviluppo in chiave turistica e culturale

Breve storia della città

I primi insediamenti di Fabriano si fanno risalire all’età romanica come dimostrano la presenza di due nuclei abitati Tuficum e Attidium, corrispondenti alle attuali località di Albacina e Attiggio, anche il nome dovrebbe essere di derivazione romanica e riferirsi a Faberius personaggio romano insediatosi nel territorio. Il primo nucleo vero e proprio si situa sulla collina di Castelvecchio, dove in seguito alle invasioni barbariche si trasferirono gli abitanti di Tuficum e Attidium

Il comune vero e proprio venne fondato nel 1165 e divenne libero comune nel 1234, nel 1300 la città è interamente all’interno delle mura ed è in questo periodo che si affermano le cooperazioni delle arti in particolare quella dei fabbri insieme ai lanaioli, quelli della concia delle pelli e della carta, tanto che un fabbro intento nel proprio lavoro diventerà simbolo della città, Nel 1200 i Chiavelli, famiglia di origine tedesca, diventano signori della città, governando in maniera che potremmo dispotica tanto che nel maggio del 1435 i maschi della famiglia vengono uccisi. Da un governo dispotico ne succede uno altrettanto feroce, quello di Francesco Sforza, dopodiché la città decide di optare per il passaggio sotto la chiesa

Nel 1728 Papa Benedetto XIII la proclama città oltreché diocesi in questo caso con Camerino. A fine 1700 anche se per un breve periodo entra a far parte della repubblica romana, ma già nel 1800 ritorna sotto il governo della chiesa, 1808 viene annessa al regno d’Italia e nel 1813 passa al governo di Napoli di Gioacchino Murat e nel 1814 sotto gli austriaci.

Ma la storia della città è legata strettamente alle industrie cartarie e degli elettrodomestici, la prima si deve a Pietro Miliani che nel 1782 fonda le omonime cartiere, la seconda a Aristide Merloni, che nel 1930 proprio lì dove in epoca romana si era sviluppato il primo insediamento della città, Albacina, da vita inizialmente alla produzione di bascule, per assumere con il tempo le dimensioni di una azienda di fama mondiale, fino alla chiusura definitiva avvenuta nel 2022.

Inoltriamoci per la città

La visita di Fabriano non può non partire da uno dei suoi luoghi simbolo, la piazza del comune dove si trova un monumento iconico la fontana dello Sturinalto, costruita nel 1285 da Jacopo di Grondalo da Perugia, su ispirazione della Fontana Maggiore del capoluogo umbro, costruita da Giovanni e Nicola Pisano appena qualche anno prima, il cui nome deriva dallo zampillo situato alla sua sommità. Nella medesima piazza troviamo il Palazzo del Podestà, importante esempio di architettura gotica, eretto nel 1255, inizialmente sede del podestà, caratteristico per la pietra bianca utilizzato per la sua costruzione.

Nella stessa piazza è situato palazzo Chiavelli, edificato intorno al 1350 e tutt’ora sede dell’amministrazione comunale e deve il nome dai Chiavelli, storica famiglia di origine tedesca, che dal 1378 al 1435 ha regnato sulla scegliendo come dimora il palazzo. La piazza si completa con il palazzo vescovile e la torre civica del XIV secolo, sede dei priori cittadini ricostruito dopo il crollo del 1542 per diventare in seguito sede vescovile, e il loggiato di San Francesco.

Lasciata la piazza del comune ci spostiamo in piazza Garibaldi, conosciuta anche come piazza del mercato o bassa, luogo che in tempi passati ospitava botteghe artigiane, ad oggi l’unica struttura visibile è il portico dei vasari, che prende il nome dall’arte omonima.

Fabriano e i suoi musei

La città presenta una rete museale articolata basata sui due musei principali, quello della carta e della filigrana e la pinacoteca Bruno Molajoli, e da una serie di strutture minori : il museo diocesano, delle arti e dei mestieri in bicicletta, il polo museale in zona conce, didattico della vaporiera, della civiltà contadina, dello spumante metodo Scacchi, Fabriano in Miniatura, della motocicletta.

Il museo della Carta e della Filigrana (Largo Fratelli Spacca 2) rappresenta non solo un luogo iconico ma è la dimostrazione dello stretto legame tra la città e la produzione cartaria. Il modo migliore per godere del museo è offerto dalla visita guidata, che in oltre 1 ora permette di seguire l’evoluzione dei questo materiale dalle origini ai giorni nostri.

La visita prende avvio dal chiostro , dove si ripercorre la storia della carta dagli albori, con gli arabi che la porteranno in Spagna, infatti a Xativa (odierna San Felipe) nella provincia di Valencia nel 1150 nasce la prima cartiera d’Europa. A permettere lo sviluppo dell’industria cartiera a Fabriano è la presenza dell’acqua (del fiume Giano) che costituisce il 99% della carta, oltre a 1% di fibre vegetali, come dimostra la presenza in città tra il 1200 e il 1500 di oltre 40 cartiere.

Durante la visita è possibile vedere le tecniche produttive, come quella di tradizione araba ottenuta dagli stracci in lino e canapa, e la prima macchina automatica per la lavorazione della carta con la quale raffinare gli stracci e anche come ottenere un foglio di carta (con lo stemma della città, il fabbro che batte sull’incudine sopra il ponte con sotto il fiume Giano e le 4 antiche porte della città).

L’evoluzione del processo produttivo ci porta fino alla rivoluzione industriale, tra fine 800 inizi 900, quando grazie ad una macchina nata nella città di Frogmore nel Regno Unito, un esemplare è presente all’interno del museo, è possibile svolgere l’intero processo. La Macchina attualmente è utilizzata in un altro stabilimento quello di Pioraco ( a 30 Km dalla città) per la produzione di fogli da disegno ottenuti da cellulosa da legno (0,65 % cellulosa, 99,35% acqua).

Attualmente dopo lo stop della produzione nel dicembre scorso della carta copy 2, conosciuta dai più per le fotocopie, si stà spostando su altre tipologia di carta come quella per il packaging di lusso che ha anche un valore in termini di sostenibilità in quanto stà sostituendo la plastica.

Come si capisce dal nome del museo, non solo carta ma anche filigrana. Questa tecnica, un vanto per Fabriano (il primo ritrovamento in città è datato 1293) rappresenta una tecnica con la quale è possibile apporre sulla carta un marchio formato da sottili fili in rame e bronzo, o una lega di nichel, zinco e rame, cuciti a mano visibile solo in controluce. Se inizialmente l’utilizzo della filigrana era ad appannaggio delle 40 botteghe cittadine e dei notabili, l’evoluzione della tecnica ha portato ad utilizzarla come elemento di sicurezza e anti contraffazione in monete e carte valori, con le cartiere Fabriano specializzatesi nella cosiddetta security (uno dei 5 al mondo), strutture dedicata alla sicurezza dei valori monetari cartacei e dei nostri documenti (passaporto, ecc) e ad esportare questa tecnologia in molti paesi (Svezia, Egitto, Tunisia, Libano, Emirati Arabi Uniti, Cina, Stati Uniti) Negli ultimi tempi però anche questo settore stà risentendo delle innovazioni, come banconote sintetiche, plastificate, molti paesi utilizzano il poliporopilene, tutti materiali meno costosi e più facilmente riciclabili rispetto alla carta, inoltre probabilmente entro il 2030, l’euro come lo conosciamo oggi potrebbe cambiare a livello di materiali costruttivi.

Pinacoteca Civica Bruno Molajoli

Una visita è d’obbligo alla Pinacoteca civica Bruno Molajoli ospitata nell’ospedale di Santa Maria del Buon Gesù situata a breve distanza dalla piazza del comune, costruita nel 1456 per ospitare le strutture ospedaliere cittadine. Il museo si compone di otto sale, dove sono contenute opere di provenienza prevalentemente locale attribuita a 55 artisti, che spaziano dalla pittura del XII secolo al Gotico (Maestro di Campodonico, Allegretto Nunzi), dal rinascimento al manierismo, dal barocco al neoclassicismo, fino all’arte moderna.

In piazza Giovanni Paolo II, dove insiste la pinacoteca troviamo anche una delle 4 fontane presenti in città, le altre oltre a quella dello Sturinalto sono situate nei pressi della cattedrale di San Venanzio e in piazza Garibaldi.

Un importante patrimonio ecclesiastico

Un importante patrimonio della città è quello dei luoghi di culto, possiamo infatti contare 9 chiese : Cattedrale di San Venanzio, la chiesa abbaziale di San Benedetto e la cripta del Beato Giovanni dal Bastone; Santa Maria del Buon Gesù; San Filippo; San Biagio e Romualdo; Sant’Onofrio; San Niccolò; Santa Maria Maddalena; san Giuseppe Lavoratore, Santa Caterina.

La cattedrale di San Venanzio dedicata al Patrono della città, trae origine all’alto medioevo, nel 1253 è consacrata come chiesa madre, nel XVII secolo venne ricostruita e assunse l’attuale struttura barocca.

Altra chiesa molto ricca è San Benedetto, fondata nel 1244 quando il fondatore della congregazione silvestrina San Silvestro Guzzolini che fece costruire un oratorio dedicato ai santi Filippo e Giacomo. La struttura attuale è frutto di una ricostruzione avvenuta tra la fine del XIV secolo e l’inizio del XVII secolo.

Oratorio del Gonfalone

Il patrimonio ecclesiastico annovera anche l’Oratorio del Gonfalone (via portella), datato 1636. Si caratterizza per il soffitto a cassettoni ad opera della scultore Leonardo Scaglia.

Un luogo particolare la Farmacia Mazzolini Giuseppucci

Un altro luogo caratteristico è la Farmacia Mazzolini Giuseppucci (corso della Repubblica 33) situata a pochi passi dalla piazza del comune, la cui storia è legata al risorgimento, basti pensare che furono impegnati nell’unità d’Italia circa 500 cittadini fabrianesi. L’attuale aspetto della struttura risale agli ultimi decenni del 1800 con il proprietario Perseo Mazzolini di professione speziale dal quale passò al figlio Ermogaste, che tra il 1895 – 1896 decise di rinnovare la farmacia. In seguito passa nelle mani di Gino Giuseppucci, che insieme a Vito e Giovanna portano avanti la farmacia (compresa quella galenica). Gli arredi interni in stile neogotico si devono allo scultore e intagliatore perugino Adolfo Ricci, che nel 1892 viene a Fabriano a prestare servizio presso la cattedra d’intaglio al regio istituto professionale di arti e mestieri

Fabriano e il suo teatro storico

Come in numerose città delle Marche anche a Fabriano è presente un teatro di pregio, il Gentile (via Gentile da Fabriano 3) dedicato all’omonimo pittore fabrianese. Un primo esempio di teatro stabile in città è datato 1692 e aveva sede nel palazzo comunale, nel 1771 la proprietà passa al comune che favorisce il restauro. Nel 1863 è distrutto da un incendio, dalle cui ceneri rinasce nel maggio del 1884 con la rappresentazione dell’Aida.

Personaggi famosi

Gentile da Fabriano (Gentile di Niccolò di Giovanni di Massio) nato in città nel 1472, pittore, importante esponente del gotico internazionale

Allegretto Nunzi (Fabriano 1315 – Fabriano 1373) pittore

Particolarità

In pochi forse sono a conoscenza che Fabriano ha dato i natali a Onofrio del Grillo III marchese di Santa Cristina (a Gubbio) e Portule, che seppur nato in città trascorse gran parte della vita a Roma. Il personaggio deve la propria fama (naturalmente postuma) all’interpretazione che ne fece Alberto Sordi nel film “il Marchese del Grillo” del 1981.

Per maggiori informazioni : https://visitfabriano.it/