Il Conclave inizierà il 7 maggio

La data è stata stabilita stamattina dai circa 180 cardinali riuniti nella quinta Congregazione generale in Vaticano.

APPROFONDIMENTO
Francesca Danila Toscano
Il Conclave inizierà il 7 maggio

La data è stata stabilita stamattina dai circa 180 cardinali riuniti nella quinta Congregazione generale in Vaticano.

“Extra omnes”, la storica formula in latino che contraddistingue l’inizio della chiusura a chiave della Cappella Sistina verrà pronunciata dal maestro delle Celebrazioni liturgiche pontificie il prossimo mercoledì 7 maggio. È questo il giorno stabilito per l’inizio del Conclave. La data è stata decisa questa mattina dai circa 180 cardinali presenti (poco più di un centinaio gli elettori) riuniti nella quinta Congregazione generale in Vaticano.

Fra poco meno di dieci giorni, infatti, i cardinali si riuniranno per eleggere il prossimo Pontefice della Chiesa universale. I porporati elettori, sotto l’ottantesimo anno di età, saranno isolati dal resto del mondo all’interno dello scrigno di bellezza di arte e storia che è la Cappella Sistina fino alla fumata bianca e all’“Habemus Papam”, nota formula latina pronunciata dalla Loggia delle Benedizioni dal cardinale protodiacono per annunciare al mondo la scelta del nuovo Papa della Chiesa universale.

Non c’è una data che stabilisce la conclusione, ci si augura un Conclave di breve durata, anche fra gli stessi elettori, considerando inoltre, il Giubileo in corso. C’è chi, invece, immagina tempi più lunghi che concedano ai conclavisti l’opportunità di conoscersi meglio dal momento che Papa Francesco, nei suoi dieci Concistori, aveva aggiunto al Collegio cardinalizio porpore provenienti da ogni angolo del Pianeta.

Le norme della Universi Dominici Gregis

L’inizio del Conclave avviene in base a tempistiche ben precise, stabilite dalle norme della costituzione apostolica di Giovanni Paolo II, Universi Dominici Gregis, aggiornate da Benedetto XVI con il Motu Proprio dell’11 giugno 2007, e con quello più attuale del 22 febbraio 2013. Secondo la Costituzione, il Conclave – dal latino cum clave, cioè, chiuso a chiave – comincia tra il quindicesimo e il ventesimo giorno dalla morte del Papa, dopo i Novendiali, i nove giorni di celebrazioni in suffragio del Pontefice defunto. Precisamente, dall’ attimo in cui la Sede Apostolica è legittimamente vacante, i cardinali elettori presenti aspettano per quindici giorni interi gli assenti, fino a un massimo di venti giorni, se sussistono motivi gravi. Con il Motu Proprio Normas nonnullas si lascia, peraltro, al Collegio dei Cardinali la facoltà di anticipare l’inizio del Conclave se consta della presenza di tutti gli elettori.

La Messa “pro eligendo Pontifice” e la processione verso la Sistina

La mattina di mercoledì 7 maggio concelebreranno tutti la solenne Messa “pro eligendo Pontifice”, la celebrazione eucaristica presieduta dal decano del Collegio cardinalizio, il quale inviterà i confratelli a procedere nel pomeriggio verso la Sistina con queste parole: “Tutta la Chiesa, unita a noi nella preghiera, invoca costantemente la grazia dello Spirito Santo, perché sia eletto da noi un degno Pastore di tutto il gregge di Cristo”.

Da lì, quindi, partirà la processione in abito corale verso la Cappella michelangiolesca, all’interno della quale i porporati intoneranno l’inno Veni, creator Spiritus e presteranno giuramento.

La Sistina sarà allestita per l’occasione con i banchi per gli scrutini e la stufa all’interno della quale verranno bruciate le schede delle votazioni.

Per eleggere il Papa servirà una maggioranza qualificata di due terzi. Si prevedono quattro scrutini al giorno, due al mattino e due al pomeriggio, e dopo la 33.ma o 34.ma votazione, comunque, si andrà direttamente, e obbligatoriamente, al ballottaggio fra i due cardinali che avranno ottenuto il maggior numero di voti nell’ultima votazione. Sarà sempre necessaria una maggioranza dei due terzi. I due cardinali rimasti in lizza, non potranno partecipare al voto. Se per un candidato i voti arrivano ai due terzi dei votanti, l’elezione del Papa è canonicamente valida.

I porporati provenienti dalle zone più lontane del mondo devono ancora arrivare a Roma, che ha già messo in moto la macchina organizzativa per questo evento storico. Nella Città Eterna alloggeranno a Casa Santa Marta, la Domus vaticana dove Francesco aveva deciso di vivere rifiutando l’appartamento papale.