Il ruolo delle mense scolastiche: dalla salute al clima

L’analisi di Fondazione Ecosistemi conferma l’importanza delle mense per i bambini, non solo come garanzia di un pasto ma anche come contributo alla salute.

AMBIENTE
Maria Grazia Ardito
Il ruolo delle mense scolastiche: dalla salute al clima

L’analisi di Fondazione Ecosistemi conferma l’importanza delle mense per i bambini, non solo come garanzia di un pasto ma anche come contributo alla salute.

La mensa scolastica è un baluardo quotidiano di salute e giustizia sociale.

Può essere considerata una ‘comodità’ o una ‘necessità’ per i genitori che non hanno possibilità di conciliare lavoro e orari scolastici, ma la mensa si conferma ancora fondamentale come luogo di una corretta alimentazione e anche di un progetto educativo per la formazione del bambino.

I menù della mensa scolastica non solo lasciati al caso ma sono studiati da un team di esperti di alimentazione che selezionano gli alimenti sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo.

A fugare i dubbi dei genitori sulla efficacia di lasciare il proprio figlio a mangiare a scuola arrivano i dati della Fondazione Ecosistemi,
partner scientifico del progetto europeo SchoolFood4Change (Sf4c), che ha analizzato il ruolo delle mense in 12 Paesi e 19 regioni europee, tra cui l’Italia con una particolare attenzione alle città di Milano, Roma e Nuoro.

L’analisi rileva anche che l’adozione di ingredienti stagionali, previsti dai Criteri Ambientali Minimi (Cam), obbligatori in tutte le gare pubbliche per le mense in Italia, può determinare una riduzione importante delle emissioni di CO2.

Tutti i bambini che mangiano a scuola, usufruiscono, quindi, almeno una volta al giorno di un pasto sano, equilibrato e sostenibile.

Ne deriva una importanza fondamentale anche per la prevenzione di malattie croniche di una certa rilevanza come l’obesità, il diabete e i disturbi cardiovascolari, che possono presentarsi fin dall’infanzia.

In Italia in particolare sono previsti criteri minimi di sostenibilità, come l’avere almeno il 50% di frutta, verdura, legumi e cereali, utilizzati nei pasti, biologici e di stagione.

Queste caratteristiche, oltre le porzioni abbondanti e varie e con importante apporto di carboidrati e proteine, ha fatto si che i modelli, adottati in alcune città, siano divenuti di riferimento internazionale.

Va sottolineato però, che il servizio essendo gestito a livello comunale, non è omogeneo per tutto il territorio nazionale.

Roma, che prendiamo ad esempio per il numero di pasti offerti, oltre 140.000 al giorno di refezione scolastica, ha adottato un menù interamente vegetale per una volta al mese, ma secondo la Fondazione Ecosistemi, se le volte in un mese diventassero due, si arriverebbe a una riduzione di 130mila tonnellate di CO2 all’anno: circa 4 kg di emissioni evitate per ogni pasto servito.

Basta però l’adozione di prodotti di stagione a far stimare, nella sola Capitale, un risparmio di 2000 tonnellate di CO2, e l’uso del biologico di altre 21mila tonnellate, dati che parlano di sostenibilità ambientale, e di educazione alimentare.

Le mense scolastiche si rivelano quindi in tutta la loro importanza, per un sano nutrimento di tutti i bambini, che annulla ogni differenza sociale e per il notevole contributo che il sistema pubblico, se efficiente, può dare alla salvaguardia dell’ambiente.