La generazione Z e Stradenuove: i grandi miti animati virali

La generazione anni Novanta, non delude le aspettative: a quota cento serie animate, gli approfondimenti presentati tra censure e dietro le quinte, hanno acceso l’entusiasmo e il confronto sulla rete, tra appassionati e no

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
La generazione Z e Stradenuove: i grandi miti animati virali

La generazione anni Novanta, non delude le aspettative: a quota cento serie animate, gli approfondimenti presentati tra censure e dietro le quinte, hanno acceso l’entusiasmo e il confronto sulla rete, tra appassionati e no

I Millenials, appartenenti alla generazione Z, sono protagonisti di questi tempi: manifestano la loro presenza tra lavoro, impegno sociale, seguendo con assiduità le proprie passioni. Nati tra il 1995 e il 2010. Sono nativi digitali, conoscono il web e i social network, sono aperti, meno rigidi rispetto alle generazioni precedenti, multiculturali. Ecco perché anche l’ultimo tema al centro della rubrica NuovePassioni: I grandi Miti Animati Nipponici, dedicata alle serie, in particolar modo gli anime giapponesi, ha convinto e conquistato sempre più lettori. Sin dal principio, la nostra mission è stata quella di analizzare gli anime giapponesi, dagli anni ‘70 ad oggi, considerati non più prodotti per bambini, ma oggetto di arte, collezionismo e passione…

Il nostro compito, sempre più richiesto dai lettori, è stato anche quello di fare luce sui meccanismi che hanno influenzato la versione italiana di tante opere nipponiche giunte in Italia, spesso oggetto di modifiche e cambiamenti radicali rispetto all’originale.

In questa estate 2025 dove gli smartphone sono strumenti di intrattenimento, informazione e svago, anche tra un bagno al mare e uno di sole, un sentiero di montagna e un full immersion tra tracking e visite a nuovi luoghi, abbiamo deciso di proporre ai fedelissimi della rubrica, ma anche al crescente nuovo pubblico, uno degli approfondimenti più ricchi e completi mai realizzati, su un anime che a metà anni ’90 rappresentò l’inaspettato e unico tentativo, di quegli anni digitali di programmare animazione giapponese in fascia notturna da parte di Mediaset. Wedding Peach e Berserk, furono due serie che senza preavviso, apparvero nelle notti di Italia Uno. La rubrica e a cura del Ryancreation Cove, e la fonte delle notizie, è proprio il braccio destro dell’allora responsabile capostruttura Alessandra Valeri Manera, Nicola Bartolini Carrassi, chi si occupò di supervisionare l’edizione Italiana di quelle serie, dal titolo ai nomi italiani, dalla scelta del cast voci, del quale fece parte, in collaborazione con i direttori del doppiaggio e Cip Barcellini direttore artistico dello stabilimento di lavorazione, la Merak Film, dalla gestione di libri, merchandising, sino alla conservazione e classificazione di migliaia di documenti destinati agli addetti ai lavori, oggi divenuti preziosi e dal valore inestimabile. Bartolini Carrassi, impegnato in esclusiva con Sprea Editori, proprio con una rubrica che ripercorre la propria carriera e le oltre cinquecento serie alle quali prese parte, ‘Cartoni, Carrassi&Tv’ pubblicata sul bimestrale Anime Cult, fornisce in esclusiva per Strade Nuove ulteriori, eccezionali elementi mai svelati prima, anche grazie al Centro raccolta e conservazione RCOEUROPE coordinato da Cinzia Veronese.