Le nostre città hanno bisogno di verde per fronteggiare le conseguenze dei cambiamenti climatici, come l’isola di calore urbano. In un progetto europeo ENEA ha individuato numerose possibilità offerte dalle soluzioni basate sulla natura per contrastare il fenomeno.
L’importanza del verde in ambito urbano
È innegabile come il verde apporti benefici per la nostra vita, garantisca innumerevoli servizi ecosistemici, contribuisca alla mitigazione dei cambiamenti climatici e ne riduca le conseguenze. A dimostrazione dell’importanza del verde la regola del 3 – 30 – 300 proposta dal Professor Cecil Konijnendijk del Nature Based Solution Center olandese secondo la quale affinché il verde possa offrire un contributo al nostro benessere e garantire città più sane e vivibili devono essere presenti tre elementi, la possibilità di vedere almeno tre alberi dalle nostre abitazioni, dai luoghi di studio o di lavoro, vivere in un quartiere dove la presenza di copertura vegetale (canopy cover) non sia inferiore al 30%, poter raggiungere a piedi o in bicicletta da un parco di almeno 0,5 ha percorrendo non più di 300 metri o una foresta da casa o dal luogo di lavoro.
La regola deve essere la base per la progettazione urbanistica delle nostre città, così da garantire la massima copertura vegetale possibile, con i vantaggi derivanti e rendere le nostre città resilienti verso i cambiamenti climatici.
Inoltre per sfruttare appieno i benefici offerti dal verde è necessario progettare le città secondo quella che è definita urbanistica verde, progettazione urbana sostenibile che crei città ecologiche ed efficienti sotto il profilo delle risorse in grado di ridurre energia, materiali, rifiuti e emissioni di gas serra. In questa visione ogni città viene vista come un ecosistema vivo, dove la componente verde sia integrata con quella antropica del costruito apportando benefici sotto l’aspetto della mitigazione del cambiamento climatico, intervenendo su fenomeni come quello dell’isola di calore, promuovendo il benessere e riducendo lo stress. In particolare vengono utilizzate le Soluzioni Basate sulla Natura.
Uno dei principali problemi causati dai cambiamenti climatici è rappresentato dal fenomeno dell’isola di calore urbano per mitigare il quale la soluzione più efficace è rappresentata dalla componente vegetazionale e dalle soluzioni basate sulla natura

Cosa è l’isola di calore?
L’isola di calore è un fenomeno meteorologico (o microclimatico) legato all’urbanizzazione in seguito al quale il riscaldamento delle superfici artificiali impermeabili (edifici) nelle città dà origine ad arcipelaghi di calore. Le superfici si riscaldano velocemente, accumulano calore e danno vita ad aree con temperature più elevate rendendo complicata la vita nelle città. Sostituire la copertura la vegetazione – con materiali inerti, quali asfalto e cemento, che scaldandosi rilasciano calore , determina un’alterazione del bilancio energetico della città.
A causare questo fenomeno, la minore evapotraspirazione dal terreno, il maggiore assorbimento della radiazione solare da parte di infrastrutture grigie, emissioni antropiche, ecc.. Le aree con temperature più elevate sono collegate a ridotta ventilazione e ristagno dell’aria e conseguente aumento degli inquinanti, quest’ultimi favoriti da calore e radiazione solare, aumento di calore che significa anche maggior dispendio energetico. A favorire l’isola di calore la mancanza di vegetazione, l’attività antropica e con esse i trasporti, il riscaldamento, i sistemi di climatizzazione, l’uso di superfici impermeabili, alta conducibilità dei materiali costruttivi, costruzioni che intrappolano il calore o rallentano la velocità del vento, aumento dell’inquinamento atmosferico, maggior consumo di energia. Grazie all’evaporazione da parte del terreno e della vegetazione è possibile mantenere il terreno freddo durante il giorno. Questo fenomeno può dare vita a problemi di natura psicofisica, incrementare la mortalità e mettere a rischio la fascia di popolazione più fragile
Un progetto per mitigare l’isola di calore
Per cercare soluzioni al fenomeno dell’isola di calore l’UE ha deciso di promuovere “The Urban Heat Island Effect in the city of Rome” “adattamento climatico, l’effetto isola di calore urbana nella città di Roma”. Il progetto partito a luglio 2024 è coordinato da PwC Italia e vede la partecipazione di ENEA, Università di Roma Tre, Ecologic Institute di Berlino e Istituto Nazionale Austriaco di Sanità Pubblica, si inserisce nella Strategia all’Adattamento Climatico del comune di Roma (approvata lo scorso gennaio) e nella legge europea per il ripristino della natura.
In particolare si intende puntare sulle soluzioni verdi, che possano permettere di fronteggiare il fenomeno dell’isola di calore oltre a migliorare numerosi aspetti dalla qualità dell’aria, alla biodiversità fino al benessere psicofisico.
A finanziarlo l’Unione Europea – Direzione Generale attraverso il TSI (strumento di supporto tecnico) programma che fornisce ai singoli stati strumenti per la progettazione e l’attuazione delle riforme in diversi settori tra i quali clima, salute e transizione digitale.
Le attività progettuali che interesseranno due municipi capitolini I° (Centro Storico) e V° (Tiburtino Casilino), zone della capitale tra le più a rischio a causa delle elevate temperature, forniranno all’amministrazione una base tecnico scientifica per la pianificazione degli interventi, che possa essere replicata anche in altri contesti.
I dati del report di monitoraggio climatico di Roma Capitale sono la dimostrazione di quanto il progetto sia adatto alla situazione climatica della città di Roma Negli ultimi cinquant’anni, riferisce il report, si è assistito ad un aumento delle temperature medie di 1,7 °C, che nel 2024 ha raggiunto 19,7 °C e rispetto al periodo 1991 – 2020 ha visto un incremento di 2,5 °C, con un maggior numero di ondate di calore estive.

Le soluzioni basate sulla natura, 25 le proposte di Enea
Le definizioni di Soluzioni Basate sulla Natura sono molteplici, quella adottata dall’Unione Europea “soluzioni ispirate e supportate dalla natura, economicamente vantaggiose, che offrono contemporaneamente benefici ambientali sociali ed economici e contribuiscono a costruire resilienza. Tali soluzioni introducono natura e processi naturali sempre più diversificati nelle città, nei paesaggi, e nei paesaggi marini, attraverso interventi sistemici adattati localmente ed efficienti in termini di risorse”.
L’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura nel 2016 “insieme di soluzioni alternative per conservare, gestire in modo sostenibile e preservare la funzionalità di ecosistemi naturali o ristabilirla in ecosistemi alterati, che affrontino le sfide della società in modo efficace e flessibile: l’incremento del benessere umano e della biodiversità, i cambiamenti climatici, la sicurezza alimentare e idrica, i rischi di catastrofi, lo sviluppo sociale ed economico. Questo concetto abbraccia una vasta gamma di interventi dalla rigenerazione della biodiversità alla progettazione di città verdi e resilienti”.
Nel 2022 la quinta sessione dell’assemblea delle Nazioni Unite per l’Ambiente ha proposto la seguente definizione : “azioni volte a proteggere, conservare, ripristinare, utilizzare e gestire in modo sostenibile gli ecosistemi terrestri, di acqua dolce, costieri e marini, naturali o modificati, che affrontano le sfide sociali, economiche e ambientali in modo efficace e adattivo, fornendo benefici per il benessere umano, servizi ecosistemici, resilienza e biodiversità”.
ENEA con il Dipartimento di Sostenibilità, Circolarità e adattamento al cambiamento climatico dei Sistemi Produttivi Territoriali in particolare la sezione Soluzioni Integrate e Nature based per la Rigenerazione Urbana con la responsabile Dott.ssa Elisabetta Salvatori ha proposto 25 soluzioni basate sulla natura.
Alberature stradali; foreste urbane; parchi tascabili; micro foreste urbane; parcheggi verdi; implementazione del verde lungo i binari del tram, margini stradali e corridoi di traffico; fermate di autobus e tram pensate come pensiline verdi; parchi urbani; aiuole alberate per la gestione delle acque e il raffrescamento; arredi urbani verdi; pergolati vegetali; orti comunitari; giardini o orti urbani mobili; piastrelle vegetate; salotti verdi mobili per spazi pubblici; tetti, pareti e facciate verdi; giardini in facciata; giardini della pioggia; canali drenanti vegetati; barriere verdi; bacini di ritenzione; bacini di infiltrazione; cinture verdi.

Soluzioni basate sulla natura che rientrano nei servizi ecosistemici in particolare quelli di regolazione, in grado cioè di controllare gas atmosferici, acque, erosione, prevenire il dissesto idrogeologico, regolare l’impollinazione, costituire habitat per la biodiversità, garantire benefici per l’uomo.
Alcune delle possibilità individuate da ENEA come esempio pensiline verdi possono svolgere un’azione multifunzionale, raffrescano l’aria e migliorano il microclima; arredi urbani vegetati, pavimentazioni permeabili e tramvie verdi, fungono da corridoi ecologici e favoriscono l’infiltrazione delle acque piovane nel terreno oltre a far crescere la vegetazione; parchi tascabili e micro foreste creano angoli di natura su piccole superfici, ma che possono creare condizioni di sollievo dalla calura estiva.
Grazie alla collaborazione con Università Roma Tre e al coinvolgimento diretto dei cittadini, ENEA ha proposto soluzioni adattate al contesto locale, integrando anche sistemi di raccolta e riutilizzo delle acque piovane per l’irrigazione, in un’ottica di economia circolare.
Le amministrazioni comunali sono in prima fila per attuare progettualità che prevedano l’impiego delle soluzioni basate sulla natura per il contrasto all’isola di calore e non soltanto. Per questo il progetto prevede attività formative dedicate agli amministratori locali non soltanto per incrementare le competenze gestionali in materia di verde urbano ma anche per promuovere nuove professionalità “verdi” volte alla rigenerazione sostenibile delle città.
