Gravidanza: una protezione "doppia" che salva i neonati

Il vaccino anti-RSV. Immunizzare le future mamme riduce fino al 72% i ricoveri ospedalieri dei bambini per il virus respiratorio sinciziale

SALUTE
Federico Di Bello
Gravidanza: una protezione "doppia" che salva i neonati

Il vaccino anti-RSV. Immunizzare le future mamme riduce fino al 72% i ricoveri ospedalieri dei bambini per il virus respiratorio sinciziale

Il virus respiratorio sinciziale (RSV) è un nemico silenzioso che ogni inverno mette a dura prova i reparti di pediatria di tutto il mondo. Causa comune di tosse e raffreddore negli adulti, può trasformarsi in una minaccia seria per i neonati, provocando bronchiolite e, nei casi più gravi, necessità di ricovero in terapia intensiva. Ma ora una nuova arma si dimostra particolarmente efficace nella lotta contro questo patogeno: il vaccino anti-RSV somministrato alle donne in gravidanza.

Un importante studio condotto nel Regno Unito e pubblicato sulla prestigiosa rivista “The Lancet Child and Adolescent Health” ha documentato per la prima volta l’efficacia reale di questa strategia preventiva. I risultati sono sorprendenti: la vaccinazione delle future mamme può ridurre fino al 72% i ricoveri ospedalieri dei neonati con infezioni gravi da RSV.

La ricerca, coordinata dalle università di Edimburgo e Leicester insieme a una rete di 30 ospedali inglesi e scozzesi, ha analizzato 537 bambini ricoverati durante l’inverno 2024- 2025 per gravi malattie respiratorie. Di questi, 391 sono risultati positivi al virus RSV. Il dato più significativo è emerso confrontando le madri: quelle dei bambini che non avevano contratto il virus avevano il doppio delle probabilità di essere state vaccinate prima del parto rispetto alle madri dei piccoli RSV-positivi (41% contro 19%).

Ma il tempismo della vaccinazione fa la differenza. Le donne che si sono immunizzate più di 14 giorni prima del parto hanno ottenuto una protezione superiore, con una riduzione del 72% dei ricoveri, rispetto al 58% registrato per i bambini le cui madri sono state vaccinate in qualsiasi momento prima della nascita.

Il meccanismo che garantisce questa protezione è tanto semplice quanto straordinariamente efficace: gli anticorpi prodotti dalla madre in risposta al vaccino vengono trasmessi al feto attraverso la placenta, fornendo al neonato un’”armatura immunologica” che lo protegge nei primi sei mesi di vita, il periodo di maggiore vulnerabilità.

Gli esperti raccomandano quindi di vaccinarsi il prima possibile a partire dalla 28esima settimana di gravidanza. Questa finestra temporale garantisce alla madre più tempo per generare e trasmettere anticorpi protettivi al bambino, anche se il vaccino può essere somministrato fino al momento del parto.

L’RSV rappresenta la principale causa infettiva di ospedalizzazione pediatrica nel Regno Unito e nel mondo. Il virus ha vissuto un vero e proprio “exploit” dopo la pandemia di Covid-19, probabilmente a causa del calo dell’immunità di comunità dovuto alle misure di distanziamento sociale. Tuttavia, attualmente solo la metà delle donne in attesa in Inghilterra e Scozia sta ricevendo il vaccino anti-RSV, nonostante la sua comprovata efficacia.

La vaccinazione in gravidanza offre quindi una “doppia protezione” – madre e bambino – rappresentando un investimento nella salute dei più piccoli che può alleggerire significativamente la pressione sui sistemi sanitari durante i mesi invernali, quando i virus respiratori raggiungono il loro picco di circolazione.