Il caldo estremo fa male anche alla fertilità

Influisce negativamente sulla riproduzione umana perché determina una riduzione del numero di spermatozoi e può intaccare anche la riserva ovarica femminile.

SALUTE
Maria Grazia Ardito
Il caldo estremo fa male anche alla fertilità

Influisce negativamente sulla riproduzione umana perché determina una riduzione del numero di spermatozoi e può intaccare anche la riserva ovarica femminile.

La salute riproduttiva chiede protezione. Per gli scienziati il clima influenza la fertilità e la riproduzione.

Il monito viene dal congresso dell’European Society Reproduction and Embriology (Eshre) di Parigi.

L’allarme caldo è insidioso anche per concepire un figlio. L’inquinamento atmosferico e i cambiamenti climatici è certificato che minacciano sempre più la riproduzione umana, poiché incidono negativamente sulla fertilità.

E’ quanto documentano gli studiosi in un rapporto in cui si evidenzia che smog e climate change possono aggravare l’emergenza in crescita della natalità.

Un estate caldissima può far registrare meno nascite del previsto nei nove mesi successivi perché l’associazione ‘ caldo eccessivo e
inquinamento’ portano a un peggioramento del seme maschile, alterando i parametri spermatici, e una riduzione del numero di spermatozoi e danni del Dna.

Anche la riserva ovarica delle donne può essere ridotta provocando impatti negativi sia sulla riproduzione spontanea, sia sulla risposta ai trattamenti di procreazione assistita.

Il documento dell’Eshre rileva oltre 3 miliardi di persone vivono in paesi influenzati dall’elevato cambiamento climatico, con particolari ripercussioni sulla salute delle donne, dei bambini, degli anziani e di soggetti afflitti da malattie croniche.

Negli ultimi anni nella nostra pratica clinica abbiamo osservato un crescente numero di casi in cui le cause dell’infertilità appaiono sempre meno riconducibili a fattori individuali e sempre più legate a elementi ambientali” ha dichiarato Alberto Viarelli, ginecologo specialista di medicina della riproduzione e coordinatore scientifico del centro Genera Roma.

Il Viarelli ricorda che “ anche un aumento di 1-2 gradi può compromettere la spermatogenesi. Studi clinici e di laboratorio dimostrano un calo significativo del numero di spermatozoi in presenza di esposizioni croniche a temperature elevate”.

L’aumento globale del caldo, insomma, sta aggiungendo una ulteriore preoccupazione in un contesto già problematico, soprattutto in Italia, il Paese maggiormente colpito “dall’ inverno demografico”.

Nel documento finale l’Eshre invita a politiche rapide e coordinate per migliorare la qualità dell’aria e per ridurre le emissioni di CO2. Si tratta della sopravvivenza della nostra specie.