Il cambiamento di clima sta modificando il vino. Il riscaldamento globale e l’aumento delle temperature influiscono sulla crescita delle piante, i tempi della vendemmia e dove produrre il vino. Ne consegue che il sapore del vino sta diventando diverso da quello di una volta.
Il vino, infatti, ha sempre raccontato la storia del suo territorio, ogni bottiglia porta con sé non solo il vitigno o le tecniche di produzione, ma anche l’impronta del clima, del terreno e delle stagioni.
“Et però credo che molta felicità sia agli homini che nascono dove si trovano vini buoni” scriveva Leonardo Da Vinci, a conferma che la bevanda antichissima, è stata conosciuta e apprezzata in ogni epoca e nel proprio territorio.
Perfino il drammaturgo greco Eschilo tramandava “Specchio dell’immagine è il bronzo, ma il vino lo è della mente”.
Il vino, quindi, nasce con l’uomo e si evolve accompagnandolo come un amico fedele, e ne troviamo traccia dagli albori delle civiltà.
Oggi dobbiamo fare i conti con vendemmie anticipate e aumento della gradazione alcolica, ed ecco perché il surriscaldamento globale ingiunge una trasformazione delle tecniche di coltivazione, imponendo sfide crescenti ai produttori di vino.

I viticoltori, secondo molti studi che si sono susseguiti in questi anni, saranno costretti a selezionare varietà di viti più resistenti al caldo e alla siccità, oltre a modificare le tecniche di potatura e irrigazione.
Tuttavia le temperature in aumento non sono l’unica conseguenza del cambiamento climatico. Anche le precipitazioni distribuite in modo disomogeneo durante l’anno, i lunghi periodi di siccità e la maggiore intensità dei raggi solari danno vita a un vero e proprio stress per viti e tralci.
Inoltre il caldo opprimente modifica il contenuto alcolico nei vini, privandoli di acidità, sapidità e freschezza.

Infatti le uve raccolte in un clima più caldo tendono a essere meno acide portando a vini meno freschi; il caldo aumenta il contenuto di zucchero nelle uve aumentandone la gradazione alcolica e infine si modificano le varietà di aromi.
Il riscaldamento globale non riguarda solo l’innalzamento delle temperature medie. Ma cambiano le stagioni, c’è l’aumento degli eventi estremi e la fragilità di sistemi che sembravano solidi.
La viticoltura con i suoi legami profondi con il territorio e la tradizione, ora ha davanti a se una sfida importante.
E se come diceva Pablo Neruda ‘Io sono colui che conserva sulle labbra il sapore degli acini. Grappoli ammaccati. Morsi vermigli’ si cerchi di vincere le sfide e offrire ancora per secoli alla poesia la magia dei versi indimenticabili sul vino.

