In Italia un meteorite arrivato da Marte

Un campione di roccia del Pianeta Rosso studiato all’Università di Firenze

APPROFONDIMENTO
Susanna Bagnoli
In Italia un meteorite arrivato da Marte

Un campione di roccia del Pianeta Rosso studiato all’Università di Firenze

Si chiama NWA 16788, è un meteorite di quasi 25 chili, trovato in Niger, nel Sahara, nel 2023. È il più grande campione di Marte esistente sulla Terra ed è stato espulso dal pianeta rosso dopo l’impatto con un enorme asteroide: ha viaggiato per 140 milioni di chilometri nello spazio e ha attraversato l’atmosfera terrestre prima di precipitare nel deserto africano, nella regione di Agadez.

Acquistato da un importante gallerista italiano, è stato consegnato al gruppo di ricerca di Giovanni Pratesi, docente di Mineralogia del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Firenze, per essere esaminato e studiato con l’obiettivo di comprenderne meglio la natura e il processo genetico. E poche settimane fa è stato venduto all’asta da Sotheby’s a New York per una cifra superiore ai 5 milioni di dollari.

Lo straordinario pezzo è stato oggetto di due ricerche pubblicate dal team dell’Ateneo fiorentino che hanno visto protagonisti, accanto a Pratesi, Annarita Franza e Xhonatan Shehaj. I lavori sono stati condotti nell’ambito del Progetto Space It Up, partenariato esteso che si avvale del finanziamento dell’Agenzia Spaziale Italiana (ASI) e del Ministero dell’Università e della Ricerca (MUR), e a cui l’Ateneo fiorentino partecipa, insieme ad altre università, enti di ricerca e industrie, per affrontare le maggiori sfide scientifiche e tecnologiche nel campo dell’esplorazione spaziale.

“NWA 16788 – spiega Giovanni Pratesi – si è originato dalla fusione parziale di una sorgente di mantello marziano arricchito ed è caratterizzato da una struttura a grana grossa composta principalmente da pirosseno, maskelynite (vetro formatosi dall’impatto con l’asteroide, ndr) e olivina. L’origine del meteorite è stata convalidata nel 2025 dal Meteoritical Bulletin. Gli studi attuali e futuri su questo reperto eccezionale, che rappresenta il 6,5% di tutto il materiale marziano attualmente conosciuto, potrebbero portare a una revisione del sistema di classificazione dei meteoriti marziani. A prescindere dall’acquirente di questo straordinario esemplare – precisa Pratesi – due fette rimarranno comunque nel nostro Paese, e precisamente all’Università degli Studi di Firenze, come campioni tipo a disposizione della comunità scientifica italiana e internazionale”.