Il riscaldamento del mare, accelerato dai mutamenti climatici, rappresenta uno dei fattori più preoccupanti per la salute del Mediterraneo e per la sopravvivenza della sua fauna marina.
Tra le specie a rischio anche molti capisaldi della tradizione enogastronomica italiana, come le cozze, le vongole e i ricci che se esposti a temperature superiori ai 30 gradi per alcuni giorni, fanno registrare morie di massa.
E’ l’allarme lanciato dalla Fondazione Marevivo richiamando l’attenzione sulle stragi di fauna marina che stanno caratterizzando questi ultimi anni.
Altrettanto rilevanti sono le invasioni di specie aliene, se ne contano oltre mille, che stanno minacciando seriamente le specie autoctone In questo quadro le conseguenze economiche, ambientali e sociali sono ragguardevoli, oltre la grave minaccia alla salute degli ecosistemi marini.

Infatti la Fondazione ambientalista ribadisce che “i dati scientifici sono chiari: il mantenimento della biodiversità è lo strumento più efficacie nella lotta ai cambiamenti climatici, poiché rende gli habitat più resistenti nel contrasto agli effetti deleteri della crisi climatica”.
Si fanno foschi, inoltre, gli orizzonti dei produttori : dal monitoraggio della Coldiretti, infatti, emerge che causa gli effetti dell’ondata di caldo e siccità che ogni anno colpisce l’Italia, le perdite delle produzioni alimentari si aggirano a oltre tre miliardi. Nel solo delta del Po a causa della siccità e dell’aumento della salinità che creano il soffocamento delle vongole e delle cozze, si è registrata una perdita del 20% di allevamenti.
Insomma se non interveniamo e presto i nostri spaghetti cozze e vongole sono seriamente a rischio.
