Scatta l’allarme di un appartamento in piena notte, sgomma una motocicletta, una macchina che riparte dal semaforo, lo scarico di merci, frastuoni che ci creano disagio e voglia di luoghi silenziosi.
Siamo sempre più spesso infastiditi da rumori incontrollabili che assediano abitazioni, uffici, scuole. Viviamo in ambienti poco sani infestati da continui rumori.
Pensare al rumore solo come disturbo, però, è un grave errore. Non è il danno più grave l’ipoacusia, cioè la perdita permanente di vario grado della capacità uditiva, che preoccupa l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), seppure di certo provoca danni alla salute.
Si stima purtroppo che nella sola Europa sono 66.000 i morti l’anno a causa dell’inquinamento acustico, di cui 11.000 in Italia.
Infatti il rumore può provocare danni sulla salute agendo sugli organi e sugli apparati cardiovascolare, endocrino, sul sistema nervoso centrale, con numerose conseguenze.

Il rumore può uccidere è una affermazione che non si riferisce a un decesso istantaneo causato dal suono in sé, ma a un processo patologico a lungo termine. E’ un modo di dire usato per sottolineare la gravità degli effetti negativi che l’inquinamento acustico può avere sulla salute.
Il fracasso può avere effetti negativi sul sistema cardiovascolare e metabolico, aumentando lo stress e potenzialmente contribuire a malattie, ma anche i disturbi del sonno e irritabilità ne sono la conseguenza, così come il diabete e la depressione.
Tra le vittime più vulnerabili troviamo i bambini, che addirittura esposti ai rumori in modo prolungato nei primi anni di vita possono sviluppare problemi nello sviluppo cognitivo.

Ci sono studi che dimostrano come la frequentazione di scuole poste vicino a strade ad alto traffico riduce le capacità di apprendimento.
Inoltre va sottolineato che fossero adottati criteri più rigorosi sulla stima delle malattie, come quelli proposti dall’OMS, il numero delle vittime, in Europa, potrebbe essere molto più alto.
Quali potrebbero essere i rimedi? Più verde nelle città, aree di rispetto attorno alle zone residenziali, abbassamento dei limiti di velocità, rafforzamento della flotta dei mezzi pubblici, più spazio alle biciclette e all’andare a piedi.
