Preoccupa la dipendenza digitale

Interessa molti, non solo i giovanissimi. Per questo è importante sapere come viene sfruttata, come si manifesta e come difendersi al meglio

SALUTE
Pamela Preschern
Preoccupa la dipendenza digitale

Interessa molti, non solo i giovanissimi. Per questo è importante sapere come viene sfruttata, come si manifesta e come difendersi al meglio

“Economia dell’attenzione”. Una nuova tecnica con cui catturando l’attenzione viene incentivata la nostra interazione col mondo digitale al fine di raccogliere dati su di noi per poi rivenderli a scopi pubblicitari. Generando così un profitto che si misura col tempo trascorso davanti a uno schermo sia su siti web o social network.

La forza degli schemi e le tecniche occulte

Non capita spesso di chiedersi perché non si riesce a staccarsi dallo schermo, davanti cui rimaniamo a lungo e soprattutto non si riflette sul fatto che gesti come controllare le notifiche sullo smartphone, verificare lo stato dei conoscenti/amici su whatsapp, guardare gli ultimi reel pubblicati su Instagram o Facebook con regolarità ossessiva sono tutt’altro che naturali. Ebbene sì, quelli che sembrano comportamenti spontanei sono in realtà “pilotati”. Da chi? Da applicazioni che in modo subdolo cercano di farci perdere (ed è questo il caso di scriverlo) il maggior tempo possibile per perseguire l’obiettivo di raccogliere e poi vendere informazioni personali succitato.

Le tecniche che incoraggiano la dipendenza digitale sono diverse ma tutte efficaci. Partendo dalle abitudini e gusti dell’utente le piattaforme, dietro le quali lavorano esperti di scienze comportamentali e neuroscienze cognitive, psicologi e informatici offrono ambienti digitali finalizzati a trattenere lo sguardo e l’attenzione più tempo possibile. A volte con obiettivi a breve termine come stimolare acquisti online, altre di medio -lungo termine.

Tra i principali stratagemmi usate ci sono le gratificazioni sotto forma di messaggi, bonus o sorprese; il perseguimento di aspecifici obiettivi da completare per mantenere la connessione digitale quanto più a lungo possibile; l’interazione con altri utenti virtuali per creare un senso di comunità, l’adattamento e personalizzazione delle interfacce; l’invito a scrollare continuamente attraverso algoritmi e contenuti vari.

Gli effetti della dipendenza digitale

Tra gli indicatori di una dipendenza dal digitale, ovvero comportamenti spia di un abuso o cattivo uso dello stesso, il più comune è la ricerca di uno specifico contenuto con uno scopo preciso per poi esser distratti da altro. Succede a oltre il 50% del campione analizzato (circa 590 persone su mille). Un altro è l’impulso irresistibile a riprendere lo smartphone subito dopo averlo posato, o la sensazione di ansia da cui si sentono sopraffatti quando la batteria si scarica. E ancora il tentativo, vano, di ridurre il tempo trascorso online .

Talvolta la dipendenza si manifesta con sintomi come la perdita di interesse per tutto il resto, irritabilità, ansia, sintomi depressivi, insonnia o disturbi dell’umore quando si è disconnessi e con l’interferenza continua di contenuti digitali con il lavoro, lo studio e le relazioni personali.

A livello psicologico si può sperimentare anche una diminuzione dell’autostima e un aumento dell’insicurezza mentre a livello fisico dolori a carico del collo e della schiena, sindrome del tunnel carpale, problemi della vista.

Tra i segnali di cui tenere conto ci sono anche la tendenza a mentire sull’uso del web e l’isolamento sociale.

Le vittime e i fattori di rischio

Particolarmente colpiti dalla dipendenza digitale sono i giovanissimi e i giovani, in particolare i bambini e gli adolescenti dall’età compresa tra i 14 anni e i 21 anni con effetti nocivi, soprattutto per i più piccoli, sullo sviluppo della sfera cognitiva ed affettiva.

Negli adolescenti un fattore di rischio è dato dalla vulnerabilità legata allo sviluppo e alla costruzione della personalità e ricerca dell’identità. Ecco che una bassa autostima e difficoltà relazionali possono indurre a un abuso del digitale, un ambiente spesso considerato incoraggiante, una sorta di “comfort zone”.

Altro elemento è l’assenza di limiti e regole nell’uso di smartphone, portatili, e computer, o il mancato controllo su questi. Positivo a questo proposito è il divieto, appena entrato in vigore nelle scuole italiane, dell’uso degli smartphone e che riguarda anche gli orari di pausa e ricreazione.

La dipendenza da internet tuttavia interessa anche gli adulti con diversi fattori di rischio tra cui: stress lavorativo, solitudine, insoddisfazione personale, disoccupazione problemi relazionali. In entrambe e le fasce d’età, tuttavia internet viene sempre vissuta come un rifugio.

La tecnologia digitale: come gestirla e difendersi dai suoi pericoli

Nonostante i pericoli a cui può esporre l’uso del digitale la tecnologia per sé non è da censurare, tutt’altro: i progressi in questo settore sono auspicabili perché fonti di benefici e utilità; tuttavia occorre conoscere il suo impatto positivo così come quello negativo e talvolta persino dannoso sulle nostre vite e scegliere ciò che è benefico e non nocivo per la nostra salute. È difficile resistere alle tentazioni dello schermo e alle tecniche sempre più raffinate di algoritmi che governano il web e i social media e che mettono a dura prova e sempre più spesso sconfiggendo, la razionalità.

Eppure è possibile non lasciarsi sopraffare dal digitale sfruttando la consapevolezza.

Quello che conta è dedicare al mondo digitale tempo e attenzione in modo conscio e razionale, attraverso dei semplici gesti come silenziare le notifiche meno importanti o attivare la modalità “Non disturbare” per concedersi momenti di pausa dallo schermo.

Notare il tempo trascorso online è un’altra ottima abitudine, riducendolo se necessario in modo consapevole, senza provare senza di colpa ma con l’intenzione di ritrovare un equilibrio necessario alla nostra salute. Con la conseguenza di aumentare i momenti dedicati alla socializzazione offline, alle passeggiate all’aria aperta, allo sport o semplicemente riscoprire gli hobby del passato, quelli che non richiedono la presenza digitale.

Insomma misure utili per evitare l’isolamento sociale e tornare a godersi una vita autentica, riscoprendo il piacere della concretezza.