S_N PASSIONI: I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI – SPECIALE APPROFONDIMENTO
IL PRIMO ANIME GIAPPONESE TRASFORMATO IN TELEFILM AL MONDO: FENOMENO KISS ME LICIA – OTTAVA PARTE
Il 3 ottobre 1986 prese il via su Italia 1 il primo telefilm al mondo, escludendo il Giappone, ispirato a un anime, ad un cartone animato nipponico. IL SUCCESSO DI KISS ME LICIA FU TALMENTE TRAVOLGENTE che Alessandra Valeri Manera, responsabile della fascia ragazzi Fininvest, prese una decisione EPOCALE, grazie al supporto della Merak Film, che ha cambiato la storia del mondo televisivo europeo e non solo. I protagonisti animati, si trasformarono in personaggi in carne ed ossa

La serie animata di 42 episodi, intitolata Ai shite knight (Amami, mio cavaliere), conosciuta in Italia come Kiss me Licia, non ebbe un grande successo in patria. Le avventure romantiche di Mirko e Licia, trasmesse in Giappone nel 1983, non conquistarono il cuore del pubblico nipponico, e l’anime rimase chiuso nei magazzini della casa produttrice, poiché si riteneva che nessun altro Paese avrebbe accettato di mandare in onda una serie profondamente radicata nella cultura del Sol Levante, specialmente con un finale realizzato in fretta e furia. Alle fiere televisive internazionali, come il MIPCOM di Cannes, la casa di produzione Toei Doga non investì nella promozione di Ai shite knight, considerandola, appunto, un fallimento. Ai compratori internazionali che partecipavano alle trattative, il cartone animato non veniva nemmeno proposto. Tutto cambiò quando Alessandra Valeri Manera, responsabile degli acquisti delle ex reti Fininvest, si presentò all’appuntamento. Esperta nel prevedere umori, gusti e desideri dei telespettatori, Valeri Manera acquistò vari titoli, ma la sua attenzione fu catturata soprattutto dal trascurato Ai shite knight.
È il 1999: Alessandra Valeri Manera e Nicola Bartolini Carrassi si trovano nell’ufficio della capostruttura della fascia ragazzi Mediaset a Cologno Monzese, come spesso accade. Questa volta però non lavoreranno ad una serie di punta da inserire in Bim Bum Bam
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NBC – Al momento della messa in onda non c’era in progetto un disco?
AVM – Assolutamente no! Adattammo le canzoni, ma senza ambizioni discografiche. La compilation venne messa in commercio con la seconda programmazione di Licia, tra l’altro in concomitanza con il Festival di Sanremo. Sotto l’aspetto distributivo e promozionale non avremmo potuto scegliere un momento peggiore! Eppure, fortuna per noi, il caso sconvolse ogni logica.
NBC – Dalla pubblicazione di un disco alla trasformazione di Kiss me Licia in telefilm il salto è stato grande?
AVM – Noi volevamo continuare, anche perché oltre tutto la storia non aveva una conclusione nel cartone animato: Mirko partiva per gli Stati Uniti, mentre Licia rimaneva ad aspettarlo. Purtroppo, non trovammo un modo per poterlo produrre ancora in animazione, così non restò che l’alternativa del telefilm: la storia si adattava a una continuazione del genere. È stata la prima volta in Europa che si è passati da un cartone a un telefilm. Fu una grande soddisfazione lavorare in Italia, con troupe e cast nostrani.
NBC – Costò molto riproporre scenografie e costumi fedeli al cartone, soprattutto in termini di impegno?
AVM – Nella prima serie, Gian Luigi Mangano ricostruì perfettamente il ristorante di Marrabbio, le camere dei due protagonisti e la sala prove.
NBC – Per interpretare Licia fu scelta Cristina D’Avena come protagonista. Una decisione senza dubbi?
AVM – Volevamo mostrare finalmente il volto di Cristina. Tutti conoscevano la sua voce, ma pochi l’avevano vista di persona; inoltre, Cristina assomigliava tantissimo a Licia. Insomma, era la persona giusta arrivata al momento giusto. La decisione di affidare la parte a lei fu immediata, e su questo fummo tutti d’accordo.
NBC – Le prime due serie si sono mantenute uguali al cartone; poi, dopo Licia dolce Licia, in Teneramente Licia (1988) sono cambiate molte cose. Come mai?
AVM – Mirko e Licia alla fine della seconda serie si sposano. Il tempo passa anche per i personaggi di un telefilm. Crescevano, c’erano nuove esigenze. Rispetto alla serie, però, non parlerei di cambiamento, bensì di sviluppo.
NBC – È successo anche con la colonna sonora: lo stile del gruppo è cambiato con il tempo.
AVM – La prima compilation del telefilm doveva riprendere in pieno lo stile dei Bee Hive. Ma con Licia dolce Licia la melodia cominciò, se vogliamo, a evolversi. Inizialmente non volevamo che il passaggio dal cartone al telefilm fosse troppo brusco, ma poi cominciammo a sentirci più liberi.
NBC – Con la terza serie si assiste al debutto di Licia come cantante…
AVM – Proprio per questo dovevamo trovare un punto di contatto tra lo stile dei Bee Hive e quello di Cristina. Le lettere e le richieste del pubblico aumentavano: volevano assolutamente che Licia cantasse nella band… Di fatto, tutte le scelte sono nate in realtà per accontentare il pubblico dei giovani e giovanissimi: sono sempre loro che in un certo senso ci guidano, e noi cerchiamo di non dimenticarlo mai.

Per oltre trent’anni, Alessandra Valeri Manera concesse non più di cinque interviste*. Questa è una di quelle, ed è l’unica in cui parlò di Licia. La registrammo nel suo ufficio di Cologno Monzese. Ancora oggi, ciò che ci fu raccontato rimane raro ed esclusivo, come le parole pronunciate da Valeri Manera e Cip Barcellini
*Due al Corriere dei Piccoli negli anni ’80, una terza nel ’93 a Mangazine, questa, la quarta, pubblicata parzialmente nei settimanali ‘Sailor Moon’ manga Star Comics, e apparsa nel libro ‘IF’ e nel mio ‘Il grande libro di Cartoni&Tv’ di Sperling & Kupfer. A ciò si aggiunge un comunicato sui quotidiani per Sailor Moon Star. Successivamente, sono arrivate le interviste a Radio Animati e, recentemente a Vinile by Sprea (continua)
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