Infrastrutture e territorio, Sicilia avanti su più fronti

Ferrovie, incontro del tavolo tecnico sul raddoppio Catania-Messina, stazione di Taormina. Fiumi, investiti quest’anno 16 milioni per 134 interventi

INFRASTRUTTURE
Francesca Franceschi
Infrastrutture e territorio, Sicilia avanti su più fronti

Ferrovie, incontro del tavolo tecnico sul raddoppio Catania-Messina, stazione di Taormina. Fiumi, investiti quest’anno 16 milioni per 134 interventi

Infrastrutture e opere per il territorio siciliano: l’isola della Trinacria avanza su più fronti.

Primo incontro, nei giorni scorsi, a Palazzo d’Orléans per il tavolo tecnico permanente istituito alla Presidenza della Regione Siciliana per ottimizzare il progetto del raddoppio ferroviario della tratta Catania-Messina, stazione di Taormina e interconnessione con Letojanni. All’incontro erano presenti il dirigente generale della Protezione civile regionale Salvo Cocina, il dirigente generale del dipartimento delle infrastrutture Salvatore Lizzio, il sindaco di Taormina Cateno De Luca, il commissario di governo per l’opera Filippo Palazzo, i rappresentanti di Rfi e Italferr. La riunione è stata coordinata da Simona Vicari, esperta per le infrastrutture del presidente della Regione.

«Continuiamo a seguire con attenzione questo progetto – dice il presidente Renato Schifani – che garantirà sicuramente importanti benefici al territorio e che si integrerà con la grande infrastruttura del Ponte sullo Stretto. L’obiettivo è fare in modo che chi vive o chi arriva in Sicilia possa fruire di trasporti veloci, efficienti e frequenti, soprattutto in una zona ad altissima vocazione turistica come quella di Taormina. Parallelamente, non possiamo trascurare l’impatto che questi lavori avranno sulle aree interessate e per questo puntiamo molto sul dialogo e sul confronto tra Regione, istituzioni locali e rappresentanti di Rfi».

Tra le problematiche affrontate dal tavolo tecnico, le ripercussioni dei lavori sull’assetto del comprensorio, il collegamento diretto al centro storico di Taormina dalla stazione ferroviaria interrata, soluzioni alternative all’interconnessione con la stazione di Letojanni, il collegamento viabile tra la stazione di Trappitello e il centro di Taormina, il collegamento stabile tra l’aeroporto di Catania e la stazione ferroviaria di Fontanarossa.

«Voglio ringraziare il presidente della Regione – afferma il sindaco di Taormina Cateno De Luca – perché attraverso l’istituzione di questo tavolo permanente ha consentito ai territori di poter evidenziare le criticità originarie che c’erano in questa progettualità, ma soprattutto di proporre delle migliorie che consentano di ottenere un impatto mitigativo e una possibile modifica del progetto ancora più funzionale rispetto alla previsione originaria. Questo consentirà anche di poter collegare meglio l’aeroporto di Catania con la stazione di Taormina e con la città di Messina, quindi una revisione complessiva che renderà ancora più razionale ed efficace l’intervento».

Il tavolo tecnico è stato istituto lo scorso 16 giugno e altri incontri saranno programmati nelle prossime settimane.

Nel frattempo buone notizie arrivano anche sul fronte della mitigazione del rischio idrogeologico.

Un piano straordinario di 134 opere e interventi sui corsi d’acqua siciliani, realizzato nei primi 8 mesi dell’anno con un investimento da parte della Regione di 16 milioni di euro. Sono i numeri diffusi dall’Autorità di bacino della Presidenza della Regione, relativi al 2025, che fanno riferimento alle azioni messe in campo dalla struttura per garantire la tutela del territorio.

Con questo piano straordinario di interventi si vanno a tutelare i territori più fragili, tutelando al tempo stesso la sicurezza dei cittadini. La Regione Sicilia continuerà a investire nella cura dei corsi d’acqua e nella manutenzione del suolo.

Nel dettaglio, gli interventi portati avanti dalla struttura guidata da Leonardo Santoro sono stati così ripartiti: 47 in regime di convenzione con i Comuni nel cui territorio scorre il corso d’acqua; 13 in convenzione con l’Ente sviluppo agricolo (Esa); 7 attuati direttamente dall’Autorità di bacino; 67 realizzati grazie alle risorse del Fondo per lo sviluppo delle montagne italiane (Fosmit). Le attività hanno riguardato, prevalentemente, la messa in sicurezza dei corsi d’acqua, la risagomatura degli argini, la rimozione di materiale accumulato, l’eliminazione della vegetazione invasiva, oltre al completamento e alla realizzazione di opere di difesa idraulica e di tutela del suolo, previste nei piani regionali di settore.