Dopo cinquant’anni il 4 ottobre tornerà ad essere Festa nazionale. È arrivato oggi in Senato il via libera definitivo: dal 2026 verrà dunque ripristinata la festività che celebra San Francesco d’Assisi. Si tratta di una pagina significativa della storia civile e spirituale del Paese, non solo l’omaggio al patrono d’Italia, ma il riconoscimento di un messaggio universale che attraversa i secoli: fraternità, pace, rispetto per ogni creatura. In un’epoca segnata da divisioni e crisi ambientali, la figura del “poverello” risuona più attuale che mai.
Con l’approvazione odierna da parte del Parlamento, la festa nazionale di San Francesco d’Assisi entra così ufficialmente nel calendario civile italiano. La ricorrenza, già celebrata in ambito religioso il 4 ottobre, assume ora un valore istituzionale. L’obiettivo dichiarato è promuovere una giornata dedicata alla pace, al dialogo interreligioso e alla tutela dell’ambiente, temi cari al Poverello e di forte attualità. Scuole e amministrazioni saranno invitate a organizzare iniziative pubbliche, mentre resta facoltativa la chiusura degli uffici.
Si parla di un ritorno perché la festa in realtà era stata inizialmente introdotta nel maggio del 1949 e poi soppressa il 5 marzo del 1977. Oggi la svolta e il ritorno di quello che è molto più che un giorno di riposo. Un modo_ dicono i francescani _ per ricordarci che la vera festa è costruire ogni giorno un Paese più giusto e umano. Il prossimo 4 ottobre 2025, sabato, ad Assisi alle celebrazioni per San Francesco anche la premier Giorgia Meloni e il ministro della Cultura Giuli.
