Infrastrutture, ferrovie e ambiente: passi avanti in Sicilia che strizza l’occhio a ecologia e mobilità.
«La flotta regionale si arricchisce di due nuovissimi treni elettrici ecologici per migliorare la mobilità nell’Isola, raggiungendo in tutto il numero di cento convogli che rendono la nostra isola prima d’Italia per numero di treni regionali». Lo ha detto l’assessore alle Infrastrutture e alla mobilità della Regione autonoma della Sicilia, Alessandro Aricò, intervenuto alla presentazione degli ultimi due treni elettrici monopiano del Regionale di Trenitalia, consegnati alla Regione Siciliana.
I due treni presentati si aggiungono ai precedenti, in tutto 25 treni elettrici, quasi del tutto ecologici. Perché? Perché, dati alla mano, il 90% dei materiali che li compongono potrà essere riciclato una volta arrivati a fine vita. I convogli possono ospitare oltre 500 passeggeri e sono dotati di postazioni di ricarica per tablet o cellulari e spazi per portare a bordo la bici. Inoltre, questi treni produrranno il 30% in meno di anidride carbonica. Grazie al contratto di servizio con Ferrovie dello Stato la Sicilia sta rinnovando e rendendo più efficiente il trasporto rotabile in Sicilia, anche nell’ottica del rilancio turistico della regione, superando così quel divario infrastrutturale che si era accumulato nel corso dei decenni.
Nel frattempo si registrano passi avanti nei progetti di ampliamento e nuovi servizi in alcuni nodi ferroviari significativi in zone ad alta vocazione turistica in Sicilia. È stato il futuro delle stazioni di Taormina, nel Messinese, e di Cefalù, nel Palermitano, il tema al centro di due tavoli tecnici che si sono svolti a Palazzo d’Orléans, coordinati da Simona Vicari, esperta per le infrastrutture del presidente della Regione. Presenti agli incontri il dirigente generale del dipartimento regionale delle Infrastrutture, Salvatore Lizzio, il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, il sindaco di Cefalù, Daniele Tumminello, il commissario di governo per gli interventi infrastrutturali relativi alla linea ferroviaria Palermo-Catania-Messina, Filippo Palazzo, alcuni rappresentanti di Rfi e Italferr.

In particolare, la nuova riunione del tavolo tecnico istituito alla Presidenza della Regione e voluto dal governatore Renato Schifani, per ottimizzare il progetto del raddoppio ferroviario della tratta Catania-Messina-Stazione di Taormina e interconnessione con Letojanni, ha permesso di definire il percorso per l’ottimizzazione del progetto della nuova stazione di Taormina, accogliendo tra l’altro le istanze della comunità cittadina per mitigare l’impatto sulla viabilità.
È stato, inoltre, presentato e condiviso il nuovo studio per la stazione di Cefalù, che recepisce le richieste del territorio per la riduzione di impatto che la nuova infrastruttura potrà generare. Tra i temi trattati anche quello del collegamento tra la fermata ferroviaria Fontanarossa, a Catania, e l’aerostazione etnea.
Infine buone notizie sul fronte dell’ambiente: circa 13 milioni di euro per contrastare il cambiamento climatico attraverso la rinaturalizzazione dei suoli degradati nei centri abitati e nelle aree urbane. È questo l’obiettivo dell’avviso pubblicato dalla Regione Siciliana e finanziato con circa 13 milioni di euro del Fondo per il contrasto del consumo di suolo 2023-2027, istituito dal ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica e destinato a tutte le Regioni italiane.

«Incrementare le aree verdi e rendere permeabili zone che adesso sono ricoperte da asfalto o cemento – commenta l’assessore al Territorio e all’ambiente Giusi Savarino – permetterà non solo di abbassare i picchi di calore ma anche di assorbire le bombe d’acqua che i sistemi fognari attualmente non riescono a convogliare, oltre a migliorare la vivibilità delle nostre città e dei nostri piccoli centri. Un’iniziativa che punta a rendere migliore e più sostenibile il futuro della nostra Isola».
Il bando del dipartimento Ambiente invita gli enti locali della Sicilia (Comuni, Città metropolitane e Liberi consorzi) a proporre progetti che incrementino gli spazi verdi pubblici attraverso il recupero di aree che presentano deterioramento del suolo e degrado degli ecosistemi. Tra gli interventi finanziabili: demolizioni di manufatti edilizi, integrazione e arricchimento del suolo, piantumazione di alberi o siepi, creazione di orti pubblici, installazione di sistemi e opere per il recupero delle piogge. I Comuni si impegnano, inoltre, a introdurre sulle zone riqualificate il vincolo di “area verde inedificabile a uso pubblico” (pena la perdita dei fondi).
