I giovani italiani non sono indifferenti alla politica.
Non sono le manifestazioni di questi giorni a rivelare questa che per molti ‘boomers’ è una novità, ma una ricerca condotta dalle Acli e Iref.
Salario, clima, salute mentale e violenza di genere sono i temi più gettonati dagli intervistati, a dimostrazione che le nuove generazioni seguono e partecipano alla vita sociale più di quanto spesso si lasci intendere.
“Nè dentro né contro? I giovani e la politica” è la ricerca presentata nei giorni scorsi dalle Acli e dove si legge: ‘ i giovani seguono con attenzione l’attualità politica, con sensibilità diverse a seconda delle collocazioni culturali e ideali’.
Bamboccioni, incapaci di crescere e tagliare il cordone ombelicale con le famiglie, di conquistare l’autonomia, quanta letteratura è cresciuta sui ragazzi.
Ministri, politici, sociologi la classe dirigente di questo Paese negli ultimi decenni si è cimentata nello sminuire sistematicamente coloro che fino a ‘ieri’ erano considerato il simbolo del futuro. Invece gli intervistati dalle Acli mostrano idee ben precise: oltre il 40% cita il cambiamento climatico e il salario minimo tra i temi principali, il 34% la violenza di genere e la salute mentale.
Su una scala da 1 a 10, attribuiscono punteggi alti all’impegno per i diritti, ambiente e giustizia sociale, con valori tra 7 e 8 nella quasi totalità delle cause proposte come l’impegno per i diritti umani, la lotta alla povertà, la giustizia sociale, la tutela dell’ambiente.

C’è ovviamente un però, forse proprio quello all’origine dei cattivi giudizi di cui sono stati vittime, oltre un quarto degli intervistati non individua alcun partito o candidato che li rappresenti o sia in grado di poterli rappresentare.
E’ il segno distintivo della distanza dalle forze politiche tradizionali, ma anche l’avvertimento che i ragazzi stanno cercando nuove forme di rappresentanza più autentiche e inclusive.
“Questi dati ci confermano che la democrazia non si rigenera dall’alto, ma dal basso” – ha commentato Emiliano Manfredonia, presidente nazionale di Acli. “E’ nella partecipazione dei giovani, nella capacità di elaborare nuove domande e proporre strade diverse, che possiamo trovare la forza per sanare la frattura sempre più evidente tra cittadini e politica” ha concluso.
I ragazzi si sono espressi chiaramente ora tocca a noi offrire loro una sponda, gli spazi perché la loro energia diventi forza concreta del cambiamento e della crescita dell’Italia.
