FENOMENO KISS ME LICIA - DODICESIMA PARTE

In questa rubrica analizziamo gli anime giapponesi, dagli anni ‘70 ad oggi, considerati non più prodotti per bambini, ma oggetto di arte, collezionismo e
passione…
Il nostro compito è anche quello di comprendere, analizzare, e fare luce sui meccanismi che hanno influenzato la versione italiana di tante opere nipponiche
giunte in Italia, spesso oggetto di modifiche e cambiamenti radicali rispetto all’originale.

RUBRICA
a cura di Ryancreation Cove
FENOMENO KISS ME LICIA - DODICESIMA PARTE

In questa rubrica analizziamo gli anime giapponesi, dagli anni ‘70 ad oggi, considerati non più prodotti per bambini, ma oggetto di arte, collezionismo e
passione…
Il nostro compito è anche quello di comprendere, analizzare, e fare luce sui meccanismi che hanno influenzato la versione italiana di tante opere nipponiche
giunte in Italia, spesso oggetto di modifiche e cambiamenti radicali rispetto all’originale.

S_N PASSIONI: I GRANDI MITI ANIMATI NIPPONICI – SPECIALE APPROFONDIMENTO

IL PRIMO ANIME GIAPPONESE TRASFORMATO IN TELEFILM AL MONDO: FENOMENO KISS ME LICIA – DODICESIMA PARTE

Il 3 ottobre 1986 prese il via su Italia 1 il primo telefilm al mondo, escludendo il Giappone, ispirato a un anime, ad un cartone animato nipponico. IL SUCCESSO DI KISS ME LICIA FU TALMENTE TRAVOLGENTE che Alessandra Valeri Manera, responsabile della fascia ragazzi Fininvest, prese una decisione EPOCALE, grazie al supporto della Merak Film, che ha cambiato la storia del mondo televisivo europeo e non solo. I protagonisti animati, si trasformarono in personaggi in carne ed ossa

La serie animata di 42 episodi, intitolata Ai shite knight, conosciuta in Italia come Kiss me Licia, non ebbe un grande successo in patria. Le avventure romantiche di Mirko e Licia, trasmesse in Giappone nel 1983, non conquistarono il cuore del pubblico nipponico, e l’anime rimase chiuso nei magazzini della casa produttrice, specialmente con un finale realizzato in fretta e furia.

Tutto cambiò quando Alessandra Valeri Manera, responsabile degli acquisti delle ex reti Fininvest, acquistò la serie. Di ritorno dal mercato televisivo di Cannes, dove incontrò il fidato Galatoli, Valeri Manera assegnò il doppiaggio degli episodi di Kiss me Licia alla Merak Film. La serie ebbe un tale successo che bisognava creare un seguito.

Dopo infinite riunioni si arrivò a una soluzione che pareva folle: trasformare i protagonisti dell’anime in attori in carne e ossa. Alla Merak nessuno si spaventò, anzi, si cominciò a studiare il cartone animato in ogni minimo particolare affinché la trasposizione potesse essere credibile. Tutto, nella realtà, doveva dare le stesse emozioni della versione anime.

Per il ruolo di Mirko la scelta cadde su un giovane napoletano, modello per foto e sfilate, Pasquale Finnicelli. Come per tutti i personaggi, gli attori di Love me Licia, furono doppiati con le stesse voci di Kiss me Licia.

Ed è proprio con il mitico Ivo de Palma che continuiamo il nostro mega approfondimento dedicato a Licia. Per farlo, ecco un estratto del podcast ‘Notte Piccola per Miss Marple’; la trascrizione è apparsa per la prima volta in esclusiva sul trentennale di Cartoni & Tv pubblicato da Sprea Editori. Continua dall’uscita precedente.

Nick: Mirko era un moderno Frankenstein: la voce parlata era tua, quella cantata di Enzo Draghi, volto e fisico di Pasquale… E non è finita qui: le mani di Mirko, inquadrate a mezzo busto in primo piano sui tasti della Roland, erano di Ninni Carucci!
Ivo: Questa delle mani di Carucci mi mancava!

Nick: Abbiamo le prove! Le foto di Carucci che si mette la stessa felpa di Pasquale per fare i primi piani. Ormai bisogna svelare un po’ di backstage segreti, come quando cadde il muro di Berlino… Wikileaks…
Ivo: (Ride) Il problema è che oltre a essere passato molto tempo, ero semplicemente un ragazzino che veniva chiamato a fare questa cosa. Ero all’oscuro di tutto quanto, di come veniva gestito eccetera.

Nick: Ci fu un lasso di tempo molto breve tra il vostro doppiaggio e la messa in onda. Non so se siete andati in onda doppiando. Ti sei riascoltato la sera su Italia1?
Ivo: Come ho detto molte volte, diciamo che ogni volta che risento quell’interpretazione spaccherei il televisore (ride). Perché ora vorrei rifarle meglio, anche se all’epoca…

Nick: Eri contento?
Ivo: Naturalmente! Alcuni doppiatori li riconosci subito, mentre per altri – e per me all’epoca anche con i miei amici era così – c’è differenza tra la voce “da televisione”, e quella del parlato di tutti i giorni. Ma al di là di questo, fu un momento per me importantissimo, una sorta di consacrazione, nonché la prova che bene o male avessi scelto la strada giusta. È stato anche confortante poter dimostrare ai miei genitori, che mi avevano sempre appoggiato, di non aver fatto una scelta campata in aria, anche se non si trattava del solito impiego statale.

Nick: Un esordio trionfale perché buona parte d’Italia seguì Kiss me Licia. Grazie Ivo…Alla prossima chiacchierata!
Ivo: Grazie a te Nicola!

Una nota di Nicola B. Cararssi

Ascoltavo Ivo De Palma quando seguivo in tv i miei anime preferiti, sognando di lavorare lì, proprio dove c’era lui! Una volta arrivato a Milano, cercando la mia strada per arrivare all’obiettivo – Alessandra Valeri Manera – ho conosciuto un amico, e non ho dubbi nel dire che Ivo De Palma sia l’attore che ho intervistato più volte in questi 35 anni! Per almeno un anno, Ivo fu infatti il primo e unico doppiatore ad accettare di venire come ospite alle fiere del fumetto. Erano i primi Anni ‘90, e faticai non poco a convincere i doppiatori, che presto sarebbero diventati miei colleghi, che c’era un pubblico pronto ad accoglierli e ad ascoltarli durante incontri live, senza microfoni e soprattutto con il loro volto e non quello dei loro personaggi. Oggi è una cosa normale incontrarli a una fiera o evento, ma un tempo oltre alla difficoltà nel convincere loro, era difficile convincere anche gli organizzatori delle fiere, sia quelli di Lucca che quelli di Roma e di Milano. Io però non avevo intenzione di demordere, e finalmente ebbi un’altra adesione, quella di Emanuela Pacotto, con la quale ebbe inizio la Golden Age dei Seiyuu Italiani… Ma questa è un’altra storia.

Come ho scritto, questa intervista del podcast, (risale al 2012 ma le informazioni che svela non sono mai state date alle stampe sino al numero dle Trentennale di Cartoni & Tv Cult), non fu né la prima né l’ultima volta che ebbi modo di parlare con Ivo. Pochi mesi dopo, lo avrei premiato all’Anime Globe di Novegro come voce degli anime più amata di tutti i tempi.

Non esagero descrivendolo non solo come amico e collega, ma anche grande maestro del doppiaggio, voce inimitabile che appartiene alla nostra infanzia, e non solo.

Lo speciale Licia… Continua!!! Nella prossima uscita un’esclusiva assoluta: parla Germano di Mattia uno dei nuovi Bee Hive più amati. (continua)

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