Perugia – L’Azienda Ospedaliera di Perugia compie un passo significativo nel campo della terapia del dolore con i primi impianti di neurostimolatori midollari e periferici eseguiti presso il Centro di Medicina del Dolore. Si tratta di un trattamento altamente innovativo che permette di controllare il dolore cronico senza l’uso continuativo di farmaci, rappresentando una valida alternativa per i pazienti che non rispondono alle terapie farmacologiche o chirurgiche convenzionali.
Ma come funziona il neurostimolatore?
“In modo simile a un pacemaker – spiega una nota dell’ospedale -: un generatore di impulsi viene impiantato sottocute e, attraverso elettrodi posizionati nel midollo spinale o in prossimità di specifici nervi, invia stimoli elettrici in grado di modulare o bloccare i segnali dolorosi”.
“Questi interventi rappresentano un’importante evoluzione nella gestione del dolore cronico – dice il dottor Massimo Renzini, responsabile del Centro di Medicina del Dolore -. L’adozione di tecniche e procedure avanzate ci permette di offrire soluzioni personalizzate anche a pazienti molto complessi, migliorando sensibilmente la loro qualità di vita”.
I primi casi trattati con successo?
“Due. Il primo riguarda una paziente di 46 anni affetta da grave dolore pelvico post-operatorio a seguito di resezione del colon-retto nel 2019 che, dopo tentativi infruttuosi in centri specialistici in Toscana e Lombardia, ha trovato sollievo grazie all’impianto di due elettrocateteri in sede sacrale tramite accesso dal forame coccigeo, con possibile estensione peridurale per il controllo del dolore addominale. L’intervento, eseguito in anestesia locale con guida radiologica, prevede una degenza media di tre giorni. Il generatore, posizionato in sede sottocutanea sopra-glutea o addominale, viene programmato per funzionare autonomamente, ma può essere regolato dal paziente anche tramite telecomando. Il secondo caso invece ha riguardato un paziente di 76 anni con emicrania cronica refrattaria a farmaci, tossina botulinica e blocchi antalgici al quale, in anestesia locale e sedazione, sono stati impiantati due elettrodi in corrispondenza dei nervi occipitali con accesso retro-nucale, in procedura eco- e radioguidata, collegati a un generatore ricaricabile posizionato a livello lombare”.

Chia ha eseguito gli interventi?
“Una equipe composta dal dottor Massimo Renzini in collaborazione con la dottoressa Giulia Pedini, presso la sala operatoria del Centro di Medicina del Dolore di Anestesia e Rianimazione, diretto dal dottor Fabio Gori, con il supporto del personale infermieristico e dei tecnici di radiologia”.
Soddisfatto il Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera, Antonio d’Urso: “Mi congratulo – ha detto – con tutto il team per aver portato a Perugia uno dei trattamenti più innovativi nella terapia del dolore. Questi interventi ci collocano tra le strutture all’avanguardia a livello nazionale”.
Anche la Presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, ha sottolineato l’importanza del risultato: “È motivo di orgoglio poter offrire ai cittadini umbri tecnologie e competenze di eccellenza, garantendo nuove speranze a chi fino a ieri non aveva alternative terapeutiche’.
