Il rapporto annuale “Mare Monstrum 2025” di Legambiente, pubblicato il 4 settembre, dipinge un quadro allarmante per le coste e i mari italiani.
Il 2024 si è rivelato un “annus horribilis” a causa di un’impressionante crescita delle aggressioni criminali al patrimonio marino. I numeri parlano chiaro: sono state accertate 69.753 violazioni totali, una media di 9,5 infrazioni per ogni chilometro di costa, pari a una ogni 105 metri.
Questo boom dell’illegalità non solo danneggia un patrimonio inestimabile di bellezza e biodiversità, ma si conferma come un’attività redditizia per la criminalità organizzata.
I dati del report mostrano una drammatica impennata delle violazioni, sia penali che amministrative.
- Reati accertati: Sono stati 25.063, con un aumento del +9,2% rispetto al 2023. Oltre la metà di questi reati (50,5%) si concentra nelle quattro regioni a tradizionale presenza mafiosa: Campania (4.208), Sicilia (3.155), Puglia (2.867) e Calabria (2.433).
- Illeciti amministrativi: Hanno registrato un’impennata ancora più consistente, arrivando a 44.690, con una crescita del +21,4% rispetto all’anno precedente.
Le piaghe del mare italiano
Il rapporto identifica quattro categorie principali di illeciti, che si confermano le piaghe più profonde per le nostre coste:
- Cemento illegale: Con 10.332 reati (+0,7%), l’abusivismo edilizio continua a essere la principale forma di aggressione, costituendo il 41,2% del totale dei reati.
- Inquinamento: Questa categoria, che include la mala depurazione e lo smaltimento illegale dei rifiuti, ha visto la crescita più preoccupante, con 7.925 reati e un balzo del +24,4%.
- Pesca di frodo: I reati legati alla pesca illegale sono stati 4.553, in aumento del +6,7%.
- Violazioni del Codice di navigazione: Anche queste infrazioni, spesso compiute in aree marine protette, sono aumentate del +9,4%, raggiungendo i 2.253 reati.
L’abusivismo edilizio resta una piaga profonda, alimentata dalla percezione di un “diritto” al godimento privato del mare e dalla scarsa efficacia delle istituzioni, soprattutto a livello comunale.

Le proposte di Legambiente
Il rapporto “Mare Monstrum 2025” non si limita a denunciare, ma presenta un piano concreto per tutelare l’ambiente marino. Le 10 proposte di Legambiente sono rivolte al Parlamento e al Governo e si concentrano su:
- Contrasto all’abusivismo edilizio e alle occupazioni del demanio.
- Investimenti nella depurazione e nel riuso delle acque, essenziale anche per il settore agricolo.
- Misure contro la pesca illegale e l’inquinamento da rifiuti.
Il report è arricchito anche dal contributo della Guardia di Finanza, che documenta le sue attività di contrasto nelle aree di maggior pregio ambientale, dimostrando un impegno costante ma non sufficiente a debellare il fenomeno.
