I GRANDI MITI DELL’ANIMAZIONE: APPROFONDIMENTO SAILOR MOON – PARTE 1
Laureata in chimica all’Università Kyoritsu di Tokyo, Takeuchi lavora inizialmente come farmacista mentre coltiva parallelamente la sua passione per il disegno. Il suo ingresso nel mondo del fumetto avviene nel 1986 con “Love Call”, una storia breve che vince il prestigioso “Nakayoshi Rookie Award”. Questo primo riconoscimento la spinge a dedicarsi completamente alla carriera artistica, abbandonando definitivamente la professione farmaceutica.

Tra il 1988 e il 1990 pubblica “The Cherry Project”, un manga incentrato sul pattinaggio artistico, e “Maria”, opere che mostrano già la sua caratteristica attenzione per protagoniste femminili determinate e indipendenti. Il vero punto di svolta nella sua carriera arriva nel 1991 con “Codename: Sailor V”, un manga one-shot serializzato sulla rivista RunRun di Kodansha che narra le avventure di Minako Aino, una studentessa delle medie che si trasforma nella guerriera Sailor V per combattere il male.

Il successo di “Sailor V” è tale che l’editore Kodansha chiede a Takeuchi di sviluppare un progetto più ampio e strutturato. Come rivela nell’artbook “Materials Collection”, la mangaka concepisce inizialmente un gruppo di guerriere in armatura simile ai cavalieri, ma l’editore preferisce mantenere un’estetica più femminile con le iconiche sailor fuku (uniformi da marinaretta), elemento che diventerà uno dei tratti distintivi della serie.

