Chi di noi da piccolo non ha avuto genitori o qualcuno in famiglia che sognava per noi un futuro da inventori? Ricordo mia nonna un giorno mi chiese: “Perché non inventi un sistema che per esempio faccia funzionare l’auto con l’utilizzo dell’urina piuttosto che col petrolio?”.
L’affermazione può far alquanto sorridere, ma uno studente in India che non ha proprio inventato una cosa simile, ci si è forse un po’ avvicinato ma non per sostituire il petrolio nelle macchine bensì per produrre energia pulita da utilizzare direttamente nelle proprie abitazioni.
L’urina ancora per un po’ di tempo sarà materia di scarto che può solo finire del water di casa, ed è proprio qui, ogni volta che andiamo in bagno che senza neanche accorgercene produciamo ogni giorno un potenziale di energia spendibile direttamente nel nostro ambiente quotidiano, magari per caricare un telefono piuttosto che accendere piccole abat jour in camera da letto.
Kushagra Aditya Jha, un giovanissimo studente indiano di 17 anni non si è lasciato sfuggire questa intuizione, questa occasione di salvare questo spreco di energia nel solo abisso degli impianti fognari.
Così si è inventato “HydroSan”, una micro-turbina che si installa nel serbatoio del water e trasforma ogni scarico in elettricità. Già una ventina di utilizzi bastano per accendere qualche luce come quella rossa che tiene il televisore in Stand-by.

L’invenzione gli è valsa il “Crest Gold Award” della British Science Association. Questa idea, potrebbe cambiare la vita di milioni di persone nei villaggi indiani dove la corrente è davvero un lusso per pochissimi.
Kushagra ha progettato una micro-turbina abbastanza piccola da essere inserita nel serbatoio del water, abbastanza resistente all’uso quotidiano dello scarico. Il dispositivo intercetta il flusso d’acqua durante lo scarico e lo converte in energia meccanica. Questa alimenta una piccola batteria integrata nel sistema. Anche quando il bagno non viene utilizzato, un sottile filo d’acqua continua ad azionare la turbina, producendo corrente in modo costante.
Come spiega lo stesso inventore in un’intervista a The Hindu, il sistema non richiede modifiche strutturali all’impianto idraulico esistente. Si inserisce, funziona, produce. Niente lavori costosi, niente tecnologie complesse. È una soluzione plug-and-play per il risparmio energetico domestico che chiunque potrebbe installare senza chiamare un tecnico.
L’acqua in movimento aziona una turbina, la turbina fa girare un alternatore, l’alternatore produce corrente. Nel caso di HydroSan, tutto è miniaturizzato per adattarsi a un contesto domestico. La turbina è piccola, la batteria ha capacità limitata, ma il sistema funziona e si autoalimenta.
Come intuibile, questo sistema non ha come obbiettivo quello di sostituirsi alle tradizionali risorse energetiche per coprire i fabbisogni energetici di una casa e di una famiglia, ma in certe occasioni, e in certe aree magari molto isolate lontane dalla rete elettrica potrebbe anche rappresentare un valido surrogato in casi appunto emergenziali, in situazioni che chi abita nelle città difficilmente sperimenta. L’obiettivo è anche di portare HydroSan nelle regioni militari e frontaliere indiane, dove l’accesso all’elettricità è limitato e le condizioni operative richiedono talvolta soluzioni autonome.
Questo ragazzo ha dimostrato che l’energia non viene mai creata dal nulla, e che a volte basta direzionare lo sguardo verso cose che all’occhio più comune passano inosservate.
